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Libri

Libri d'artista per la biblioteca di un principe

Vittorio Fava ha ricostruito i fantastici volumi perduti di Giovanni Torlonia

Il «Libro di Pompei» di Vittorio Fava

Nella fascinosa sede della Casina delle Civette, all’interno di Villa Torlonia a Roma, si è appena aperta una mostra molto adatta a questa sede, che sembra uscita da una fiaba dei fratelli Grimm: si tratta di «La Biblioteca del Principe. Libri d’Artista di Vittorio Fava», curata da Stefania Severi con Maria Grazia Massafra.

Com’è noto, Giovanni Torlonia s’interessava di arte, alchimia, botanica, zoologia, alla luce di civette, rondini, lumache, serpenti e pipistrelli raffigurati negli stucchi, nelle vetrate, negli affreschi, nelle ceramiche che ornavano la sua casina prediletta. Nulla è rimasto dei suoi libri. Ed ecco che Vittorio Fava ha ricostruito la biblioteca perduta realizzando ad hoc, o utilizzando opere già ideate, una serie di fantastici libri d’artista che avesse specifiche connessioni con i gusti del principe e con gli ambienti stessi della sua dimora.

Come illustra Stefania Severi, «Il Codice della Civetta Diurna ha scelto di stare con le sue omonime, nella stanza illuminata dalle vetrate che danno il nome alla Casina. Nel Fumoir, pronto ad accogliere gli ospiti, c’è il “Grande Libro della Musica”. Nella Stanza del Chiodo, dominata dalla bellissima vetrata di Cambellotti, c’è un libro dedicato a Cambellotti. La camera da letto del Principe, di cui era ben nota la predilezione per l’alchimia e l’esoterismo, ospita i libri “Cleopatra alchimista” e il “Grande Libro dell’Alchimia”, con una adeguata seggiola per poterlo consultare. Nella Stanza della Fata, c’è un libro sulle sue sorellastre, le Streghe. Nel Bagno del Principe, dove sopravvive un frammento dell’antico rivestimento di ceramica, vi è il “Libro della Ceramica”». E così via.

I libri sono tutti pezzi unici, interamente lavorati a mano dall’artista con disegni, scritte, collage di carte antiche, merletti, bottoni, frammenti di ceramica, vetro, pietre, legno, medaglie, monete, piume, tutti materiali riciclati ad arte e sapientemente combinati. Veri e propri «libri-scultura», si possono sfogliare su piedistalli appositamente ideati da Fava con legni assemblati.

A suggello della mostra, che durerà fino 30 settembre, nella hall è stato collocato il «Libro dell’Ospite« sulle cui pagine bianche, chi vorrà, potrà scrivere un suo pensiero sull’esposizione, sui libri, sull’artista o sulla Casina sulle Civette. Tra i testi di coloro che avranno scritto, lasciando anche la loro mail, una giuria formata dall’artista e dalle due curatrici individuerà i più belli, che saranno letti e premiati il giorno prima della chiusura.

Carla Cerutti, edizione online, 25 giugno 2018


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