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Giorno per giorno nell'arte | 30 luglio 2018

Uno dei nuovi mosaici riemersi a Lod, in Israele, in una villa romana. Foto: Israel Antiquities Authority

Israele, spunta un nuovo mosaico romano a Lod. Mentre procedono i lavori per la costruzione del museo che ospiterà gli splendidi mosaici romani rinvenuti nel 1996 e nel 2004, a Lod, in Israele, è riemerso un altro pavimento musivo di straordinaria fattura. Il ritrovamento è avvenuto in una villa romana databile al III-IV secolo d.C. La raffinatezza e la qualità del mosaico, eseguito con tessere minute e raffigurante animali, pesci, piante, frutti e motivi geometrici, fanno supporre che la dimora appartenesse a un personaggio molto facoltoso. Amir Gorzalczany, l'archeologo che dirige gli scavi, spiega che «La villa comprende una lussuosa sala da pranzo, il triclinio, con pavimentazione a mosaico e un cortile interno colonnato, anch'esso rivestito di mosaici, oltre a un sistema idrico». Durante lo scavo condotto dalla Israel Antiquities Authority sono riaffiorate anche monete di epoca romana, ceramiche, marmi e frammenti di affreschi. Al momento il mosaico è stato rimosso e portato in un centro di conservazione e restauro, in attesa, presumibilmente, di essere esposto nell'erigendo Shelby White and Leon Levy Lod Mosaic Center. [Haaretz]

Rivoluzione Colosseo: una grande piazza senza folla né muri.
Francesco Erbani su «la Repubblica» illustra lo studio dell'Università Roma Tre che immagina uno scenario rivoluzionario per l'area archeologica centrale, con nuovi accessi, nuovi scavi, un nuovo assetto dell’area circostante, più percorsi pedonali, strade carrabili ridotte al minimo e l’auspicio di porre fine agli indecorosi assembramenti. Il progetto, pronto da un anno, è stato messo a punto dal Dipartimento di Architettura dell'ateneo romano. [la Repubblica]

Ambrosiana, finito il restauro del cartone di Raffaello. Si è concluso il restauro del monumentale (285x804cm) cartone della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio che il maestro urbinate realizzò in carboncino e olio in preparazione dell'affresco della Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani. La notizia è comparsa sul profilo Twitter della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dove il capolavoro si trova dal 1626: «Dopo il lungo restauro, il momento in cui poterlo ammirare nuovamente si avvicina!», si legge nel tweet. L'opera potrebbe essere nuovamente visitabile a ottobre, nella stessa sala in cui era esposto e che nel frattempo sarà riallestita. [Ansa]

Sull'Appia Antica un'«enoteca» del III secolo. Gli archeologi lo hanno scoperto qualche mese fa all’interno della Villa dei Quintili, sopra a quello che era il circo di Commodo nel pieno del parco dell'Appia Antica. Sulle torrette dei carceres (gabbie di partenza dei carri per le corse nel circo) è stato rinvenuto un impianto di oltre 800 metri quadrati per la produzione, conservazione e degustazione del vino prodotto con le uve del vigneto del circo. Il complesso del III secolo è composto di due ambienti per la lavorazione del vino e di due stanze gemelle per la raffinazione. Accanto un’altra sala, il «ninfeo del vino». «Un sistema che possiamo considerare come un’enoteca di Roma antica, spiega Giuliana Galli, archeologa, che ha lavorato al ritrovamento. Per noi quest’ultima è stata una scoperta davvero incredibile. Ci sarebbe ancora molto da scavare, ma i fondi per questo cantiere purtroppo sono terminati». «Noi però non demordiamo, non ci fermeremo, precisa la direttrice del parco Rita Paris. Dobbiamo assicurare alle nuove generazioni il recupero e la messa in sicurezza di queste aree archeologiche». [Corriere della Sera-Roma]

Quadriennale di Roma, bando per il restauro dell'ex Arsenale pontificio. Scade il 19 settembre il bando per l’affidamento dei Servizi di progettazione esecutiva e di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, relativi all’intervento di «Restauro e valorizzazione dell'Ex Arsenale Clementino Pontificio da destinarsi a sede della Fondazione la Quadriennale di Roma». L’importo totale dell’appalto è di 425.819,64 euro. La procedura è stata indetta da Invitalia per conto Segretariato Regionale del Mibac per il Lazio.
L’ex Arsenale Clementino Pontificio è composto da tre corpi di fabbrica distinti: il Magazzino del Sale, le Corderie e l’Arsenale, nonché dallo spazio scoperto di collegamento.
Unica testimonianza delle attività navali mercantili che si svolgevano a Roma sotto lo Stato Pontificio, la struttura realizzata per volontà di Clemente XI risale all’inizio del 1700 e serviva alla costruzione e manutenzione della flotta pontificia nei pressi del porto di Ripa Grande, all’altezza di Porta Portese. L’Arsenale svolse la sua funzione fino a fine Ottocento. Per decenni è stato un deposito di materiali edili. Nel 2015 è stato inserito dal Mibac nel Piano strategico Grandi Progetti Beni culturali: un investimento di 7 milioni di euro per realizzare un polo dedicato all’arte contemporanea e alle attività espositive della Quadriennale di Roma. [AgCult]

Nel mondo
Limiti al turismo e stop agli stranieri nell'Isola di Pasqua. La sovrappopolazione e i rifiuti ne minacciano l’ecosistema, al punto che per il sindaco Pablo Edmunds Paoa è in gioco la sopravvivenza stessa dell'isola. Dal 1° agosto entra quindi in vigore una stretta su turismo («Gli stranieri si stanno prendendo il nostro territorio») e immigrazione nell'Isola di Pasqua, territorio cileno a 3.500 chilometri da Santiago. Ogni anno nell’isola arrivano 116mila viaggiatori attratti dai Moai, le gigantesche ed enigmatiche statue di pietra, e dalle spiagge. Il turismo, insieme alla pesca, è la principale risorsa per Rapa Nui, nome indigeno dell'isola. [La Stampa]

Chemnitz con Otto Dix vale il viaggio. Philippe Dagen promuove la retrospettiva di Otto Dix (1891-1969) allestita a Chemnitz, in Germania.  Sono trecento le opere dell'artista padre della Nuova Oggettività presenti nella mostra al Gunzenhauser Museum: un appuntamento che per il critico di «Le Monde» merita un viaggio, considerato anche che istituzioni come per esempio il parigino Centre Pompidou non hanno mai dedicato a Dix rassegne di tale respiro. [Le Monde]

Oscenità romaniche parafulmine del diavolo.
Un centinaio di storici dell'arte si sono riuniti in Spagna lo scorso fine settimana nel  monastero di Santa María la Real di Aguilar de Campoo (Palencia) per dibattere di «Arte e sessualità nei secoli del Romanico» . Al centro del corso le molteplici interpretazioni dell'iconografia sessuale in chiese romaniche della Spagna del Nord, tra cui la celebre collegiata di San Pedro de Cervatos in Cantabria, dove da oltre mille anni sia all'esterno sia all'interno, persino in prossimità dell'altare o nei fonti battesimali, sono presenti raffigurazioni decisamente procaci. Qual era il loro scopo? Una delle interpretazioni proposte è che fossero una sorta di «antidoto al male, una specie di parafulmine contro il Maligno». [El País]

Anna Maria Farinato, edizione online, 30 luglio 2018


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