Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Bonalumi, mai litigare con Manzoni e Castellani

Finalmente Milano dedica un’ampia retrospettiva al grande astrattista che pagò cara la sua dissidenza rispetto ai due celebri colleghi

Agostino Bonalumi, Struttura modulare bianca, 1970, misure variabili, (80x100x70 cm, 1 modulo), Vetroresina e nitro

Milano. Era tempo che Milano, la sua città, rendesse omaggio con una grande antologica ad Agostino Bonalumi (1935-2013), maestro dell’astrazione che solo nei suoi ultimi anni poté godere della fama che gli spettava. Amico e compagno di strada di Piero Manzoni ed Enrico Castellani, Bonalumi avrebbe dovuto partecipare con loro anche all’avventura della rivista «Azimuth», se durante una delle ultime riunioni non avesse litigato furiosamente con loro e non se ne fosse andato «sbattendo la porta». Da allora le loro strade si sarebbero divise pur restando tutti, ognuno con la propria individualità, nel solco aperto da Lucio Fontana con la sua rivoluzionaria indagine sullo spazio.

La mostra «Bonalumi 1958-2013», a Palazzo Reale dal 13 luglio al 30 settembre, curata da Marco Meneguzzo (cui si deve anche il catalogo ragionato dell’artista pubblicato da Skira nel 2015), è la più ampia e importante che gli sia mai stata dedicata. È arricchita da tre dei suoi celebri «ambienti», da «Blu abitabile», realizzato per la storica mostra «Lo spazio dell’immagine» tenuta a Foligno nel 1967, a quello della sala personale nella XXXV Biennale di Venezia del 1970, non più visto da allora, fino alla grande parete-ambiente esposta nel 2003 all’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt. «Ma oltre a questi tre lavori, spiega Meneguzzo, la mostra si dipana attraverso quasi 120 opere, in prevalenza di grande formato, in un ampio excursus che consente di seguire il suo percorso dagli esordi, nei tardi anni Cinquanta, di segno ancora vagamente informale, lungo le sperimentazioni condotte incessantemente fino ai suoi ultimi giorni».

La mostra è accompagnata da un catalogo (Silvana Editoriale) in due edizioni, italiana e inglese, che dopo il catalogo ragionato apporta il contributo più significativo alla conoscenza dell’opera di questo artista, nota il curatore, «dalle molte e prestigiose presenze internazionali, rimasto però un poco nell’ombra negli anni Settanta e Ottanta perché volutamente estraneo ai linguaggi allora dominanti. Il rilancio avvenne al passaggio tra Novecento e Duemila, grazie soprattutto al lavoro di riscoperta e di valorizzazione dei galleristi privati, da Stefano Fumagalli ai Niccoli, da Marco Voena ai Mazzoleni».

Da non perdere, in mostra, suggerisce ancora Meneguzzo, «le opere degli anni tra i Sessanta e i Settanta: opere “perfette”, le definirei, che sono prova del lavorio mentale, ma anche manuale, di un artista dotato di un’eleganza naturale, innata».

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 368, luglio 2018


Ricerca


GDA ottobre 2018

Vernissage ottobre 2018

Vedere a Matera 2018

Vedere a ...
Vedere in Emilia Romagna 2018

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012