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Giorno per giorno nell'arte | 21 giugno 2018

L'atelier di Alberto Giacometti, qui fotografato da Ernst Scheidegger, è stato interamente ricostruito nell'Institut parigino intitolato all'artista che apre oggi al pubblico

Nel mondo di Giacometti. Inaugura oggi a Parigi l'Institut Giacometti, un centro destinato a ospitare mostre, progetti e iniziative didattiche legate all'artista svizzero, nonché l'archivio e una collezione di 5mila disegni, litografie e quaderni, esposti al pubblico per la prima volta. L'Institut, diretto da Catherine Grenier, responsabile dal 2014 della Fondation Giacometti, ha sede in un edificio Art Déco al 5 rue Victor Schoelcher, a Montparnasse, dove anche Alberto Giacometti (1901-66) visse a partire dal 1922. I locali, già studio dell'artista Paul Follot e rimasti vuoti dagli anni Cinquanta, sono stati ripensati dallo studio d’architettura Pascal Grasso. Dietro a una vetrata progettata dall'italiana Goppion è stato interamente ricostruito l'atelier di Giacometti, conservato dalla moglie Annette, con opere in gesso e argilla e pitture murali.

Bonus cultura salvo, ma con modifiche. Il bonus cultura «resta ma verrà cambiato». Lo ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, in occasione della presentazione dell'ottavo rapporto Symbola Io sono cultura: «Il meccanismo resterà lo stesso: daremo dei soldi ai 18enni, ha confermato il ministro. Poi, se saranno soltanto i 18enni, se saranno magari tutte le cose concesse fino a oggi o ci saranno delle limitazioni, maggior controllo, modalità e tempistiche diverse, questo non lo so dire. Onestamente non voglio deciderlo io. Lo chiederemo ai 18enni, a chi ha già preso il bonus e cercheremo di capire il modo migliore per finanziare la loro fame di cultura».  «Mi sto ringraziando da solo, ha proseguito Bonisoli perché il bonus cultura se non lo infilo dentro un decreto legge spariva e quindi devo infilarlo rapidamente in un decreto legge altrimenti perdiamo i soldi che erano stati accantonati. Bisogna tirare le orecchie a chi si è dimenticato di fare la norma in passato, ma magari era troppo impegnato sulla riforma costituzionale che ha assorbito moltissime energie». [Adnkronos; AgCult; Il Sole 24 ore]

Selinunte, riaffiorano le fondamenta del Tempio C. Per l'archeologo Clemente Marconi, che dal 2006 effettua scavi a Selinunte (nel Comune di Castelvetrano, Trapani), quello delle mura del Tempio C, riaffiorate ieri, «è un ritrovamento emozionante». Marconi, con la moglie Rosalia Pumo, è alla guida della missione archeologica congiunta della New York University e dell'Università Statale di Milano impegnata fino a fine mese nella campagna di scavo intrapresa lo scorso anno nell'acropoli di Selinunte. «Vedo che le fondamenta sono un po' arretrate rispetto al piano di calpestio, ha dichiarato l'archeologo all'Ansa. Questo ci permetterà di datare con certezza l'inizio della costruzione, dedicata ad Apollo, che nella letteratura si fa risalire al 540 a.C. per quanto riguarda l'inizio dei lavori, mentre il completamento della struttura si dice sia avvenuto nel 510 a.C.». [Ansa]

Senato, Pittoni presidente Commissione Cultura. Mario Pittoni (Udine, 1950) della Lega Nord è il nuovo presidente della Commissione Cultura del Senato. Vicepresidenti Michela Montevecchi e Francesco Verducci del Pd; segretari Francesca Alderisi di Forza Italia e Bianca Laura Granato del M5S. Giornalista, già nella Commissione Cultura del Senato durante la XVI legislatura, prima della formazione del governo Conte Pittoni era stato indicato come possibile ministro dell’Istruzione.
I membri della VII commissione di Palazzo Madama sono 22 divisi in sei gruppi parlamentari. Al Movimento 5 Stelle vanno 7 commissari (Margherita Corrado, Danila De Lucia, Barbara Floridia, Bianca Laura Granato, Michela Montevecchi, Loredana Russo, Orietta Vanin), 5 al Partito Democratico (Vanna Iori, Simona Malpezzi, Gianni Marilotti, Roberto Rampi, Francesco Verducci), 4 alla Lega (Claudio Barbaro, Tiziana Nisini, Mario Pittoni, Gianfranco Rufasi) e altrettanti a Forza Italia (Francesca Alderisi, Andrea Cangini, Francesco Giro, Giuseppe Moles), un senatore per Fratelli d’Italia (Antonio Iannone) e per il gruppo misto la senatrice a vita Liliana Segre. [AgCult]

