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Napoli

Armleder e il regista degli artisti

Al Madre un film-retrospettiva di Mario Martone

Una veduta della mostra «1977-2018. Mario Martone Museo Madre». Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Foto di Amedeo Benestante

Napoli. Fino al 3 settembre il Museo Madre ospita «1977-2018. Mario Martone Museo Madre», la prima retrospettiva, a cura di Gianluca Riccio, dedicata al regista (Napoli, 1959). Si tratta di una vero e proprio film, prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che entrerà a far parte della collezione del museo. L’opera è stata realizzata utilizzando i materiali dell’Archivio Mario Martone, in collaborazione con PAV, Roma, e con il supporto della Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia.

Pensato come un flusso ininterrotto di immagini tratte da azioni performative, cinema, teatro e opera lirica, il film (dalla durata di più di 9 ore) assembla e rimescola 41 anni di carriera di Martone su quattro schermi che circondano una pedana con 36 sedie, ognuna dotata di una cuffia per consentire un’immersione individuale nell’ascolto e nella visione.

La fruizione di questo flusso visivo è preceduta dall’attraversamento di una sala con un tappeto su cui sono poggiate cassette e anfore, a cui fa da sfondo sulla parete una gigantografia in bianco e nero di un bosco, ambientazione enigmatica che si riferisce all’ultimo film di Mario Martone, «Capri-Batterie», in uscita il prossimo ottobre e dedicato a Joseph Beuys.

L’estate al Madre continua sino al 10 settembre con «360°», la mostra dello scultore e performer John Armleder (Ginevra 1948) curata da Andrea Viliani e Silvia Salvati. La retrospettiva include opere storiche e nuovi lavori realizzati come omaggi a Napoli e alla Campania «in un’ipotetica versione contemporanea del Grand Tour».

Il museo Madre continua ad arricchire la sua collezione con nuovi lavori attraverso il progetto «Per_formare una collezione. Per un archivio dell’arte in Campania», inaugurato nel 2016, con l’acquisizione il 22 giugno scorso di opere di una quindicina di artisti, tra cui l’installazione permanente di Paul Thorel (Londra, 1956, di nazionalità francese), «Passaggio della Vittoria», prodotta con il sostegno di Mutina for Art.

Olga Scotto di Vettimo, da Il Giornale dell'Arte numero 388, luglio 2018


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