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Mostre

Heidi è diventata miliardaria

150 opere, da Matisse a Hirst, della strepitosa collezione Horten in mostra al Leopold Museum di Vienna

Gustav Klimt, «Kirche in Unterach am Attersee», 1916. Courtesy Heidi Horten Collection

Vienna. Il Leopold Museum espone la collezione d’arte moderna e contemporanea di Heidi Horten. Una selezione di 150 opere sui 500 capolavori firmati Klimt, Bacon, Lichtenstein, Baselitz, Rauschenberg e Fontana che la miliardaria austriaca, 76 anni, ha raccolto nel corso della sua vita. E che per la prima volta ha accettato di prestare, tutte insieme, per una mostra dal 16 febbraio al 29 luglio, il cui titolo «WOW! The Heidi Horten Collection» esprime bene la sensazione di meraviglia che il visitatore prova nell’attraversare l’esposizione, curata da Agnes Husslein-Arco, ex direttrice del Museo del Palazzo del Belvedere.

Heidi Horten è una delle donne più ricche del mondo. Il magazine «Forbes», che pubblica ogni anno la tradizionale classifica proprio delle personalità più ricche del mondo, le attribuisce nel 2017 un capitale (stabile dal 2016) di 3,2 miliardi di dollari. Un patrimonio che Heidi Horten ha ereditato dal marito, Helmut Horten, il re dei grandi magazzini in Germania, fondatore della catena Horten AG, su modello dei primi department store inglesi. I due si sposarono nel 1966. L’uomo d’affari morì nel 1987, a 78 anni, senza figli, lasciando tutti i suoi averi alla moglie di trent’anni più giovane e che da allora riceve una cospicua rendita annua (mentre il capitale, per testamento, continua a essere gestito dagli istituti bancari svizzeri).

A partire dagli anni Novanta, la vedova ha via via arricchito la collezione d’arte degli Espressionisti tedeschi, cominciata dal marito. Oggi la raccolta si estende da Matisse e Miró a Basquiat e Damien Hirst, con un nucleo importante di opere della Pop art. Nel museo viennese sono allestite opere quali «Les Amoureaux» (1916) di Marc Chagall, «Chiesa a Unterach sull’Attersee» (1918) di Gustav Klimt e «Four-Foot Flowers» (1964) di Andy Warhol. Tra gli altri capolavori, l’intenso «Studio per un ritratto di Henrietta Moraes» di Francis Bacon (1969), acquistato all’asta a New York nel 2002 per 6,6 milioni di dollari.

Leopold Museum

Horten Collection

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 383, febbraio 2018


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