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Giorno per giorno nell'arte | 24 agosto 2018

Un affresco del Cinquecento raffigurante santa Caterina d'Alessandria affiancata da sant'Agata e santa Lucia recuperato ad Accumoli nella Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Sisma, Bonisoli: buona parte del patrimonio culturale e artistico è stata salvata. A due anni dal terremoto in Centro Italia, sono oltre 1.600 gli edifici di interesse culturale già  messi in sicurezza. Le opere d’arte recuperate sono oltre 22mila e più di 15mila i libri; i beni archivistici superano i 5mila metri lineari: un patrimonio al momento custodito nei depositi allestiti nelle quattro regioni colpite (Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche). «Buona parte dell’immenso patrimonio culturale e artistico è stata salvata, ha commentato il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Per questo ringrazio i professionisti del Mibac e tutti coloro che si sono adoperati in tal senso con abnegazione e impegno. Restituire alla popolazione un Crocifisso, davanti al quale in tanti hanno pregato, o un quadro o altri preziosi reperti, significa restituire la memoria alla comunità e parte della sua identità». Bonisoli ha anche confermato che «come già annunciato durante la mia visita [a giugno, Ndr], a partire da oggi, sarà accelerata la fase di completamento delle residue attività emergenziali di competenza delle unità di coordinamento regionale Uccr Mibac, con il conseguente trasferimento alle strutture ordinarie del Mibac competenti a sovrintendere alla fase di ricostruzione». [AgCult]

Amatrice due anni dopo. Virginia Piccolillo, inviata del «Corriere» ad Amatrice, il paese che ha subito più danni dal sisma del 24 agosto 2016, in un contributo video racconta che cosa è stato fatto e che cosa c’è da fare. Nella località laziale la ricostruzione sembra essere al palo. [Corriere della Sera]

L'eruzione del Vesuvio rievocata sui social. Una sequenza d'immagini  e il racconto di Plinio il Giovane ricordano oggi sui profili social del Parco archeologico di Pompei l'anniversario dell'eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C.  devastò l'area circumvesuviana. È proprio dallo studio filologico di un passo della lettera di Plinio a Tacito che si è giunti a fissare convenzionalmente al 24 agosto il catastrofico evento. «Pompei e i siti vesuviani di Oplontis, Stabiae e Boscoreale [sono] luoghi che oggi, a centinaia di anni dalla loro scoperta, ancora riservano importantissime novità grazie ai recenti e sensazionali rinvenimenti che continuano ad affiorare dai lapilli di quella tragica eruzione». [la Repubblica-Napoli]

Venezia, finito il restauro del Ponte dell'Accademia. Cominceranno oggi a Venezia le operazioni per smontare i ponteggi nel Ponte dell'Accademia che dopo 11 mesi di restauro il 29 agosto verrà riconsegnato alla città. I lavori, costati 1,7 milioni, sono stati interamente finanziati dal gruppo Luxottica. [Ansa]

Caserta contro la Guida Feltrinelli: ci ha offesi. Caserta? Una città «anonima» e «incongruamente circondata da una serie di complessi industriali e magazzini». Il territorio circostante? «Una distesa di sobborghi poco entusiasmanti. Quasi del tutto dominato dalla camorra e a volte chiamato “triangolo della morte”, non è un’area in cui soffermarsi; anzi, la cosa migliore da fare è attraversarlo senza fermarsi e raggiungere Caserta». Ros Belford, che con altri autori firma i testi su Caserta e dintorni per la Guida Feltrinelli (edizione italiana della Rough Guide) Italia del Sud e isole uscita nel 2016 e ristampata quest’estate, non è stato certo tenero. E Il sindaco di Caserta, il pd Carlo Marino, starebbe valutando «la possibilità di adire le vie legali per tutelare l’immagine dei casertani e del territorio dell’intera provincia. È stato utilizzato un linguaggio offensivo, degno dei peggiori stereotipi razzisti». Nemmeno il simbolo di Caserta, la Reggia borbonica, ne esce bene. Del complesso vanvitelliano, la guida parla come di «una struttura piuttosto monotona nella quale la dimensione supplisce all’ispirazione artistica». «Solo le maestose scalinate centrali che salgono agli appartamenti reali colpiscono le corde giuste», concedono gli autori. La Feltrinelli sta valutando di far apportare «le adeguate modifiche in vista di eventuali nuove edizioni della guida». [Corriere del Mezzogiorno-Napoli]

Le provocazioni di Marina. Qualche anticipazione, a poco meno di un mese dell'apertura, sulla mostra che Palazzo Strozzi a Firenze dedica alla settantaduenne artista serba, al centro nei giorni scorsi di una polemica scatenata dal suo manifesto per la «Barcolana» di Trieste. Un centinaio le opere esposte nella mostra fiorentina, tra foto, video, dipinti, oggetti, installazioni, ad abbracciare un trentennio di carriera, dagli anni Settanta ai Duemila. La «nonna dell'arte della performance», come si è definita, non mancherà di  riproporre alcune delle due performance «nude», come «Imponderabilia», in cui l'artista costringe i visitatori a sfiorare i corpi senza abiti di un uomo e di una donna: nel 1977, a Bologna, quando la Abramovic la presentò per la prima volta, era lei stessa a inscenarla, con il compagno Ulay. [Corriere Fiorentino]

