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Napoleone a Fontainebleau vale 700mila ingressi

La sala del Musée Napoléon con la culla del re di Roma, 1811, Jacob-Desmalter François Honoré –Georges (1770-1841). Foto © Château de Fontainebleau, Serge Reby

Fontainebleau (Francia). Rimasto chiuso nove mesi per lavori di ristrutturazione e messa a norma, il Musée Napoléon Ier del Castello di Fontainebleau ha riaperto con un nuovo allestimento.

L’istituzione alle porte di Parigi, che ha accolto più 500mila visitatori nel 2017, punta molto sulla fama del condottiero, che resta uno dei personaggi storici più famosi di sempre. Studiosi britannici, utilizzando un apposito algoritmo per calcolare la popolarità sul web, lo hanno classificato addirittura al secondo posto dopo Gesù. Per il presidente del castello, Jean-François Hebert, Napoleone è il suo miglior «ambasciatore» nel mondo: i turisti stranieri (il 60% del totale) visitano il palazzo attirati soprattutto dal suo mito.

Napoleone fu proclamato imperatore nel 1804 e volle stabilirsi a Fontainebleau, già dimora reale, la preferita di Francesco I. Vi si possono visitare ancora la sala del trono, la biblioteca-studio e la sala con la culla del Re di Roma (nella foto sotto). Nel 1814 fu nel cortile del castello, ai piedi della scalinata a ferro di cavallo, che Napoleone rivolse il famoso addio alla Vecchia Guardia imperiale prima dell’esilio all’isola d’Elba. Il museo ha aperto le porte nel 1986 nell’ala Louis XV del castello e non era mai stato ristrutturato prima d’ora. Un budget di 10 milioni di fondi pubblici distribuiti su 12 anni ha permesso di rinnovare i locali e l’allestimento. Ma si tratta solo di un primo lotto nell’ambito di un progetto di ampliamento del museo su due piani, la cui apertura è prevista nel 2026.

L’obiettivo a lungo termine è di portare i visitatori a 700mila visitatori (Versailles, ad esempio, ne accoglie 4 milioni ogni anno). La collezione, con più di tremila pezzi, comprende il ritratto dell’imperatore al momento dell’incoronazione dell’atelier di François Gérard, la spada d’oro e cristalli (1801-12), il famoso cappello bicorno e la redingote grigia indossati a Sant’Elena e una tabacchiera tempestata di diamanti donata nel 1811 a Isaac van Schinne. La collezione si è recentemente arricchita di nuove acquisizioni, tra cui un servizio da tè del 1812 in porcellana di Sèvres con i ritratti della famiglia imperiale.

di Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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