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Mostre

Astratto antifascista

La prima retrospettiva dedicata ad Hans Hartung in Germania dagli anni Ottanta

Hans Hartung «T1987-H5» 1987. Crediti: A.D.A.G.P. Paris

Bonn (Germania). Era dai primi anni Ottanta che la Germania non dedicava una retrospettiva all’opera di Hans Hartung (1904-89), artista tedesco impegnato nella lotta alle ideologie fasciste. Interrompe la lunga attesa il Kunstmuseum di Bonn, che dal 24 maggio al 19 agosto presenta la personale «La pittura come esperimento».

La mostra si concentra sugli anni di massima produzione di uno degli artisti più attivi del XX secolo, talmente prolifico che spesso (e forse volentieri) tralasciava di firmare i propri quadri. I 40 lavori esposti, realizzati tra il 1962 e il 1989, provengono dalla Fondazione Hartung-Bergman, situata presso la villa di Antibes dove l’artista abitò assieme alla moglie e pittrice svedese Anna-Eva Bergman. Nato a Lipsia a inizio Novecento, Hartung emigra prima in Spagna e poi in Francia, dove si arruola nella Legione Straniera per combattere la Germania nazista. Dopo la fine della guerra, durante la quale subisce l’amputazione di una gamba, Hartung diventa uno dei protagonisti del movimento artistico noto come Seconda Scuola di Parigi, per cui il linguaggio pittorico è tutto tranne che figurativo.

Maestro dell’Informale (corrente in linea con l’Espressionismo astratto statunitense), Hartung realizza opere dal formato sempre più importante sulle quali il colore è applicato tramite l’uso di spatole, spray e persino fruste di gomma, secondo un’idea di pittura che si concentra sulla libertà del gesto (nella foto, «T1987-H5», 1987). Prevista anche una retrospettiva al Centre Pompidou di Parigi.

Bianca Bozzeda, da Il Giornale dell'Arte numero 386, maggio 2018


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