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Polemiche per Caravaggio che veste Fendi

La Galleria Borghese a Roma

Roma. Mentre monta la protesta del personale della Galleria Borghese, che lamenta problemi di sicurezza, accessibilità, climatizzazione (questione annosa, anche per la conservazione delle opere) e pessimi rapporti sindacali con la direttrice Anna Coliva; mentre questa finisce sotto inchiesta per assenteismo per fatti che risalgono al 2014; mentre gli accordi con Fendi creano preoccupazione per l’eccessiva disinvoltura che si teme possa trasformare la Galleria e le sue opere in testimonial promozionali della maison, arrivano dal Mibact quasi 2,5 milioni di euro (dei 600 stanziati il mese scorso per tutta Italia, oltre 35 per Roma) per restauri, impianti e accessibilità.

Intanto il Ministero sta vagliando il contratto triennale tra Fendi e Borghese, con ulteriori approfondimenti specie sul versante giuridico-legale del Caravaggio Research Institute, futuro centro di ricerca dedicato al pittore, di cui la Borghese possiede sei tele, sostenuto da Fendi con circa 700mila euro e finalizzato a creare la più completa banca dati sul Merisi. In realtà è tutto fermo in attesa della costituzione dell’ente di ricerca con dentro Borghese e Fendi, per quanto si lavori ad ampliare i comitati sia scientifico (dove figurano Francesca Cappelletti e Maria Cristina Terzaghi) sia tecnico sulla diagnostica: aspetto importante, con collaborazioni di rilievo, tra cui quelle di Stéphane Loire del Louvre e Larry Keith della National Gallery. Oltre a elaborare convenzioni con le Università, pensare a borse di studio e a modelli tecnici da mettere in campo per la raccolta dati.

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018


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