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Giorno per giorno nell'arte | 10 agosto 2018

La «Maddalena in estasi» in collezione privata che Mina Gregori ha attribuito a Caravaggio

La Maddalena di Caravaggio a Parigi (in cerca di acquirenti?). Dopo i no a Tokyo e Milano lascerà per la prima volta il suo caveau in Svizzera per andare al Musée Jacquemart-André di Parigi, in occasione della mostra «Caravage à Rome. Amis et ennemis», che aprirà a settembre, la «Maddalena in estasi» di Caravaggio, opera scoperta da Mina Gregori in una collezione privata nel 2014. E si parla anche di una prossima messa in vendita del dipinto. [la Repubblica]

Addio a Cesare De Michelis, presidente della Marsilio. È morto questa notte a Cortina, dove si trovava in vacanza, l’editore Cesare De Michelis. Avrebbe compiuto 75 anni il prossimo 19 agosto. Fratello del ministro Gianni De Michelis, con lui aveva mosso in primi passi nella casa editrice Marsilio, fondata nel 1961,  di cui fino all’ultimo ha difeso l’autonomia, nonostante i rivolgimenti editoriali di questi ultimi tempi. Aveva insegnato letteratura italiana all’Università di Padova, alla quale nel 2015 aveva donato 75mila volumi. La letteratura era anche uno dei campi in cui De Michelis si era rivelato uno scopritore di talenti, come Margaret Mazzantini e Susanna Tamaro. Un altro settore in cui la Marsilio si è progressivamente affermata negli anni è quello dell’editoria artistica. Suo è il catalogo bilingue della mostra di Tintoretto a Palazzo Ducale e di quello relativo a «Il giovane Tintoretto» alle Gallerie dell’Accademia, in apertura il prossimo 7 settembre. [Lidia Panzeri-Il Giornale dell'Arte]

Periferia Pride.
Dopo l'emendamento a sfavore delle periferie, Renzo Piano interviene con una intervista su una pagina di «Repubblica», in un'intervista di Francesco Merlo, cercando di organizzare qualche iniziativa in grado di far tornare sui propri passi il Governo. [la Repubblica]

Rissa fra turisti per la Fontana di Trevi. Non bastassero i quotidiani picnic e pediluvi, ieri presso la Fontana di Trevi a Roma è andato in scena un match di pugilato, con i componenti di due famiglie di turisti che hanno scatenato una rissa per contendersi la posizione migliore dalla quale scattare un selfie con il monumento alle spalle. [Il Messaggero; Il Giornale; La Stampa; la Repubblica; Corriere della Sera]

Ci sono anche i Carabinieri italiani a Gibuti. Un servizio di Francesco Semprini illustra il lavoro dei Caschi Blu della cultura, che a Gibuti stanno addestrando la polizia locale a proteggere il patrimonio artistico. L'Italia è sempre in prima fila nell'Onu per questo genere di iniziative. [La Stampa]

Norcia, la tavola del ’500 «salvata» dalla restauratrice. Si è salvata dalle conseguenze del terremoto grazie all'intervento avviato dalla restauratrice Emanuela D'Abbraccio pochi mesi prima del sisma del 2016. La «Resurrezione di Lazzaro» di Michelangelo Carducci (1561) della Basilica di San Benedetto a Norcia è ora nel laboratorio Coobec di Spoleto dove la stessa esperta sta completando il recupero, che dovrebbe concludersi entro l'anno, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto. «Avevo ricevuto l'incarico di intervenire sulla tavola nel luglio del 2016, circa un mese prima della scossa del 24 agosto, dalla diocesi Spoleto-Norcia e dalla Soprintendenza alle belle arti, ha raccontato all'Ansa Emanuela D'Abbraccio, e date le imponenti dimensioni della tavola avevo chiesto di spostarla nella sala degli scavi che è stata risparmiata dal crollo. E così l'opera si è salvata».
Prima del sisma, la restauratrice era impegnata da anni anche nel recupero degli altari della Basilica. «Quello di Celestino V, a sinistra della navata centrale, spiega, era stato restaurato, mentre quello sulla destra, di Santa Lucia, doveva essere ancora completato. Qui avevo trovato una piccola pergamena in cui era stata incisa la data, 1708, della realizzazione. Adesso è tutto distrutto». [Ansa]

E ad Accumoli un affresco «miracolato». Ad Accumoli, in provincia di Rieti, nella sacrestia della Chiesa di Santa Maria della Misericordia devastata dal terremoto del 26 e 30 ottobre 2016, i tecnici del Ministero dei Beni e delle Attività culturali hanno recuperato e staccato un brano d’affresco dei primi del Cinquecento. Il lacerto raffigura santa Caterina d'Alessandria tra sant'Agata e santa Lucia.  la pittura murale, che secondo Federico Zeri era opere di Baldo de' Sarofini da Perugia, è stata staccata insieme a un pezzo di parete e portata nel deposito di opere d’arte laziali colpite dal sisma del 2016, Cittaducale. [globalist]

