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Mostre


Venezia

Designer di segni

In attesa del suo museo a Varese, una retrospettiva sul multiforme Morandini

«Vivrà Venezia?», un progetto di Morandini realizzato nel 1995 in occasione di «Artelaguna Venezia/Biennale 1995»

Venezia e Varese. In attesa dell’apertura, a fine anno, della sede del suo museo a Varese (di cui sta curando personalmente il restauro), Marcello Morandini presenta una vasta ricognizione sul suo lavoro in una mostra aperta fino al 28 aprile nella Scuola Grande della Misericordia, frutto della collaborazione tra la Fondazione da lui istituita nel 2016 e la galleria Orler.

Artista, designer e architetto, Morandini (nato a Mantova nel 1940 ma stanziato a Varese dal 1947 e poi cittadino del mondo) ha esordito da artista nel 1964 nella Galleria San Fedele di Milano e già nel 1968, a 28 anni, aveva una sala personale alla Biennale di Venezia. Da allora ha lavorato ed esposto nel mondo intero, con una speciale predilezione per i Paesi di lingua tedesca, dove il suo lavoro rigoroso ed essenziale, fondato sulla geometria piana e solida e sul gioco dei pieni e dei vuoti, gode da sempre di una salda fortuna. Lo stesso è accaduto in Oriente e nel Sud-Est Asiatico (Tokyo, Singapore, Malaysia), dove ha realizzato soprattutto architetture, tutte scaturite dalla sua ricerca artistica. Come ammette egli stesso, «arte, architettura e design sono tre realtà che incoscientemente in ogni momento mi coinvolgono».

E se le sue forme predilette sono asciutte e geometriche, il bianco e il nero sono i colori con cui preferisce esprimersi, non essendo, ai suoi occhi, necessario «nessun altro valore cromatico, come si trattasse di una grafia su un foglio». Così, sono gigantesche «opere grafiche» la facciata di 220 metri della fabbrica di porcellana Thomas a Speichersdorf o quella (64 metri) per la Rosenthal, in Baviera, o la scultura (40 metri) per l’esterno del museo bavarese di Ingolstadt.

A Venezia, divise in nuclei tematici, sono esposte opere storiche e recenti, esempi di arte, scultura e grafica, in dialogo con l’architettura antica che li accoglie. Ovunque, il suo inconfondibile segno, che se è germogliato nel clima dell’arte milanese degli anni Sessanta, in dialogo costante con l’industria, si è poi sviluppato per vie autonome e originali, arricchite dal continuo confronto con le realtà internazionali.

A Varese infine, in occasione della terza «Design Week» dal 15 aprile al 5 maggio Morandini espone nella galleria Punto sull'Arte, in una mostra a cura di Laura Redaelli dal titolo «Siamo forma, siamo colore». Spiccano due pezzi di design: una Scacchiera in porcellana e un Alfabeto giocoso, quasi un omaggio al Futurismo.

di Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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