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Mostre


Dalla genesi all’apocalisse

A Parma la storia del nostro pianeta secondo quaranta artisti contemporanei

Jane Alexander, «Frontier with ghost», 2007,  stampa fotolitografica a colori – esemplare n° 12/15, 50 x 70 cm. Collezione privata

Parma. Quaranta artisti del secondo ’900 (tra loro Marina Abramovic, Giovanni Anselmo, Roger Ballen, Gabriele Basilico, Alighiero Boetti, Jonas Burgert, Jake & Dinos Chapman, Mat Collishaw, Jan Fabre, Mario Giacomelli, John Isaacs, Dorothea Lange, Richard Long, Mario Merz, Sebastião Salgado e Gilberto Zorio) attraverso 115 opere tra fotografie, dipinti e installazioni raccontano per immagini la storia della Terra dalla creazione alla sua possibile fine a causa di problemi climatici. Le opere prendono in esame, in particolare, la sostenibilità della società umana e il rapporto uomo-natura.

Sono questi i caratteri principali di «Il Terzo Giorno», mostra aperta dal 20 aprile al primo luglio presso il Palazzo del Governatore con la curatela di Didi Bozzini, già ricercatore alla Sorbonne di Parigi e professore di filosofia. Il titolo scelto per l’appuntamento promosso dal Comune parmense e prodotto e organizzato da Arkage, oltre che essere quello di un film del 1965 di Jack Smight e un libro del 2012 di Chochana Boukhobza, è tratto dal libro della Genesi e si riferisce naturalmente alla resurrezione di Gesù crocifisso.

Il percorso è organizzato per macrotematiche ed espone, nelle sale del primo piano del Palazzo del Governatore anche alcuni inediti come il menabò originale, le lettere dei vari istituti geografici internazionali e il primo dattiloscritto del libro di Alighiero Boetti e della moglie AnneMarie Sauzeau in cui vengono classificati i mille fiumi più lunghi del mondo (1977). Ci sono anche lavori poco visti come la serie di quattro fotografie di Giacomelli «Il motivo suggerito dal taglio dell’albero» del 1967-69 oppure quelli dell’artista congolese Bodys Isek Kingelez («Hôtel de Ville de Kinshasa», 1993) di cui è annunciata in maggio una retrospettiva al MoMA di New York. Ma le opere di rilievo sono molte, come, ad esempio, «Croci nella tempesta del silenzio - Insetti nel silenzio della tempesta» di Jan Fabre, che racconta del mistero del mondo e dell’amore per gli insetti ereditato dal nonno, il famoso entomologo Jean-Henri Fabre, e alcuni lavori monumentali dell’inglese John Isaacs, che nella sua produzione unisce la biologia dell’evoluzione alla esplorazione dei misteri dell’esistenza umana.

di Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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