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Mostre


Roma

Un’«ideoteca» al MaXXI

Chi si occupa delle opere mai realizzate?

«Proposal for the Olympic Park Gateways» (2012) di Jeremy Deller

Roma. Con il progetto «The Independent», ideato dal direttore artistico Hou Hanru e curato da Elena Motisi e Giulia Ferracci con Simone Ciglia, il MaXXI da anni monitora e promuove spazi e modi alternativi di fare arte e ricerca, piattaforme indipendenti che vanno oltre le istituzioni canoniche.

«WunderMoRE», fino all’8 luglio al Foyer Carlo Scarpa, è il nuovo appuntamento dedicato al MoRE Museum, museo digitale nato nel 2012 da un’idea di Elisabetta Modena e Marco Scotti «che raccoglie, conserva ed espone on line progetti d’arte rifiutati o non realizzati del XX e XXI secolo» (www.moremuseum.org). Vincitore di «i8», l’iniziativa della fiera ArtVerona dedicata agli spazi indipendenti, MoRE al MaXXI fa rivivere progetti mai nati attraverso una quadreria d’immagini e materiali raccolti negli anni dall’archivio, mostrandone la grande valenza documentaria. Il titolo richiama le Wunderkammer dove dal Cinque al Settecento si collezionavano curiosità naturali e artificiali da tutto il mondo, e trova il suo filo conduttore nel tema della meraviglia e della visionarietà delle opere riproposte.

Si tratta di lavori originali e spesso di grande impatto: dal «Cannocchiale Ottico Percorribile» di Paolo Scheggi del 1968 in acciaio cromato che doveva essere collocato tra il Duomo e il Battistero di Firenze, alla «Proposal for the Olympic Park Gateways» di Jeremy Deller del 2012, sorta di Stonehenge per gli accessi al parco olimpico di Londra, al folle Forum Volgelsang Banana di Erwin Wurm & Coop Himmelb(l)au del 2008, un sarcofago di edifici riempiti di cemento armato con nuovi spazi abitativi dentro un’enorme banana, a «Il fiore e la pietra» di Debora Hirsch del 2002 per una piazza di Torino. E ancora lavori concettuali di Pietroiusti, Losi, Ozzola e Trevisani, le indagini botaniche di Hasanović e Collins, i viaggi con mete impossibili di Goldschmiedt & Chiari e Bertocchi, il «Monolite in bilico» di Elio Marchegiani del 1979 per Gibellina e così via.

La mostra, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Valentina Rossi e Marco Scotti, propone in tutto una quarantina di artisti.

di Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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