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Adil Besim, l’austriaco diventato turco

Si chiamava Adolf Böhm: cambiò nome, sposò un’armena e divenne mercante di tappeti. Dorotheum ne vende la collezione

L’Ushak «a uccelli» in asta da Dorotheum © Dorotheum

Vienna e Wiesbaden (Germania). La storia di Adil Besim è una di quelle curiose vicende del mondo del tappeto che lo rendono affascinante. Il fondatore di questa storica firma del mercato antiquario austriaco, Adolf Böhm, nacque nel 1905 a Bad Eisenkappel e, giovane ingegnere, fin dal 1923 viaggiò intensamente per due decenni attraverso il Medio Oriente, acquisendo notevole competenza di tappeti. Tornato in patria, dopo essersi sposato con una donna armena, nel 1946 Böhm aprì a Vienna un negozio di tappeti che chiamò con il nome che gli era stato dato in Turchia, «Adil Besim» appunto.

L’attività è stata fin dall’inizio gestita in partnership col cugino Friedrich Langauer e poi continuata, dal 1971 al 2000, dai figli Udo e Fritz. Con l’uscita di scena dei Langauer (oggi responsabili della casa d’aste Austria Auction Company, Aac), la vecchia attività è continuata con Omar Besim che, però, attraversa da cinque anni una delicata fase finanziaria iniziata con un dissesto da oltre 5 milioni di euro.

È in questo quadro storico, ma soprattutto economico, che il 19 giugno, nella sede viennese di Dorotheum, arriva la vendita di 150 tappeti dalla «collezione privata» di Adil Besim. Nell’introduzione al catalogo, Ferdi Besim racconta: «Mio padre si è preso la soddisfazione, tra le molte importazioni di tappeti, di mettere sempre da parte alcuni pezzi di alto valore, che ha trattato come proprie creature e che non ha mai pensato di vendere. Si è così accumulata nel corso di molti decenni un’importante collezione di pezzi antichi, che per la maggior parte sono rimasti di proprietà della famiglia».

Gemma dell’asta è un tappeto Selendi dell’Anatolia occidentale, un cosiddetto Ushak «a uccelli», datato tra XVI e XVII secolo e di grandi dimensioni (336x200 cm). Originariamente proveniente da una collezione privata austriaca, per rarità ed eccezionale stato di conservazione è stimato 500mila euro. Di questa tipologia sono noti al mondo circa un centinaio di esemplari, di cui solo alcuni di grande dimensione e tra i quali, il più grande, è conservato nel comune di Assisi, mentre un altro, più piccolo, è esposto nel Museo del Bargello a Firenze. Sempre a Vienna, ma il 18 giugno, proprio l’Aac terrà la propria undicesima asta di tappeti, con un catalogo di esemplari da collezione ancora da scoprire.

A Wiesbaden, invece, il 2 giugno andrà in scena da Rippon Boswell la tradizionale asta di primavera con oltre 200 lotti: una vasta selezione di tappeti e ricami da collezione con valutazioni di partenza piuttosto contenute. Top lot un raro Ensi Tekke, forse ancora del XVIII secolo, stimato 15mila euro e un Suzani Shakhrisyabz di primo Ottocento a 14.500.

Luca Emilio Brancati, da Il Giornale dell'Arte numero 387, giugno 2018


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