Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Fotografia

Polaroid scattante settantenne

L’apparecchio per fotografie istantanee non è l’antenato dello smartphone bensì l’antidoto

«Charles Jourdan 1978» di Guy Bourdin © The Guy Bourdin Estate 2017/Courtesy of Louise Alexander Gallery

Situato a pochi metri dalla stazione centrale, il Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo presenta «The Polaroid Project», una retrospettiva dedicata alla fotografia istantanea. Oltre 200 fotografie e 90 modelli, realizzati non soltanto da Polaroid ma anche da Fujifilm e Lomography, che permettono di ripercorrere il successo di una tecnologia all’origine di un fenomeno tipicamente contemporaneo: la proliferazione di immagini istantanee.

Battezzato «Polaroid 95», il primo modello di macchina fotografica istantanea entrò nel mercato nel 1948; i 47 esemplari realizzati per l’occasione, ciascuno del peso di 2 chili, furono venduti in una giornata. La storia vuole che la Polaroid sia stata inventata dal fisico americano Edwin Herbert Land (che allora collaborava con Kodak) la vigilia di Natale del 1942, quando sua figlia gli chiese, impaziente, perché non fosse possibile vedere una fotografia subito dopo lo scatto. Sconvolgendo la tecnica fotografica e riducendone i tempi, la Polaroid raggiunse il successo popolare negli anni Settanta, con una produzione di 120 milioni di pellicole l’anno e fino a 5mila macchine fotografiche al giorno.Qualche decennio dopo, davanti alla concorrenza delle macchine digitali, la fabbricazione venne interrotta: l’anno seguente, nel 2008, undici impiegati dello stabilimento Polaroid di Enschede, in Olanda, decisero di comprare le macchine ancora disponibili e di rilanciarne la produzione. Nasce così l’«Impossible Project», il «progetto impossibile» che ha permesso il ritorno della Polaroid, oggi acquistabile su internet o presso i rivenditori.

Per la prima volta la mostra espone opere provenienti dall’americana Polaroid Collection of Photography accanto a opere dell’europea International Polaroid Collection, acquistata nel 2011 dal museo della fotografia WestLicht di Vienna. Presentando scatti realizzati tra il 1955 e il 2015 e firmati, tra gli altri, da Andy Warhol, André Kertész, Luigi Ghirri, Ansel Adams e Robert Mapplethorpe, la mostra mette l’accento sul grande successo che la Polaroid ebbe tra i fotografi professionisti. Apprezzata da una lunga serie di artisti affermati (compresi Cy Twombly e Andrej Tarkovskij), la Polaroid segnò una rivoluzione nella pratica fotografica, emancipandola dai numerosi rituali che l’avevano contraddistinta durante oltre un secolo.

Oggi, in un mondo in cui la fotografia istantanea è sempre più incastonata nei telefoni cellulari, il fascino vintage della Polaroid diventa (ironia della sorte) simbolo di una pratica fotografica genuina, fedele alla pellicola e non dematerializzata; un attimo di lucidità in un flusso fotografico digitale che sa di horror vacui. Presentata dal 16 marzo al 17 giugno, la mostra si trasferirà successivamente a Berlino, Singapore e Montreal prima di raggiungere la sua tappa finale presso il Mit Museum di Cambridge, nel Massachusetts, sede sin dagli anni Sessanta della Polaroid Collection of Photography.

MUSEUM FÜR KUNST UND GEWERBE HAMBURG

Bianca Bozzeda, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018


Ricerca


GDA ottobre 2018

Vernissage ottobre 2018

Vedere a Matera 2018

Vedere a ...
Vedere in Emilia Romagna 2018

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012