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Mostre

Klimt e Schiele voyeur visionari

Per il centenario della morte i due artisti celebrati in patria e all’estero

Egon Schiele, Liegende Frau, 1917

Egon Schiele e Gustav Klimt morirono entrambi a Vienna nel 1918. Schiele, nato nel 1890, aveva 28 anni ed era nell’esercito austriaco quando fu colpito dall’influenza epidemica che contrassero lui, la moglie incinta e moltissimi altri austriaci. Klimt, nato nel 1862, morì invece all’età di 55 anni a causa di un ictus.

Il centenario della loro morte è l’occasione per celebrarli con mostre a Vienna e non solo. Nella capitale austriaca, in ogni stagione, i due genius loci sono presentati in una prospettiva diversa, ma quest’anno la tendenza è spinta al massimo. Dal 23 febbraio al 4 novembre il Leopold Museum presenta «Egon Schiele: la mostra per il giubileo», con un’enfasi su quelli che il museo, che possiede la più ampia collezione di opere dell’artista (una quarantina di dipinti e circa 180 opere su carta), definisce «gli anni espressionisti» di Schiele, ossia 1910-14. Tra i quadri e le opere su carta (autoritratti e ritratti di giovani donne) esposti figurano anche prestiti da collezioni internazionali.

Dal 22 giugno al 4 novembre il Leopold Museum ospita invece una grande retrospettiva di «Gustav Klimt» che affronterà l’intera carriera dell’artista, con un focus speciale sul suo dipinto incompiuto «La sposa» (1917-18), in prestito dalla Fondazione Klimt di Vienna, oltre a comprendere disegni e schizzi per quadri di Klimt di cui si sono perse le tracce.

Dall’altra parte della città, al Belvedere, dove è custodito il suo più famoso dipinto «Il bacio» (1907-08), la mostra «Oltre Klimt: nuovi orizzonti in Europa Centrale», dal 23 marzo al 26 agosto prende in esame il ruolo centrale dell’artista nell’evoluzione dell’arte moderna in Europa Centrale. Sempre al Belvedere, dal 19 ottobre al 17 febbraio 2019 «Egon Schiele: le vie per una collezione» propone opere della collezione del museo per illustrare l’evoluzione dell’artista attraverso la presentazione di suoi dipinti e disegni sullo stesso soggetto.

Dal 13 febbraio al 2 settembre Klimt è invece il protagonista al Kunsthistorisches Museum, che propone una rassegna dettagliata di sue opere, impreziosita dalla «Scalinata per Klimt», una piattaforma elevata che avvicina i visitatori a 13 dipinti appesi alle pareti sulla grande scalinata del museo. L’istituzione possiede «Nuda veritas» (1889), il quadro che ritrae un nudo femminile frontale con in mano uno specchio.

Per non essere da meno, dal 30 maggio al 14 ottobre lo Jüdisches Museum Wien, il Museo Ebraico, approfondisce il ruolo svolto all’epoca di Klimt dai saloni d’arte e dalle donne che li organizzavano nella sua mostra «Il posto in cui essere: i saloni, spazi di emancipazione». Da questo dettagliato esame del collezionismo d’arte all’interno della comunità ebraica di Vienna potrebbero nascere nuovi quesiti sulla provenienza di alcune opere.

Fuori dall’Austria Klimt e Schiele sono proposti al Museum of Fine Arts di Boston nella rassegna «Klimt e Schiele: disegnato» (25 febbraio-28 maggio), una scelta di opere su carta in prestito dall’Albertina di Vienna. Altri disegni andranno invece alla Royal Academy of Arts di Londra per «Klimt/Schiele: disegni dall’Albertina di Vienna» (4 novembre-3 febbraio 2019).

A Parigi, dove le opera di Schiele si vedono raramente, due mostre in contemporanea di Schiele e Jean-Michel Basquiat alla Fondation Louis Vuitton (entrambe dal 3 ottobre al 14 gennaio 2019) alimenteranno sicuramente il dibattito su due esperienze condivise dai due artisti: l’Espressionismo e il martirio.

David D’Arcy, da Il Giornale dell'Arte numero 383, febbraio 2018


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