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Il collezionista felice è cieco

La copertina del volume (particolare)

Stefan Zweig ebbe nella novella la sua forma di elezione, quella in cui seppe forse dare una misura perfetta della sua scrittura. Un ottimo esempio del suo talento, è nel raro La collezione invisibile, ignoto in italiano e proposto dalla raffinata casa editrice ticinese Pagine d’Arte.

La collezione (per Goethe il più raro momento di felicità) viene narrata nella vicenda paradossale di un mercante, che nella Weimar dei nuovi ricchi, a caccia di stampe di Dürer da appendere in bagno e in sala da pranzo, non avendo più niente da vendere ripercorre il catalogo degli invii della galleria paterna. Trova, in provincia, un anonimo funzionario, che ha raccolto, negli anni, senza parere, un tesoro. Si reca in quel luogo, sospeso fuori dal tempo, ma allo stesso tempo segnato dalla miseria e dall’incertezza della crisi postbellica, per scoprire che al posto dei preziosi fogli ci sono pagine anonime, che la moglie e la figlia, senza denari, hanno sostituito. Essendo l’uomo cieco, esse hanno creduto di non fargli torto, e questi tutti i giorni ripassa i suoi preziosi faldoni, dove solo la sua immaginazione vede quello che da tempo è stato venduto.

Un apologo perfetto sul valore delle opere e della loro raccolta, che narra in pochi tocchi un’epoca, non dissimile dalla nostra, in cui tutto era posto in vendita, nella mortale stretta del bisogno.

La collezione invisibile, di Stefan Zweig, traduzione di F. Wuilmart, 56 pp., Pagine d’Arte, Tesserete (Svizzera) 2017,  € 15,00

Luca Scarlini, edizione online, 26 febbraio 2018


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