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Fotografia

Reggio Emilia

Fotografia Europea rivoluzionaria

Al centro del festival il cambiamento dello sguardo e della visione

«Braguino ou la communauté impossible» (2017) di Clément Cogitore © Clément Cogitore /Mac Val/ ADAGP, Paris 2017

Reggio Emilia. Rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti, utopie: ecco i temi prescelti per dare il via alla tredicesima edizione di Fotografia Europea, festival internazionale che ogni anno accende i riflettori su Reggio Emilia, in programma a partire dal fine settimana del 20-22 aprile fino al 17 giugno. Un palinsesto di esposizioni, incontri ed eventi concepiti sotto la direzione artistica di Walter Guadagnini e a cura del comitato scientifico della Fondazione Palazzo Magnani, promotrice dell’evento insieme al Comune di Reggio Emilia. Disseminata in spazi pubblici e privati del territorio, la manifestazione vede la presenza di autori affermati, mostre collettive, nuove commissioni realizzate appositamente e progetti dedicati ai giovani.

Tra le mostre principali, «Sex & Revolution» a Palazzo Magnani (a cura di Piergiorgio Carizzoni e Pietro Adamo), esplora il tema della liberazione sessuale tra anni Sessanta e Ottanta, attraverso letteratura, sociologia, cinema e fotografia; ai Chiostri di San Domenico lo spazio è interamente occupato dal Paese ospite di quest’anno, l’Iran: «A Window onto Contemporary Iranian Photography» (a cura di Reza Sheik con la collaborazione di Germana Rivi) è dedicata ai processi artistici del Paese, dalla Rivoluzione degli ayatollah fino alle più recenti riflessioni sul rapporto tra tradizione, innovazione e religione. Oltre alle opere dei protagonisti della fotografia iraniana, fa parte del percorso espositivo un focus sull’italiano Walter Niedermayr.

Non mancano nomi affermati del panorama internazionale, quali ad esempio Joel Meyerowitz con «Transitions: 1962-1981», retrospettiva di oltre 100 opere curata da Francesco Zanot; Luca Campigotto con gli scenari urbani della Cina di oggi ed Elio Ciol presso l’Arcivescovado. Accanto a loro, come da tradizione del festival, le figure emergenti come il francese Clément Cogitore, la cui «Braguino ou la communauté impossible» proviene da Le Bal di Parigi. È a cura di Laura Gasparini e Federica Chiocchetti il progetto che rende omaggio all’archivio anarchico e irriverente dell’artista Lorenzo Tricoli, venuto a mancare lo scorso anno.

Mishka Henner è il protagonista della nuova commissione che prenderà vita nella sede della Banca d’Italia, una videoinstallazione concepita per questa occasione che porta lo spettatore a confronto con la natura e la tecnologia. Un’ulteriore commissione, affidata a Francesco Jodice, si svilupperà nel corso dell’anno, coinvolgendo il pubblico del festival anche nelle fasi di progettazione dell’opera. È frutto di una selezione tra oltre 600 progetti raccolti tramite bando, a cura di un comitato composto da Walter Guadagnini, Laura Gasparini e Diana Baldon, la collettiva «Open Call» di sei autori ospitata presso l’ex Aci e la Galleria Parmiggiani: si tratta di Simone Sapienza, Umberto Coa, Nicolò Panzieri, Danila Tkachenko, Andrea & Magda e la reggiana Francesca Catellani.

Ancora dedicate alla generazioni emergenti sono lo Speciale diciottoventicinque, guidato quest’anno da Davide Tranchina, e Giovane fotografia italiana, che raccoglie progetti inediti di artisti under 35, a cura di Daniele De Luigi. Il Circuito Off infine propone iniziative indipendenti di gallerie, associazioni, enti pubblici e privati. L’intero programma è disponibile su www.fotografiaeuropea.it.


Ilaria Speri, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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