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Giorno per giorno nell'arte | 9 agosto 2018

Un particolare della cupola del Duomo di Firenze

Se il bagarino è un tour operator. La Polizia e la Guardia di Finanza di Firenze hanno scoperto un comportamento illecito da parte di un tour operator che acquistava biglietti per visitare la Cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto e li rivendeva a quasi il triplo. Coinvolti almeno 250 turisti. [il Fatto Quotidiano]

Fondi spariti per le periferie.
Sindaci d'Italia sul piede di guerra per l'approvazione di un emendamento al Milleproroghe che taglia di 1,6 miliardi i fondi per le periferie. Il Pd protesta e sostiene di aver votato il sì a causa di una svista. [Corriere della Sera; la Repubblica]

Le mani sulla città. Un'anticipazione dell'editoriale di Simona Maggiorelli pubblicato nel numero di «Left» in edicola domani. Le mani sulla città sono quelle «invisibili dell’ideologia neoliberista che, attraverso il braccio armato di palazzinari e costruttori senza scrupoli, sfregia il paesaggio e costruisce nuovi ghetti [...] dalle interminabili periferie senza identità che assediano il centro storico di Roma, alla laguna di Venezia intossicata dalle grandi navi, fino alla crescita esponenziale e cacofonica di Istanbul, che ne annulla le millenarie radici multiculturali e cosmopolite». Ma ci sono anche mani buone «quelle, sapienti, della buona architettura, che sa immaginare e dare forma a edifici e quartieri che rispondono ad esigenze sociali e politiche, creando e ricreando spazi urbani a dimensione umana e collettiva. Influenzando positivamente la qualità della vita, progettando freespaces (per dirla con Yvonne Farrell e Shelley McNamara, curatrici della Biennale architettura 2018), riaffermando il binomio democrazia e sostenibilità». La storia di copertina si occupa proprio dei due modi opposti di mettere le mani sulla città, con reportage da Belgrado, Mosca, Istanbul, Roma, Austin, Shenzhen, e raccogliendo le opinioni di architetti, sociologi e urbanisti. [Left]

Roma, il declino e le archistar in fuga. Giuseppe Pullara sul dorso romano del «Corriere» osserva come da un po’ di tempo in qua nella Capitale siano spariti i progetti di una nuova grande architettura e le polemiche riguardino ormai solo le nuove palazzine che prendono il posto dei villini del Novecento. «Il declino di una Capitale si misura anche con questo triste passaggio di scala», commenta, ricordando come in un recente passato in città si discutesse di grande architettura. «Con l’avvio del Millennio erano arrivati l’Auditorium di Renzo Piano, la chiesa di Tor Tre Teste di Richard Meier con la discussa teca dell’Ara Pacis dell’archistar newyorkese. Poi ci sono stati i due inediti "grattacieli" dell’Eur progettati da Franco Purini (Eurosky) e Giovanni Ascarelli (Europarco) e la Nuvola di Fuksas. Intanto, al Flaminio era giunto il Futuro con le forme sinuose del MaXXI di Zaha Hadid mentre la centralissima piazza San Silvestro veniva ridisegnata da Paolo Portoghesi e alla Magliana faceva scalpore la parrocchia di Piero Sartogo. Odile Decq realizzava il Macro. Nell’estrema periferia Alessandro Anselmi, forse ispirato dal San Francesco di Assisi di Oscar Niemeyer a Belo Horizonte, abbelliva Malafede con la chiesa di San Pio da Pietralcina». Tutte opere che avevano acceso dibattiti e attirato l'attenzione di studiosi e progettisti internazionali, come Rem Koolhaas e Norman Foster, sbarcati a Roma per sopralluoghi ma poi messi in fuga «dalle difficoltà operative trovate in città». [Corriere della Sera-Roma]

Il turismo merita un ministero. Secondo Maria Vittoria Brambilla, unire turismo e agricoltura è un grande errore del Governo: il settore turistico, che genera il 13% del Pil del Paese, merita un ministero a sé, come quando era lei la titolare al Governo con Berlusconi. [Corriere della Sera]

Alla civiltà digitale servono più umanisti. Il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco ripercorre in un'intervista la sua carriera spiegando allo stesso tempo perché la nostra società ha sempre più bisogno di archeologi, storici e filosofi. [Sette]

Ritrovato dopo 41 anni. I Carabinieri del reparto per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno trovato in casa di un collezionista di Venezia un prezioso bassorilievo in legno rubato dalla chiesa di Roccapietro di Varallo (Vercelli) nel 1977. [La Stampa]

L'Italia vista dalla Sardegna. «Sette» ha intervistato nella sua casa di Alghero Antonio Marras, stilista, poeta, pittore e regista teatrale, su temi d'attualità quali la famiglia, i migranti e la politica. [Sette]