Parma, eccellenze alimentari nei Chiostri del Correggio. La Giunta comunale di Parma ha approvato il progetto di restauro e valorizzazione dei Chiostri del Correggio nel complesso monumentale dell'ex convento di San Paolo, destinati a diventare un «Distretto della cultura d'eccellenza agroalimentare». I lavori, dal costo stimato in 3,27 milioni di euro, verranno eseguiti da Parma Infrastrutture Spa. Dopo il restauro della torre campanaria dell'ex convento il progetto punta a recuperare l'intero complesso, che ospita la Camera della Badessa con gli affreschi cinquecenteschi del Correggio. Ora toccherà al restauro del Chiostro della Fontana e dei locali che vi si affacciano al pianterreno e al primo piano, dove verranno ripristinati anche gli ambienti sopra la Biblioteca Guanda. Al primo piano, l'antica cappella ospiterà un caffè letterario con affaccio al giardino e sono previsti Open Labs e uffici della Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy, recuperando così la maggior parte degli spazi ora inagibili. [Ansa]

A Torre di Palme il Museo Archeologico di Fermo. Aprirà nella frazione di Torre di Palme il Museo Archeologico di Fermo.  «I lavori nell'ex scuola dell'infanzia partiranno a breve» annuncia l'assessore alla cultura e al turismo Francesco Trasatti. Allestito in quattro sale il museo accoglierà i reperti della necropoli picena rinvenuti in contrada Cugnolo durante gli scavi effettuati tra dicembre 2016 e aprile 2017 per il metanodotto Edison. Erano riemersi i resti di due donne vissute nel VI secolo a. C. adorne di ambra, gioielli e di due anelloni piceni. L'edificio ospiterà anche un nuovo punto informativo turistico per i visitatori del borgo, uno dei più belli d'Italia. [Ansa]

Ozieri, riparte lo scavo del cimitero medievale. Grazie alla collaborazione tra l'Università di Sassari e l'amministrazione comunale e sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, sono iniziati in questi giorni e proseguiranno fino al 21 settembre i lavori del Progetto Bisarcio e della campagna di scavo 2018 nel sito di Ozieri. Realizzata dal gruppo di ricerca diretto dal professor Marco Milanese la campagna si svolge nell'area della canonica vescovile medievale, con la finalità di approfondire la conoscenza dei tempi e dei modi dell'impianto delle strutture vescovili sul colle di Bisarcio e delle sue connessioni con le fasi altomedievali. Lo scavo del cimitero medievale, che ha già restituito sepolture dalle caratteristiche particolari e rare, intende far emergere le condizioni di salute, le patologie, l'alimentazione e le attività lavorative della popolazione del villaggio medievale. Gli scavi saranno visitabili fino al 20 settembre. [Ansa]

Nel mondo
Peter Zumthor, l'arte della maquette. Frédéric Edelmann e Isabelle Regnier hanno incontrato il 75enne architetto svizzero Peter Zumthor, Pritzker Prize nel 2009, presente alla Biennale di Architettura di Venezia di quest'anno nel Padiglione Centrale con la mostra «Dreams and Promises», un laboratorio dove sono allestiti i plastici dei suoi lavori. Per Edelmann e la Regnier sono proprio le «maquette» di Zumthor a offrire una delle emozioni più belle della Biennale: «Formano un arcipelago di isolotti poetici e sensuali, piccoli mondi a scala variabile in cui gli edifici rivelano la maestosità del paesaggio circostante».  Alle costruzioni più note dell'architetto elvetico, come il Los Angeles County Museum, si affiancano progetti non realizzati che «sono altrettanti inviti al sogno». [Le Monde]

Grandi maestre, altri sguardi. Partendo dal recente acquisto dell'«Autoritratto nelle vesti di santa Caterina d'Alessandria» di Artemisia Gentileschi da parte della National Gallery di Londra, Estrella de Diego riflette sul fatto che i grandi musei mondiali hanno cominciato ad accorgersi che comprare un dipinto di una «grande maestra» «non è né un anatema né un cattivo affare». E a proposito della Gentileschi,  il prossimo 23 ottobre la casa viennese Dorotheum metterà all'asta una «Lucrezia» della pittrice seicentesca mai esposto prima.[El País]

Superato il milione di visitatori per «Heavenly Bodies». Milionesimo visitatore per la mostra di primavera del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, «Heavenly Bodies», su moda e immaginario cattolico. Aperta dallo scorso 20 maggio, è la mostra più vista tra quelle organizzate dal Costume Institute e la terza in assoluto del Met dopo la Gioconda nel 1963 e i Tesori di Tutankhamon nel 1978. Nell’anno fiscale che si è chiuso il 30 giugno scorso il museo newyorkese ha accolto nelle sue tre sedi (The Met Fifth Avenue, The Met Cloisters e The Met Breuer) oltre 7,35 milioni di visitatori, un record. Merito anche della mostra sui disegni di Michelangelo che dal 13 novembre 2017 al 12 febbraio 2018 ha fatto registrare 702.516 presenze.

Siria, l'arte «sboccia» dalle macerie.
Un servizio di Euronews presenta le opere dipinte da dodici artisti nel campo di Yarmuk, alla periferia di Damasco. Sin dagli anni Cinquanta era un affollato quartiere abitato da rifugiati palestinesi. Le Nazioni Unite stimano che vi vivessero 160mila persone. Con la guerra si è spopolato, diventando una roccaforte del sedicente Stato Islamico. A maggio il regime di Bashar al-Assad ha ripreso il controllo della martoriata area. Obiettivo della performance, spiega l'artista Mais Khalouf «è ridare vita a questo luogo, praticamente morto. L'arte è vita, quando dipingiamo doniamo la vita». [Euronews]

Anna Maria Farinato, edizione online, 24 agosto 2018


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