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Trump taglia: meno 90% per la cultura

Riduzioni drastiche dei finanziamenti e minacce di chiusura sono le scioccanti proposte del presidente

Donald Trump durante il discorso sullo stato dell’Unione © Official White House. Foto di Shealah Craighead

Washington D.C. Ancora una volta il presidente Donald Trump ha chiesto il taglio dei fondi al National Endowment for the Arts (Nea), al National Endowment for the Humanities (Neh), all’Institute of Museum and Library Services (Imls) e alla Corporation for Public Broadcasting. Il budget proposto per il 2019 include la proposta di «shut down» per queste organizzazioni «visto il considerevole sostegno dei privati e di altre fonti pubbliche e perché l’Amministrazione non considera le loro attività tra le principali responsabilità federali».

L’anno prossimo Trump intende tagliare il budget del Nea da 150 a 20 milioni di dollari, quello del Neh da 150 a 42 milioni, quello dell’Imls da 231 a 23 milioni e quello della televisione pubblica da 495 ad appena 15 milioni. Un programma simile, proposto nel 2017 dallo stesso Trump, non aveva avuto seguito, grazie all’opposizione bipartisan dei politici. «Mi preoccupa la miopia mostrata dalle previsioni di bilancio proposte dall’amministrazione Trump, spiega Robert Lynch, presidente e amministratore delegato del gruppo di sostegno Americans for the Arts. Nonostante il discorso sullo stato dell’Unione in cui il presidente affermava che “gli americani riempiranno il mondo di arte e musica”, sembra esserci una disconnessione sul bisogno di investire nel sostegno futuro alle arti del nostro Paese e all’educazione all’arte. Il supporto federale all’arte aiuta a rafforzare l’economia creativa negli Stati Uniti».

«Siamo delusi perché vediamo che i nostri finanziamenti fanno davvero la differenza per singoli individui in migliaia di comunità e in ogni collegio elettorale del Paese», afferma la presidente del Nea Jane Chu. Durante l’attuale anno fiscale, «il Nea, tra le varie attività, ha assegnato 1.134 sovvenzioni e borse, per un totale di 26,68 milioni di dollari, a organizzazioni e singoli soggetti in tutti i cinquanta Stati dell’Unione, più il Distretto di Columbia e Porto Rico, ha pubblicato ricerche sull’impatto economico dell’arte nelle comunità rurali e ha distribuito finanziamenti d’emergenza ad agenzie per le arti in Florida, Texas, Porto Rico e nelle Isole Vergini americane», aggiunge la Chu. «Attraverso le sovvenzioni dell’Imls a biblioteche e musei, i bambini e le loro famiglie entrano in contatto con le nuove tecnologie e imparano a condurre una vita più sana, spiega la direttrice dell’agenzia Kathryn Matthew. Grazie alla nuova tecnologia e alla formazione del personale i non vedenti ora possono accedere a parte del materiale delle biblioteche pubbliche. E i veterani ricevono l’aiuto necessario per accedere a servizi fondamentali».

«Oggi la Casa Bianca ha rincarato la dose con la scioccante richiesta di eliminare le agenzie chiave che aiutano i musei di tutto il Paese a servire le loro comunità, afferma Laura Lott, presidente e amministratrice delegata dell’American Alliance of Museums. Queste continue minacce non fanno che ribadire quanto sarà difficile la nostra attività di sostegno nel 2018. L’ultima proposta insensata di tagli del presidente Trump è stata già respinta da comitati di entrambi gli schieramenti. Il settore dei musei ora deve collaborare con i suoi alleati bipartisan al Congresso per assicurare che questa incauta proposta faccia la stessa fine».

Helen Stoilas, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018


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