Puglia: 2 milioni per progetti di cultura e spettacolo. La Giunta regionale pugliese ha approvato il programma straordinario annuale 2018 in materia di cultura e spettacolo, che stanzia due milioni di euro per sostenere progetti (fino a 15mila o 50mila euro) «che dimostrino di essere parte integrante dell’identità territoriale e culturale pugliese o, ancora, che puntino ad avere una visibilità sovra regionale in termini di offerta culturale e di attrattività culturale e turistica», come informa una nota della Regione. «Con questo bando, commenta l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, si completa il sistema di aiuti alle imprese culturali. Uno strumento che integra i bandi regionali triennali per la cultura e lo spettacolo puntando a sostenere in particolare l'innovazione culturale e sociale e la progettualità giovanile. Un altro obiettivo del bando, sottolinea, è quello di favorire il lavoro di rete tra l’associazionismo culturale». [La Gazzetta del Mezzogiorno]

Nel mondo

Polemiche sui gadget di Van Gogh. L'amministratore delegato del Van Gogh Museum di Amsterdam difende la scelta di accordarsi con l'azienda statunitense Vans per riprodurre su scarpe e zaini le opere del maestro olandese: si tratta di un'occasione in più per diffondere la bellezza. [La Stampa]

Un orecchino ellenistico a Gerusalemme. Un orecchino d'oro di 2.200 anni getta nuova luce sull’antica storia di Gerusalemme. Il gioiello in a semicerchio con un'estremità raffigurante un animale con le corna, forse un'antilope o un cervo, «proviene dal mondo macedone-greco, del III-II secolo a.C., ha spiegato ai media Yuval Gadot dell’Università di Tel Aviv, condirettore dello scavo, ed è il primo orecchino del periodo ellenistico trovato in città». Il ritrovamento, ha proseguito Gadot, è avvenuto all'interno di un edificio risalente al primo periodo ellenistico («un’epoca affascinante di cui per quanto riguarda Gerusalemme sappiamo molto poco», ha spiegato Gadot) riemerso dagli scavi nella «città di David», a Gerusalemme Est.. Per i ricercatori «non è chiaro se l’orecchino sia appartenuto a un uomo o una donna, né sappiamo la loro identità culturale o religiosa, ma possiamo dire con certezza che chi lo ha indossato apparteneva alla classe alta di Gerusalemme. Lo si evince dalla vicinanza al Monte del Tempio e al Tempio stesso, che all’epoca era in funzione [fu distrutto dai Romani nel 70]».  Il ritrovamento è «assai sorprendente» perché si era sempre pensato «che la città fosse molto conservatrice e che non permettesse l'ingresso di oggetti provenienti dal mondo esternoLa scoperta di gioielli ci mostra come le influenze ellenistiche raggiunsero Gerusalemme in quel periodo», aggiungono gli archeologi. La scoperta risale allo scorso ottobre, ma solo ieri ne è stata data notizia alla stampa. [The Daily Mail; Moked; Le Figaro]

New York, la Nada cancella la fiera (ma apre una galleria). Tra le fiere che a marzo si tengono all'Armory Show di New York nel 2019 non ci sarà quella organizzata dalla New Art Dealers Alliance (Nada). Dopo 15 anni, l'organizzazione ha deciso di rinunciare all'appuntamento fieristico newyorkese, mentre manterrà quello di dicembre a Miami. Al posto della fiera nella Grande Mela, Nada ha in programma di aprire una galleria, di cui però al momento si ignora l'ubicazione. [The New York Times]

Il Moai mancante. La comunità indigena dell'Isola di Pasqua torna a chiedere al British Museum la restituzione di un Moai prelevato 150 anni fa da Richard Powell come dono per la regina Vittoria, che successivamente la cedette al museo. [El País; The Guardian; The Daily Telegraph]

Si chiamava Delta II. Gli archeologi subacquei spagnoli sono riusciti a identificare quale è stata la prima nave affondata dal corsaro inglese Francis Drake durante la battaglia di Cadice del 1587. [El País]

Santiago de Compostela, il microlaser cancella lo sfregio. È tornata perfettamente pulita grazie alla tecnica del microlaser la scultura del XII secolo del duomo di Santiago de Compostela che giorni fa era stata imbrattata da un vandalo. L'anonimo deturpatore aveva voluto riprodurre sulla figura dell'apostolo il trucco di scena dei Kiss, il gruppo rock statunitense che pochi giorni prima aveva tenuto un concerto in una località vicina. [Efe]

Il Reina Sofía si visita anche di sera. Il Museo Reina Sofía di Madrid ha deciso di estendere dalle 9.30 alle 23 l'apertura delle sue due sedi nel Parco del Retiro, il Palacio de Cristal e il Palacio de Velázquez. Il pubblico ha così la possibilità di visitare le mostre che vi sono allestite godendo anche di una prospettiva inconsueta dei due luoghi. Il Palacio de Cristal, che attualmente ospita opere dell'artista iraniana Nairy Baghramian, sarà aperto in orario serale fino al 30 settembre. [Efe]

Con la collaborazione di Anna Maria Farinato

Francesco Martinello, edizione online, 9 agosto 2018


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