Mura Aureliane, 6 milioni per il gigante che abbraccia Roma. Oltre 6 milioni di euro sono stati stanziati da Roma Capitale nel triennio 2018-2020 per finanziare la manutenzione e valorizzazione delle Mura Aureliane, la cinta di fortificazioni innalzate nel III secolo dall’imperatore Aureliano a difesa della città. «Una cifra ingente, ha annunciato il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce, che permetterà finalmente di procedere ai restauri necessari e alla realizzazione di un progetto d’apertura al pubblico di nuovi spazi e percorsi, come i tanti camminamenti panoramici, che restituiranno alla città scorci e punti d’osservazione rimasti a lungo inaccessibili per questioni di sicurezza». Alla cinta urbana più lunga (si estende per circa 19 km), antica e meglio conservata della storia è dedicata anche la mostra fotografica «Walls» con 77 scatti di Andrea Jemolo, ideata dallo stesso Presicce e curata da Federica Pirani e Orietta Rossini, aperta fino al 9 settembre nelle sale del Museo dell’Ara Pacis. [Corriere della Sera-Roma]

Il museo è chiuso per lavori, le opere le espongono i vicini. A Bruxelles il Musée d'Ixelles dallo scorso marzo è chiuso per lavori di ampliamento e ristrutturazione che dovrebbero concludersi nel 2021. Per valorizzare le proprie collezioni (principalmente di arte belga dal XIX al XXI secolo) durante la lunga chiusura il museo ha lanciato l'iniziativa «Musée comme chez soi»: per due fine settimana all'anno dieci opere lasceranno i depositi per essere esposte da un «vicino», un privato che mette a disposizione la propria casa e che per la durata di un weekend fa da ambasciatore del museo. Il sabato il padrone di casa mostrerà l'opera da lui scelta alla sua cerchia di conoscenti. La domenica aprirà le porte al pubblico, che in tal modo, di casa in casa, potrà scoprire 10 opere del Musée d'Ixelles in un'ambientazione insolita. Il primo appuntamento è per questo fine settimana, poi si replicherà l'8 e 9 dicembre. 

«Rinascere dalle distruzioni» premiata dall'Ue. La campagna «Rinascere dalle distruzioni» guidata da Francesco Rutelli ha vinto il Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio culturale Europa Nostra Awards. «È un riconoscimento magnifico per tutti i nostri archeologi, studiosi e volontari, che sono diventati “campioni del Patrimonio culturale”, secondo le parole del presidente di Europa Nostra, Plácido Domingo», ha detto Rutelli oggi a Berlino, dove si trova per lo
European Cultural Heritage Summit 2018.  La prossima fase della campagna, ha annunciato, riguarderà alcuni progetti di ricostruzioni esemplari di monumenti distrutti o degradati in Iraq. L’accordo con le autorità irachene verrà presentato nelle prossime settimane. 

Collezionare per condividere. «Quando si diventa collezionisti, si guarda il mondo con uno sguardo particolare: l'emozione del bello»: ne è convinto Gabriele Braglia, l'imprenditore milanese fondatore e presidente del gruppo chimicofarmaceutico svizzero Helsinn Advanced Synthesis, che a Lugano ha aperto una fondazione con le opere d'arte collezionate con la moglie Anna. «Inizialmente l'idea di creare una fondazione è stata di natura, diciamo, conservativa, racconta Braglia a "Il Giornale". Volevo cioè impedire il rischio che la mia grande raccolta si disperdesse, malgrado i miei figli abbiano sempre apprezzato molto la passione mia e di mia moglie Anna. Poi però mi sono reso conto che la bellezza dell'arte, quando è condivisa, consacra il suo senso più profondo e può diventare un luogo di scambio e di relazione». [Il Giornale]

A Firenze una GalLibreria per il Centro Di. Sotto la guida di Ginevra Marchi apre un nuovo spazio espositivo nella sede rinnovata della casa editrice fiorentina Centro Di, fondata nel 1968 da Alessandra e Ferruccio Marchi, che fino agli anni Novanta ha avuto anche la libreria in piazza de’ Mozzi. Oltre a proporre oltre 25mila volumi tra arte, architettura, arti decorative, archeologia e cataloghi di mostre pubblicati in tutto il mondo tra gli anni Sessanta e Ottanta, GalLibreria organizzerà, con materiali provenienti anche da altre collezioni, sei mostre tematiche all’anno riunite sotto il titolo «Centro Di & Guests». Il primo guest, fino al 20 luglio, è Maurizio Nannucci con la selezione di libri d’artista dal 1960 al 2018 dalla raccolta «Zona Archives» (con autori quali Sol LeWitt, Dieter Roth, Giulio Paolini, Andy Warhol, Lawrence Wiener ecc.). «Il libro è ormai divenuto il veicolo della memoria, più che della conoscenza, tuttavia noi non vogliamo rimpiangere il passato, quanto piuttosto usarlo nel presente», osserva Ginevra Marchi, annunciando la prossima mostra che sarà sul rapporto tra la collezione della famiglia Zattoni e Ben Vautier. [Laura Lombardi - Il Giornale dell'Arte]

