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Mostre

L’eterno ritorno della pittura

A Todi nuovi scenari italiani

Andrea Chiesi, «Caos 2», 2010, olio su tela

Todi (Pg). Si ispira niente meno che a un celebre trattato di uno dei più straordinari artisti del nostro Rinascimento, Piero della Francesca, la mostra curata da Massimo Mattioli sui nuovi scenari della pittura italiana, come recita il sottotitolo, che mette insieme circa cinquanta opere.

«De Prospectiva Pingendi» è allestita sino al primo luglio in parte nei 300 metri quadrati della Sala delle Pietre al primo piano del medievale Palazzo del Popolo, ma soprattutto nel rinascimentale Palazzo del Vignola, che con la mostra inaugura la sua nuova gestione comunale.

L’obiettivo è fornire una panoramica delle nuove tendenze di un fenomeno, il ritorno alla pittura, che dai primi anni Ottanta riemerge di continuo, come un fiume carsico: «da chi si muove da un citazionismo che poi rivede con personali simbolismi, a chi approda a un nuovo surrealismo post-ideologico, da chi sfida un naturalismo privo di qualsiasi maniera a chi giunge a una sintesi astratta compiutamente filosofica», sintetizza Mattioli.

Sedici gli artisti italiani, tutti giovani o a metà carriera, con opere dal Duemila in poi: Giuseppe Adamo, Antonio Bardino, Angelo Bellobono, Simone Berti, Thomas Braida, Danilo Buccella, Alessandro Cannistrà, Andrea Chiesi (nella foto, «Chaos 2», 2010), Roberto Coda Zabetta, Mario Consiglio, Laura Lambroni, Silvia Mei, Marco Neri, Gioacchino Pontrelli, Nicola Samorì e Nicola Verlato.

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 386, maggio 2018


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