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I gioielli di Sebenico, capolavori d’arte e tecnica croata e veneziana

Francesco Bandarin (Unesco) scruta il Patrimonio mondiale

La Fortezza di San Giovanni a Sebenico in Croazia

Sebenico (Croazia). Con l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale del sito seriale transnazionale delle Fortezze Veneziane dello Stato da Terra e dello Stato da Mar occidentale nel luglio 2017, la città di Sebenico ha aggiunto un sito Unesco a quello già iscritto nel 2000, la Cattedrale di San Giacomo.

La ricchezza patrimoniale di questa città adriatica è legata indissolubilmente alla sua storia, prima come libero Comune e poi, a partire dal 1412 e per quasi quattro secoli, come parte della Serenissima. Il dominio veneziano consentì alla città, pur al prezzo dell’indipendenza, di svolgere un ruolo importante nel sistema dello Stato da Mar, e la protesse per secoli dall’invasione dei turchi ottomani, attestati nell’immediato entroterra fin dal 1468.

È proprio per proteggere la città da questa minaccia che Venezia realizzò un imponente sistema di fortezze. Dal lato di terra si trovano la Fortezza di Sant’Anna (Trvdava Sv. Ana), costruita sopra gli antichi insediamenti pre-romani, dell’età del ferro; la Fortezza di San Giovanni (Trvdava Sv. Ivana) e la Fortezza del Barone (Trvdava Šubicevac), edificate nel 1646, quando la minaccia di una conquista da parte dei turchi si fece concreta, nel corso di una guerra che si protrasse per oltre vent’anni.

Ma la costruzione più innovativa è senza dubbio la spettacolare Fortezza di San Nicola (Trvdava Sv. Nikole), realizzata nel 1535-50 nell’isola di Ljulievac, all’ingresso del Canale Sant’Antonio, che permette l’accesso al porto di Sebenico. La fortezza fu progettata dal grande architetto militare Michele Sammicheli e dal nipote Giangirolamo, e realizzata con possenti muraglioni di pietra e mattoni, che hanno resistito per secoli all’erosione marina, al punto che la Fortezza venne utilizzata, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, dalle forze austriache e jugoslave e dismessa solo nel 1979.

La fortezza ha una forma triangolare, il che la rende unica nel suo genere, e dispone anche di una opera a «corno» o a tenaglia nella parte posteriore, il primo esempio di questo tipo di accorgimento nell’architettura militare veneziana. Assieme alle fortificazioni di Zara, anch’esse iscritte nella Lista del Patrimonio mondiale nella stessa serie (con i siti di Cattaro in Montenegro, e di Bergamo, Peschiera del Garda e Palmanova in Italia), la Fortezza di San Nicolò è certamente una delle più imponenti dell’intero sistema difensivo veneziano nell’Adriatico.

Nonostante le distruzioni sofferte durante la seconda guerra mondiale e gli attacchi subiti negli anni ’90 durante la guerra nella ex Jugoslavia, il centro storico di Sebenico è riuscito a mantenere un grado elevato di integrità (non come Zara, purtroppo gravemente e irreparabilmente colpita durante la seconda guerra mondiale). Il fulcro del complesso storico è l’eccezionale Cattedrale di San Giacomo (Katedrala Sv. Jakova), capolavoro assoluto del Rinascimento nella regione adriatica, risultato dell’incontro tra la tradizione architettonica croata e quella veneziana. Edificata a intervalli dal 1431 al 1536, la Cattedrale porta il segno del genio costruttivo di Giorgio Orsini Dalmata o da Sebenico (Juraj Dalmatinac), grande maestro del Gotico fiorito, il cui lavoro venne continuato da Nicolò Fiorentino e dai costruttori veneziani Bartolo e Giacomo da Mestre, assieme al maestro zaratino Mesticevic.

La fusione di stili, gotico e rinascimentale, che fu il risultato di questi interventi, ha dato origine a un monumento di grandissima bellezza e ricchezza decorativa, con interessanti sperimentazioni tecniche. In particolare, la cupola presenta una soluzione di grande originalità, essendo realizzata con un sistema di lastre in pietra d’Istria incastrate in una ossatura lapidea senza ausilio di altri materiali. L’apparato scultoreo della Cattedrale è dominato dall’opera di Giorgio Orsini, che realizzò non solo la corona di 72 teste all’esterno dell’abside, ma soprattutto l’eccezionale battistero, decorato nella volta con straordinarie figure di angeli. Un’importante opera di restauro del complesso è oggi in corso, in gran parte sostenuta dall’Unione Europea.

Dopo vicende storiche difficili, che hanno lasciato il segno, Sebenico è rimasta una città di primaria importanza nell’Adriatico, per la bellezza del suo sito naturale ma soprattutto per i suoi monumenti, che oggi costituiscono il principale motore del suo sviluppo economico.

Francesco Bandarin
è consigliere speciale dell’Unesco per il patrimonio. Le opinioni qui espresse sono dell’autore e non impegnano l’Unesco

Francesco Bandarin, da Il Giornale dell'Arte numero 385, aprile 2018


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