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Speciale Tefaf

A Tefaf il meglio del mondo

Dal 10 al 18 marzo Maastricht diventa la capitale mondiale dell’arte

Un’immagine dell’edizione 2017 di Tefaf con l'installazione floreale all'ingresso della fiera. Foto di Loraine Bodewes

Maastricht. 287 espositori (di cui 23 italiani), 29 campi specialistici del mercato dell’arte, 189 funzionari di commissione del vetting, circa 20mila opere d’arte esposte in una cornice ideata come sempre negli ultimi anni dall’interior designer olandese Tom Postma: sono i numeri dell’edizione 2018 di The European Fine Art Fair, il Tefaf di Maastricht, che sarà ospitato dal Mecc (Maastricht Exhibition & Conference Centre) dal 10 al 18 marzo. L’anno scorso la rassegna, che aveva 275 partecipanti, aveva staccato 71mila biglietti d’ingresso.

Non partecipa quest’anno a Tefaf Fabrizio Moretti, che si è anche ritirato dal consiglio della fiera. Dal 2000 collabora con Tefaf l’Art Loss Register, la maggior banca dati privata mondiale di furti d’arte, che vaglia, a partire da un mese e mezzo prima dell’apertura della fiera, ogni singola opera che verrà esposta negli stand, confrontandola con le immagini dei propri archivi di oggetti rubati, e segnala opere che eventualmente necessitano di ricerche ulteriori sulla provenienza, relativamente al periodo compreso tra il 1933 e il 1945.

La mostra collaterale quest’anno presenta alcuni dipinti olandesi del Seicento provenienti dall’Amsterdam Museum e restaurati di recente; l’opera di Bartholomeus van der Helst del 1653 «Gli amministratori degli Arcieri di San Sebastiano», in corso di restauro, verrà presentata fresca di lavori proprio all’apertura della fiera. I 50mila euro donati tutti gli anni da Tefaf a uno o due progetti di restauro saranno devoluti nel 2018 al Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona e al Museum of Fine Arts di Boston.

Da dieci anni, infine, Tefaf collabora con il Prince Claus Fund nel campo della tutela del patrimonio culturale mondiale. Tra le ultime campagne, la scannerizzazione di migliaia di immagini della Drik Picture Library di Dacca, in Bangladesh, e opere di tutela e consolidamento della biblioteca del Monastero di Sant’Agostino di Quito, in Ecuador, oltre 20mila volumi datati a partire dal XV secolo e scritti in lingue antiche o morte.

Vittorio Bertello, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018


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