Napoli, restituita dopo 40 anni una statua del Cinquecento. Una scultura in marmo di Girolamo Santacroce (1502 ca-1537 ca) raffigurante san Giovanni Battista è stata restituita ieri mattina dai Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) alla chiesa napoletana di San Giovanni a Carbonara, da dove era stata rubata nel maggio del 1977. Realizzata per l'altare dell'Epifania della cappella di Galeazzo Caracciolo di Vico, opera dei maestri spagnoli Diego de Siloé e Bartolomé Ordóñez, è la prima scultura conosciuta del giovane Santacroce, che la eseguì intorno al 1516-17. Dopo il recupero da parte dei Carabinieri Tpc nel 2016, che avevano individuato il «San Giovanni» presso un commerciante di Lucca, l'opera era stata sottoposta a un intervento conservativo all'Iscr di Roma. [la Repubblica-Napoli]

Art restitution, un incontro a Venezia. A pochi giorni dal terzo pronunciamento della magistratura di Pesaro in merito  all'«Atleta vittorioso», il bronzo attribuito a Lisippo ritrovato al largo di Fano nel 1964, dal 1977 nelle collezioni del Getty Museum di Malibu e dal 2007 reclamato dall'Italia, risulta particolarmente attuale il tema della terza conferenza del ciclo «Arte e Diritto» promossa dalla Camera Arbitrale di Venezia in programma il 22 giugno alle 15 nelle sale di Palazzo Fortuny a Venezia: la restituzione delle opere d'arte ai legittimi proprietari (istituzioni, Stati o eredi di famiglie) che hanno subìto sottrazioni illecite del proprio patrimonio. All'incontro «Art restitution» moderato dall'avvocato Giuseppe Calabi (CBM Studio Legale & Partners) interverranno alcuni tra i più importanti professionisti del campo delle restituzioni di opere d'arte a livello internazionale: Howard Spiegler (Herrick Feinstein Law Firm, New York); Peter Polak (Fiebinger, Polak, Leon Rechtsanwaelte, Vienna); Katharina Garbers-von Boehm (CMS Hasche Sigle, Berlin) e Richard Aronowitz-Mercer (Sotheby’s. Director Restitution Department, London).

Una follia al MAMbo Opere realizzate da artisti italiani, o con forti e duraturi legami con l’Italia, tutti nati dopo il 1980, molte commissioni apposite. Una scelta «rischiosa», non puntando sul «nome» di grido, e un ripensamento per il spazi del MAMbo ora affidato a Lorenzo Balbi. Sono questi i contenuti della mostra «That’s IT» con sottotitolo «Sull'ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine», mutuato da Bruno Munari, che l’ex Forno del Pane ospita nella Sala della ciminiere (e altro, compreso il vicino parco del Cavaticcio) dedicandola appunto alla generazione dei Millennials. Alla presentazione, davanti al critico Renato Barilli che in passato molto si è occupato di giovani generazioni con mostre e libri, il direttore Balbi e il presidente dell’Istituzione Bologna Musei Roberto Grandi hanno spiegato i contenuti della rassegna. «Penso sia una follia, spiega Lorenzo Balbi, quello che abbiamo messo insieme nella prima vera rassegna a un anno dal mio insediamento. Abbiamo liberato la Sala delle ciminiere dalle tante superfetazioni e aperto le ampie vetrate sotto i portici che speriamo divengano patrimonio dell’Unesco. Prima c’era un telo nero a coprire tutto, ma abbiamo voluto osare anche in questo per far capire cosa facciamo dentro e fuori il museo». Gli artisti sono 56, la qualità è ovviamente variegata e forse l’opera che più colpisce le coscienze è il paragone visivo che Filippo Bisagni ha compiuto con «120 giornate ad Abu Ghraib». L’artista infatti accosta i fotogrammi del censurato film di Pasolini «Salò o le 120 giornate di Sodoma» con le foto vere delle torture compiute dall’esercito Usa in Iraq. Da brividi. [Stefano Luppi - Il Giornale dell'Arte]

Anna Maria Farinato, edizione online, 21 giugno 2018


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