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Biennale di Venezia, i 15 del Codice Italia

Le scelte del curatore del Padiglione Italia Vincenzo Trione puntano su artisti che «interrogano vestigia lontane»: da Alis/Filliol a Mimmo Paladino, dalla Beecroft a Parmiggiani, a Longobardi, Migliora e Kounellis

Nicola Samorì

Venezia. Antologico per quanto riguarda le generazioni rappresentate; ecumenico per le tendenze documentate; e vagamente «archeologico» (e a tratti malinconico), considerata la comune propensione dei 15 artisti invitati allo sguardi retrospettivo: questo è il Padiglione Italia concepito per la prossima Biennale di Venezia dal curatore Vincenzo Trione, incentrato, spiega, su «artisti che interrogano vestigia lontane», per «offrire un retroterra alle loro avventure linguistiche» e così «rimodulare cifre che sono già state create, fino a renderle irriconoscibili». È in questa «extasy of influence», per dirla con lo scrittore e saggista Jonathan Lethem, che secondo il curatore va ricercato il «Codice Italia» (questo il titolo della mostra) che sarà messo in scena nel padiglione alle Tese delle Vergini all’Arsenale, dotato quest’anno di mille metri quadrati in più all’esterno. Ecco allora il richiamo alla storia nelle opere di Kounellis, le tracce del passato così spesso evocate da Parmiggiani, il mito cui si appella Paladino, il rapporto con il mondo antico ricercato in certe opere recenti della ripescata Vanessa Beecroft, le stratificazioni e le lacerazioni dei dipinti-palinsesto di Nicola Samorì o nelle tecniche miste di Andrea Aquilanti, le tecniche antiche recuperate da Giuseppe Caccavale, il canale di comunicazione tra storia dell’arte e contemporaneità aperto da Francesco Barocco nelle sue composite installazioni e la volontà di «restare» scultori del duo Alis/Filliol e di Luca Monterastelli, che con i suoi 31 anni è il più giovane del gruppo. Non solo per l’eclettismo dei singoli, come Marzia Migliora, domina l’ecumenismo per quanto riguarda le tecniche, inclusa la fotografia (Biasiucci e Gioli). Una mostra «da biennale», a Venezia come a Gwangju, non può fare a meno dell’outsider di turno, meglio se dotato delle stigmate del grande vecchio: Trione, oltre a recuperare un artista un po’ messo in disparte dopo i fasti degli anni Ottanta come Nino Longobardi, è andato a cercarlo negli Stati Uniti, riportando in Italia Aldo Tambellini, ottantaquattrenne pioniere della Video art. Ciascun artista sarà anche chiamato a un’operazione «auto archeologica», creando «un’installazione nella quale vengano raccolti frammenti dissonanti di echi impliciti sottesi alla loro ricerca», ovvero una personale Wunderkammer dedicata warburghianamente ai materiali visivi che ispirano la propria opera. Il Ministero dei Beni culturali finanzia la mostra con 400mila euro, più un «bonus» di 150mila euro in occasione dell’Expo Milano 2015. Di suo, il curatore è riuscito a ottenere sponsorizzazioni per 126mila euro.




Padiglione Italia: i 15 nomi
Alis/Filliol: Andrea Respino (Mondovì, 1976) e Davide Gennarino (Pinerolo, 1979), vivono e lavorano a Torino; Andrea Aquilanti (Roma, 1960), vive e lavora a Roma; Francesco Barocco (Susa, 1972), vive e lavora a Torino; Vanessa Beecroft (Genova, 1969), vive e lavora a Los Angeles (Usa); Antonio Biasiucci (Dragoni, 1961), vive e lavora a Napoli; Giuseppe Caccavale (Afragola, 1960), vive e lavora tra Parigi e Bari; Paolo Gioli (Sarzano di Rovigo, 1942), vive e lavora a Lendinara; Jannis Kounellis (Pireo, Grecia, 1936), vive e lavora a Roma; Nino Longobardi (Napoli, 1953), vive e lavora a Napoli; Marzia Migliora (Alessandria, 1972), vive e lavora a Torino (Italia); Luca Monterastelli (Forlimpopoli, 1983), vive e lavora a Forlimpopoli; Mimmo Paladino (Paduli, 1948), vive e lavora tra Paduli, Roma e Milano; Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943), vive e lavora tra Bologna e Torrechiara; Nicola Samorì (Forlì, 1977), vive e lavora a Bagnacavallo; Aldo Tambellini (Syracuse, Usa, 1930), vive e lavora a Cambridge (MA)

di Franco Fanelli, edizione online, 26 marzo 2015


  • Marzia Migliora. Foto Ilenia Corti
  • Andrea Aquilanti. Foto Giorgio Benni
  • Paolo Gioli
  • Francesco Barocco. Foto Sebastiano Pellion di Persano
  • Luca Monterastelli
  • Mimmo Paladino. Foto Chiara Donn
  • Alis/Filliol
  • Claudio Parmiggiani. Foto Claudio Abate
  • Aldo Tambellini. Foto di Gerard Malanga
  • Jannis Kounellis
  • Giuseppe Caccavale
  • Vanessa Beecroft
  • Nino Longobardi
  • Antonio Biasiucci. Foto Augusto De Luca

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