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Anche in Francia il Gratta e vinci per la Cultura

250 monumenti in pericolo, di cui 14 prioritari, riceveranno fondi grazie al gioco

Il castello di Castelnau-Bretenoux. Foto Mossot

Parigi. La prima edizione del Lotto per la Cultura in Francia, accompagnato da un gioco Gratta e vinci, si terrà a settembre ma la lista dei monumenti in pericolo che potranno usufruire del ricavato di questa estrazione è già noto.

Sono 250 i progetti di restauro, di cui 14 giudicati prioritari, selezionati su più di 1.500 fascicoli inviati alla «Mission patrimoine» riunita intorno a Stéphane Bern. Al popolare conduttore tv il presidente Emmanuel Macron aveva affidato lo scorso dicembre una missione di salvataggio del patrimonio nazionale con il compito di stilare un inventario dei siti in pericolo. La nomina di Bern aveva sollevato all’epoca diverse polemiche tra storici dell’arte e professionisti della cultura. Ma con il tempo la serietà della sfida ha avuto la meglio sulle polemiche.

In Francia, stando ai dati del Ministero della Cultura, un quarto dei 45mila monumenti protetti è da considerarsi in cattivo stato e il 5%, circa 2mila, in pericolo. Dal Lotto si spera di raccogliere tra i 15 e i 20 milioni di euro. I primi cantieri dovrebbero partire a inizio 2019. Delle collette di fondi saranno inoltre organizzate sui siti da restaurare per colmare i budget insufficienti.

Nella lista figurano tanti monumenti cari ai francesi e spesso poco noti ai turisti. Tra i 14 da salvare in priorità figura il Fort-Cigogne nelle isole Glénan, al largo della Bretagna, per il cui restauro servono 3 milioni di euro. L’acquedotto gallo-romano di Gier, a Chaponost (regione Rodano-Alpi), che alimentava in acqua l’antica città di Lugdunum (oggi Lione), presenta segni di erosione da tempo. Alcune delle sue 72 arcate sono già state restaurate nel 2009-10 ma i lavori non sono terminati.

Anche la casa di Pierre Loti, a Rochefort (Sud-Ovest), è tra i 14 siti prioritari. L’eccentrica casa per la quale lo scrittore del Pescatore d’Islanda fece costruire un salone turco, una moschea, una camera araba e una sala gotica, è chiusa al pubblico dal 2012 a causa di gravi problemi strutturali. I lavori di restauro sono in corso ma servono 13 milioni di euro.

Tra i siti non prioritari figurano alcuni castelli, come il castello in rovina di Cuzorn (Nuova Aquitania), del XIII-XV secolo, che ha bisogno di 90mila euro e la fortezza medievale di Castelnau-Bretenoux, a Prudhomat (Occitania), il cui restauro è già in corso ma godrà del sostegno del Lotto. Nella lista figurano chiese, teatri, ponti e anche il pittoresco mulino del Boël, a Bruz, in Bretagna, costruito nel 1652.

Luana De Micco , da Il Giornale dell'Arte numero 387, giugno 2018


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