Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Memphis: design a Palazzo Franchetti

Il movimento di Ettore Sottsass rifiorisce in un prato di plastica

La libreria Carlton realizzata nel 1981 da Ettore Sottsass

Venezia. Torna come d’abitudine a Palazzo Franchetti anche in occasione della 16. Mostra Internazionale d’Architettura, Fondazione Berengo, nota per il consolidato progetto «Glasstress» che dal 2009, in concomitanza di ogni Biennale Arte, pone in dialogo artisti e designer del panorama contemporaneo con i maestri vetrai della fornace muranese Berengo Studio. Nel 2016 a fare da protagonista era stata l’anglo-irachena Zaha Hadid, prematuramente scomparsa proprio durante l’allestimento della retrospettiva dedicata ai 40 anni di carriera.

Ora dal 24 maggio al 25 novembre la Fondazione porta a Palazzo «MEMPHIS - Plastic Field», progetto sviluppato con Memphis, che ha raccolto l’eredità del gruppo fondato da Ettore Sottsass nel 1981. L’azienda milanese continua sia a riproporre pezzi afferenti alla produzione tra gli anni 1981-88, sia nuove collezioni con il marchio Post Design e firmate da celebri nomi del panorama contemporaneo come Pierre Charpin, Denis Santachiara, Ron Arad, Richard Woods.

Ma è specificatamente con la collezione postmodernista degli anni Ottanta che la mostra veneziana punta a sviluppare un proficuo dialogo, riunendo al piano nobile una settantina di lavori in tutto: pezzi-icona rientranti nella storica collezione e l’intero portfolio vetrario riprodotto in esclusiva dalla fornace muranese di Berengo Studio per Memphis come i celebri colorati vetri Clesitera (Ettore Sottsass, 1986), Rigel (Marco Zanini, 1982), Antares (Michele De Lucchi, 1983): non oggetti funzionali, ma oggetti dotati di una vera propria valenza artistica. A questi si aggiungono arredi (la poltrona Bel Air di Peter Shire, 1982, il divano Lido e il comodino Flamingo di Michele De Lucchi 1982-84, la libreria Carlton sempre disegnata da Sottsass, 1981, il tavolo Pierre di George Sowden, 1981), ceramiche e complementi (come le lampade Laurel di Peter Shire, 1985 e Super di Martin Bedin, 1981).

Da segnalare l’allestimento, pensato sempre in collaborazione con Memphis e Studio Invernizzi, da cui deriva il sottotitolo della mostra: «Plastic Field», e che consiste in un manto erboso nero sul quale prolifereranno finte piante (anch’esse nere e in plastica), creando un forte contrasto cromatico con i coloratissimi oggetti in mostra e riattualizzandoli in un mix tra vintage e contemporaneo.

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 386, maggio 2018


Ricerca


GDA ottobre 2018

Vernissage ottobre 2018

Vedere a Matera 2018

Vedere a ...
Vedere in Emilia Romagna 2018

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012