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Giorno per giorno nell'arte | 9 marzo 2018

Una veduta dell'allestimento al Museo Egizio

Fassi nuovo direttore del Man. È Luigi Fassi il nuovo direttore artistico del Man di Nuoro. Subentra a Lorenzo Giusti, ora direttore della Gamec di Bergamo. Oltre ad aver curato per sette anni la sezione Present Future di Artissima, il 41enne Fassi ha ricoperto l'incarico di direttore all'ar/ge kunst di Bolzano e curato sino a oggi la sezione arti visive del festival Steirischer Herbst di Graz, in Austria. [Ansa]

Se salvare significa distruggere.
Tocca un fondamentale punto di riflessione la mostra torinese «Anche le statue muoiono», aperta da oggi nelle sue tre sedi presso i Musei Reali, l’Egizio e la Fondazione Sandretto: i musei servono a conservare e proteggere i reperti d’arte antica, magari messi a rischio da conflitti armati, ma così facendo li allontanano dal loro contesto originario e, in un certo senso, li distruggono. [La Stampa; Corriere della Sera; la Repubblica]

L’estetica delle rovine. A Palermo un artista austriaco con la compagna non ha alcuna intenzione di lasciare il fatiscente appartamento presso lo storico mercato della Vucciria, da loro trasformato nel corso degli anni in una galleria e un atelier, per lasciar posto alle impalcature di una società che ha acquistato il suo e altri due palazzi per avviare un progetto di rilancio in chiave turistica. [La Stampa]

Amatrice riparte dai giovani fotografi. Il Pac-Padiglione di arte contemporanea a Milano accoglie le 140 fotografie dei ragazzi tra i 13 e i 19 anni che hanno partecipato al progetto «Da zero» della onlus «Riscatti»: i giovani sono stati invitati a documentare la realtà di Amatrice dopo il terremoto del 2016. [La Repubblica]

Milano chiede l’alternanza. Parte bene la fiera milanese «Tempo di Libri», ma a tener banco nella prima giornata dell’evento sono sopratutto le dichiarazioni, accolte peraltro con diffidenza sotto la Mole, di voler aprire un dialogo con il Salone del Libro di Torino per un eventuale ricongiungimento e una formula che prevede un’unica manifestazione da tenersi ad anni alterni nelle due città. [La Stampa; la Repubblica; Corriere della Sera]

Nel mondo

Il paradosso degli arazzi. Mentre i principali musei inglesi litigano per chi debba esporre l’arazzo di Bayeux in arrivo dalla Francia, un altra preziosa opera inglese (l’«Hastings Embroidery», realizzato nel 1966 per i 900 anni dell’omonima battaglia) langue in un deposito e per essere esposta dovrà andare all’estero. [The Times]

L’ingresso gratis non è un dogma. Secondo Arwa Mahdawi un modo semplice per risolvere la crisi di fondi dei musei inglesi sarebbe copiare il Metropolitan Museum of Art, che fa entrare gratis solo i residenti in città, introducendo l’ingresso a pagamento per i turisti stranieri. [The Guardian]

L’arte deve far riflettere la società. Intervista al nuovo direttore del Rijksmuseum di Amsterdam Taco Dibbits, che prova a scuotere le coscienze dei cittadini con mostre e iniziative che ricordano il passato schiavista dei Paesi Bassi. [El País]

Il museo che espone gioielli falsi. Scandalo al Museo nazionale ceco: durante un controllo di routine sulla collezione di pietre preziose del museo si è scoperto che alcune di esse sono dei falsi. Si indaga adesso per scoprire quando e da chi gli originali siano stati sostituiti con le copie. [The Daily Telegraph]

Un capolavoro nello sgabuzzino. L’avevano rifilato nello sgabuzzino, perché non gli piaceva: ora però una coppia inglese scopre di possedere un tesoro del Seicento, un dipinto di un allievo di Van Dyck che potrebbe valere più di mezzo milione di sterline. [The Daily Telegraph]

La capitale del futuro? È in costruzione a 50 chilometri dal Cairo una città nuova di zecca, presentata come la nuova Brasilia ma in stile Dubai. Dovrebbe contribuire a risolvere il cronico problema di sovraffollamento dell’attuale capitale egiziana. [Le Figaro]

Emmanuel Perrotin non si ferma più. Dopo le filiali ad Hong Kong, Seul, Tokyo e la spettacolare estensione della sua galleria newyorkese, il mercante d’arte Emmanuel Perrotin annuncia una nuova apertura anche a Shanghai. [Le Monde]

Il Salone del Libro di Parigi apre il portafogli. Dopo che anche la ministra della Cultura francese Françoise Nyssen ha preso le difese degli scrittori (è aberrante che ci sia un budget per l’arredo floreale e non vengano stanziati fondi per gli autori, aveva denunciato una giovane editrice), al prossimo Salone del Libro di Parigi sarà prevista una rimunerazione per i circa 3mila autori presenti. [Le Monde]

Molto lavoro per Bern. Un’intervista ci aggiorna sul lavoro di Stéphane Bern, incaricato lo scorso settembre dal presidente Macron in persona di fare un censimento del patrimonio nazionale in pericolo e di cercare soluzioni in grado di assicurare fondi per i lavori di recupero. [Le Monde]

Francesco Martinello, edizione online, 9 marzo 2018


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