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Giorno per giorno nell'arte | 2 giugno 2018

Particolari dei «Girasoli» di Vincent van Gogh. Foto: Van Gogh Museum, Amsterdam

Se appassiscono i girasoli. Il Van Gogh Museum di Amsterdam lancia l’allarme: il colore giallo dei girasoli dipinti da Vincent van Gogh sta virando verso il marrone, a causa di un pigmento sensibile alla luce e al tempo (pigmento che potrebbe essere presente in altri 200 dipinti). [Corriere della Sera]

Beni culturali, nel contratto di Governo non c’è nulla, speriamo che Bonisoli porti qualcosa di suo. «Nelle 35 righe del contratto di governo non c’è davvero nulla. Speriamo che il nuovo ministro porti qualcosa di suo, perché se dovesse limitarsi ad attuare quelle, saremmo in un grande caos». La responsabile Cultura del Partito Democratico Anna Ascani, con alle alle spalle già una legislatura nella Commissione Cultura della Camera, è molto critica sul programma di governo del neonato esecutivo a guida Lega e Movimento 5 Stelle. Per AgCult la Ascani stila un breve elenco di priorità da consegnare al nuovo ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. [AgCult]

Nel mondo
Prado maltrattato. Il direttore del Prado, Miguel Falomir, lamenta in un’intervista il regime di sottofinanziamento del museo madrileno in generale, e in particolare in occasione delle celebrazioni del bicentenario: il contributo statale permette di pagare appena il 60% delle spese per il personale, senza contare le altre voci di bilancio per le quali si può far affidamento solo all’autofinanziamento. [El País]

Se vedere l’originale non è così importante. Il grande successo della mostra di opere digitalizzate di Klimt (210mila ingressi in un mese e mezzo), testimonia il fatto che la smaterializzazione sta guadagnando terreno anche nel mondo dell’arte. [Le Monde]

Frida is online. Da qualche giorno è online «Faces of Frida», la più grande collezione di opere d’arte e oggetti legati a Frida Kahlo, realizzata da Google Arts&Culture in collaborazione con 33 musei di sette Paesi.

Fumetti europei all’asta in Texas. Per la prima volta la casa d’aste texana Heritage, la stessa che nel 2010 ha venduto per 1,1 milioni di dollari un «Batman» del 1939, organizza un’asta interamente dedicata ai fumetti europei. [Le Monde]

In Italia
Tassa di soggiorno a Roma, buco da 50 milioni. A tanto ammonta secondo gli ultimi controlli la cifra non versata dagli hotel romani, soprattutto quelli di lusso, per la tassa di soggiorno. Per il pubblico ministero l’accusa è di peculato. [Il Messaggero]

Un olio invecchiato 4mila anni. La «Repubblica» dedica una pagina alla scoperta di Davide Tanasi, professore italiano all’Università of South Florida, che negli anni Novanta ha scoperto dentro una giara trovata a Castelluccio di Noto tracce del più antico olio d’oliva mai rinvenuto. [Ansa]
Gaudenzio Ferrari rivive in un murale. Lo street artist Andra «Ravo» Mattoni ha fedelmente riprodotto sul muro di un palazzo di Novara l’opera «Gli angeli adoranti» di Gaudenzio Ferraris, rubata nel 1974 e mai più ritrovata. [La Stampa]

La fotografia? È più reale della Realtà. Camilla Tagliabue ha intervistato Oliviero Toscani, recentemente confermato giudice di un talent show sulla fotografia, sul valore artistico, documentale e sociale della fotografia. [il Fatto Quotidiano]

Marmo, Michelangelo e la sua eredità. Inaugura oggi a Carrara un nuovo museo che celebra il rapporto degli artisti, Michelangelo in testa, con il marmo delle Alpi Apuane. [Corriere della Sera]

Svelata la tomba dell’atleta. A un mese dal casuale ritrovamento, in località Case Rosse sulla Tiburtina, è iniziata la raccolta dei reperti della cosiddetta «Tomba dell’atleta»: un patrimonio del IV secolo a.C. sfuggito ai tombaroli e in buono stato di conservazione. [Ansa]
Al Cenacolo dopo cena. In arrivo un nuovo programma di aperture straordinarie per il «Cenacolo» di Leonardo da Vinci a Milano: da giugno a dicembre ogni prima domenica e ogni terzo sabato del mese sarà attivato l’orario serale fino alle 22. [Corriere della Sera]

Autoscatto per tutti. L’abitudine di scattare un selfie assieme a un’opera d’arte quando si visita un museo (gettonatissima pare sia Frida Kahlo), è diventata così diffusa da meritare essa stessa una mostra, al Castello di Gallipoli. [Il Giornale]

Francesco Martinello, edizione online, 2 giugno 2018


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