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Musei

Casanova oscuro a Palazzo Zaguri

Uno dei pezzi in mostra: una gogna del XVIII secolo

Venezia. Un palazzo gotico, di cui si hanno notizie fin dal 1353, restaurato e restituito alla città come sede espositiva nel centralissimo campo San Maurizio. Un evento, in questi tempi caratterizzati perlopiù da speculazioni. Il palazzo prende il nome dagli ultimi proprietari privati, i Zaguri, in particolare Pietro e Antonio, che ne fecero la loro residenza nel XVIII secolo, aprendolo a ospiti illustri, in primis Giacomo Casanova. Estintasi questa famiglia nel ’900, divenne prima sede di una scuola e poi di uffici comunali, con le conseguenti distorsioni dovute alle diverse destinazioni d’uso. Il Comune lo mise in vendita nel 2013 per 10,6 milioni di euro e infine, dopo alcuni passaggi, fu acquistato per 15 milioni dalla Sgr Serenissima, che, a sua volta, l’ha concesso in gestione a Venice Exhibition, la società di Mauro Rigoni ben nota per mostre blockbuster per folle di visitatori, come quella di Jesolo con i suoi cadaveri imbalsamati.

E un cadavere imbalsamato si trova anche nella mostra d’esordio a Palazzo Zaguri, «Venice Secrets: Crime & Justice» (fino al 1° maggio), vale a dire il lato oscuro di Casanova che ne è il protagonista. Grande uso di effetti multimediali, ma anche documenti dall’Archivio di Stato. Quanto al restauro, che ha reso fruibili i cinque piani e le 36 sale di cui una destinata a libreria, è costato 5 milioni di euro, a conclusione di due anni di lavori. A firmarlo è Alberto Torsello, lo stesso che ha diretto gli interventi dell’Abbazia della Misericordia. E che, anche in questo caso, non rinuncia a inserire una scala in acciaio grezzo, materiale da lui preferito.

Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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