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L’archeologo inventore della cultura antiquaria

Il 16 giugno è scomparso a 88 anni Antonio Giuliano

Il 16 giugno è mancato a 88 anni Antonio Giuliano, uno dei più importanti archeologi e storici dell’archeologia, socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei e membro di molti istituti e accademie. Impegno, rigore, onestà e ampiezza di vedute hanno contraddistinto l’opera di Giuliano, uomo dal carattere schivo, ma dotato di un’intelligenza vivace e di una curiosità insaziabile, grande studioso animato da un forte senso civico e da molteplici interessi: non solo archeologia ma anche storia della cultura, dell’arte, della politica e del collezionismo. Ne sono testimonianza gli innumerevoli scritti e le oltre 20mila immagini (circa 8mila scattate da lui) raccolte nel suo archivio fotografico, che lui stesso ha consegnato all’Accademia Nazionale dei Lincei con la sua biblioteca di testi classici (circa 4.600 tra volumi ed estratti). Nato a Roma il 17 marzo del 1930, Giuliano si laurea nel 1952 con una tesi sui ritratti romani del Museo Lateranense presso l’Università di Roma (relatore Giulio Quirino Giglioli), completando poi gli studi presso la Scuola Nazionale di Archeologia nel 1956. Negli anni dell’università Giuliano entra in contatto con studiosi come Piero Toesca e Mario Praz, viaggia molto in Nord Africa, Grecia e nel Vicino Oriente e conosce i più importanti esperti di archeologia classica, come Ernst Langlotz e Andreas Rumpf, John Beazley e Bryan Ward Perkins. Dopo essere stato allievo presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene nel 1955, viene chiamato da Ranuccio Bianchi Bandinelli alla redazione dell’Enciclopedia dell’Arte Antica Classica e Orientale. Tra i suoi numerosi incarichi è stato assistente presso la cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana dell’Università di Roma (1954-1967), dove poi è diventato professore incaricato di Archeologia delle Province Romane (1961); professore di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso l’Università di Genova (dal 1967), dove ha creato il Dipartimento di archeologia, e poi a Roma, all’Università «La Sapienza» (dal 1975) e a quella di Tor Vergata (dal 1981), in cui dal 2003 è stato professore emerito. Oltre ad aver partecipato a scavi e ricerche in Italia, Grecia e Turchia, Antonio Giuliano ha fatto parte di commissioni e consigli scientifici. Si ricorda soprattutto la sua partecipazione intorno agli anni Settanta all’istituzione del Ministero per i Beni culturali. La sua ricca produzione scritta annovera tra l’altro il Catalogo del Museo Nazionale Romano a partire dal 1979 e la creazione e direzione della rivista «Xenia» dal 1981 al 2001, fondamentale per gli studi riguardanti la storia dell’arte e la «fortuna» dell’antico.

Laura Giuliani, da Il Giornale dell'Arte numero 388, luglio 2018


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