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Il sindaco di Roma non ama la Quadriennale

Nessuno capisce perché si ostina a non designare il rappresentante del Comune nel Cda. Un atteggiamento «quantomeno irrituale e non rispettoso dei termini di legge», dicono dall'ente

Ilaria Della Torre, direttore generale della Quadriennale

Roma. Il presidente Jas Gawronski ce la sta mettendo tutta per rimettere la Quadriennale in carreggiata, ma lassù qualcuno sembra remare controcorrente. Lassù, sul colle del Campidoglio, sede della Giunta del sindaco Marino. L’esiguità dei fondi a disposizione impedisce al momento l’organizzazione della sedicesima esposizione della Quadriennale (l’ultima, la quindicesima, ha avuto luogo nel 2008); ma designare un rappresentante per il Consiglio di amministrazione non costa nulla, perché l’incarico non implica compenso. È proprio qui lo stallo: il Comune di Roma si ostina, a 10 mesi dall’insediamento della Giunta Marino e a un anno esatto dalla cessazione del mandato del Consiglio di amministrazione precedente, a non designare il suo rappresentante per il nuovo Cda. Che così non viene costituito, paralizzando l’attività della Quadriennale.
La Regione Lazio il suo lo ha designato da molto mesi, è il curatore Claudio Libero Pisano. Il Mibact, per indicare il suo, attende proprio il Comune, perché è il Ministro che, recependo le designazioni delle altre istituzioni partner, procede alla nomina degli incaricati, con un decreto che li comprende tutti. Non può che venire per ultimo. L’abulia del Comune impedisce anche la cooptazione del quinto componente nel Cda, che può essere un’istituzione pubblica o privata (come la Camera di Commercio o una Fondazione), perché è sulla base dei rappresentanti già designati che ci si può muovere realisticamente in questo senso.
Il direttore generale della Quadriennale, Ilaria Della Torre, definisce «quantomeno irrituale e non rispettosa dei termini di legge la mancanza di una decisione. I solleciti partiti dalla nostra presidenza al partner Comune di Roma sono stati numerosi».
Le risposte?
Assenti.
Potrebbe esserci a monte una strategia?
Non credo proprio.
Quali sono le principali conseguenze di questo stallo?
Che non avendo il Cda non possiamo mettere a fuoco una programmazione di medio-lungo periodo, né una strategia di raccolta fondi per la sua realizzazione. Fortunatamente tra maggio e giugno usciremo con una grande iniziativa editoriale sull’arte in Italia dal Duemila, frutto di due anni di ricerca. Per il resto possiamo procedere soltanto a vista, con iniziative singole e mirate come giornate di studio, incontri, presentazioni.
La Quadriennale rischia così di morire?
No. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro, come sempre, assicurando anche l’apertura al pubblico del nostro Archivio Biblioteca. Ma ci aspettiamo l’ormai indispensabile impulso per una pronta ripartenza con le nomine ferme ormai da troppo tempo.

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