Le ultime discendenti della Gioconda. «Io sono Natalia Strozzi. Ed io sono Irina Strozzi: siamo le ultime discendenti viventi della Monna Lisa. I nostri nonni ci dicevano di questo legame di sangue. Noi non ci siamo mai occupate davvero di questo fino a quando un amico, uno storico, Domenico Savini, ha deciso di fare una ricerca nei nostri archivi».
Negli archivi della contessa Maria Luisa Guicciardini erano conservati gli atti della famiglia di Francesco del Giocondo, sposo di Lisa Gherardini e amico di Leonardo. Il nome si era estinto alla fine del Seicento ma il ramo femminile, secondo le sorelle Strozzi, sarebbe sopravvissuto. Sulla parentela tra gli Strozzi e la Monna Lisa c'è anche il sigillo dello studioso Rab Hatfield, professore all'università di Firenze. [Euronews]


Nel mondo
Il mistero dei visitatori mancanti. I direttori dei grandi musei inglesi sono alla ricerca di una spiegazione plausibile per l'inaspettato calo dei loro ingressi nell'ultimo trimestre, visto che la crisi economica non è peggiorata rispetto allo scorso anno, e che il fenomeno sembra coinvolgere solo i visitatori provenienti dal sud del Paese. [The Times]

Seta artistica. Il  Victoria and Albert Museum di Londra inizia una collaborazione con la marca di lingerie Coco de Mer per produrre vestaglie e intimo con design ispirato a opere dei suoi archivi. La prima collezione sarà presentata già il mese prossimo. [The Times]

Le «Vans Gogh» vanno a ruba. Messa in vendita il 3 agosto, nel giro di 2 giorni era già esaurita la collezione vangoghiana di scarpe, zaini, magliette e felpe, con prezzi dagli 80 a i 100 euro, che la statunitense Vans ha disegnato per il Van Gogh Museum di Amsterdam ispirandosi a quattro dipinti del pittore olandese: «Girasoli», «Autoritratto», «Teschio» e «Mandorlo in fiore». Vans ha annunciato una nuova fornitura a breve. Una parte dei proventi di«Vans x Van Gogh» sarà destinata a progetti di conservazione dei dipinti affinché continuino a «essere accessibili alle generazioni future», spiegano dal museo olandese. E a chi critica l'accordo ritenendo che banalizzi l'opera dell'artista, Adriaan Dönszelmann, direttore del museo replica: «Siamo felici di questa collezione, dal momento che si lega alla nostra missione di far sì che la vita e l'opera di Vincent van Gogh siano accessibili al maggior numero di persone possibile per arricchirle e ispirarle». [La Vanguardia]

Per un'esperienza di viaggio più artistica. La compagnia che gestisce la Linea 2 dell'alta velocità inglese sta cercando un curatore artistico per arricchire il percorso con opere d'arte da installare lungo il collegamento ferroviario. Considerato che si tratta di una posizione part-time, lo stipendio proposto è allettante. [The Daily Telegraph]

Compagna Frida. La mostra su Frida Khalo in corso al Museo nazionale ungherese è stata presa di mira da un partito di destra filogovernativo, che accusa il museo addirittura di voler promuovere attraverso di essa il comunismo. [The Daily Telegraph]

Una tecnica giapponese di 600 anni fa per restaurare i manifesti delle corride. La Biblioteca Nacional de España (BNE) ha in progetto il restauro di diversi manifesti di corride dei primi del Novecento, databili dal 1903 al 1920. Si tratta di affiche realizzate da artisti dell'epoca per annunciare le corride che si tenevano durante le fiere cittadine e oggi considerate di valore storico. Il restauro dei manifesti presenta tuttavia non pochi problemi, come spiega il restauratore della BNE Luis Crespo, a causa del degrado subito dalla carta. In soccorso di questa documentazione storica e antropologica arriva una tecnica giapponese del XV secolo, tradizionale e comunissima in Asia ma pressoché sconosciuta in Europa e America. Questo metodo, spiega Crespo, aiuta a conservare «l'essenza originale dell'opera» e richiede l'uso di pigmenti «che si possono eliminare facilmente qualora si commettessero errori o fosse necessario un altro trattamento». [La Vanguardia]

Una sepoltura di seimila anni fa. Potrebbe risalire al IV millennio a.C una sepoltura rinvenuta durante uno scavo di archeologia preventiva commissionato dalla locale società delle autostrade, la Avtodor, nel sudest della Russia, in un'area nei pressi di Rostov sul Don in cui è prevista la costruzione di un raccordo autostradale. Si tratta dei resti umani più antichi ritrovati finora vicino al Don. I frammenti ossei  sono riemersi all'interno di una camera in pietra, parte di una catacomba, insieme a vasellame, briglie e utensili in rame, segno che la persona sepolta godeva di uno status sociale elevato. Il sito era noto agli archeologi: sin dall'Ottocento era indicato sulle mappe come «Figurin», ma fino a oggi non si era mai avuta la possibilità di indagarlo per mancanza di fondi. [Sputnik]

Winnie the Pooh non vuole vicini di casa. La tennista Johanna Konta, al primo posto tra le inglesi nella classifica mondiale, trova oppositori al suo progetto di costruire una casa ai margini della foresta di Ahsdown, luogo che ha ispirato Milnie per il suo «Bosco dei 100 acri» dove vive il personaggio da lui creato, l'orsetto Winnie the Pooh. [The Times]

Con la collaborazione di Anna Maria Farinato

Francesco Martinello, edizione online, 10 agosto 2018


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