Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Barbara Hepworth, «Eidos», 1947, Melbourne, National Gallery of Victoria

© Bowness. Foto Predrag Cancar; NGV. Courtesy National Gallery of Victoria, Melbourne

Image

Barbara Hepworth, «Eidos», 1947, Melbourne, National Gallery of Victoria

© Bowness. Foto Predrag Cancar; NGV. Courtesy National Gallery of Victoria, Melbourne

A Londra un’inusuale Barbara Hepworth, a colori

Alla Courtauld Gallery la prima mostra dedicata a un aspetto meno noto del lavoro della scultrice inglese: riunite le sue prime e innovative sculture colorate dagli anni Quaranta ai Sessanta

Elena Franzoia

Leggi i suoi articoli

«Ho usato il colore e le corde in molte sculture di questo periodo. Il colore nelle concavità mi immergeva nelle profondità di acque, grotte e ombre ancora più profonde delle mie stesse sculture. Le corde rappresentavano la tensione che sentivo tra me e il mare, il vento e le colline. La campagna selvaggia e magica fatta di colline rocciose e valli fertili e la dinamica costa del West Penwith mi hanno fornito sfondi e territori paragonabili per intensità a quelli della mia infanzia nel West Riding. Inoltre, mi hanno procurato due elementi fondamentali quando scolpisco: la forte luce solare e lo splendore proveniente dal mare che quasi circonda questa lingua di terra». Così l’artista inglese Barbara Hepworth (Wakefield, 1903-St Ives, 1975) affermava nel libro Sculture e disegni, pubblicato nel 1952 a Londra, a proposito della fondamentale scoperta nel 1939 del magico paesaggio della Cornovaglia, poi divenuta sua terra d’adozione. 

Dal 12 giugno al 6 settembre la Courtauld Gallery di Londra approfondisce queste suggestioni dedicando all’artista la mostra «Hepworth in Colour», curata, come il catalogo, da Alexandra Gerstein e Stephen Feeke. Circa 20 sculture e 30 disegni indagano la fascinazione dell’artista per questo tema finora poco studiato, che appare invece precocemente centrale nella sua pratica artistica. Non a caso quando l’artista lasciò Londra, poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, portò in Cornovaglia una sola scultura, in cui il colore era già presente. Eppure «in un certo senso il mio colore è stato accettato, ma mai compreso», ebbe modo di dichiarare Hepworth al genero, lo storico dell’arte Alan Bowness. Tra le opere più significative esposte alla Courtauld, i curatori segnalano «Eidos» (1947-48, proveniente dalla National Gallery of Victoria di Melbourne, in Australia) ed «Eos» (1946, oggi in una collezione privata di Hong Kong), non più esposte insieme nel Regno Unito dal 1954. 

Analogamente, viene per la prima volta esposto un capolavoro seminale della Hepworth, «Scultura con Colore (Forma Ovale), Azzurro Pallido e Rosso» (1943), assicurato alle collezioni statali dalla Hepworth Wakefield nel 2025 grazie ai 3,8 milioni di sterline provenienti da una raccolta fondi su scala nazionale promossa in collaborazione con l’Art Fund. L’opera rappresenta una svolta cruciale nel lavoro di Hepworth, che per la prima volta utilizza un bellissimo azzurro pallido ispirato ai colori della Cornovaglia. Tra gli altri highlight compaiono «Wave» (1943-44, ora nelle Gallerie Nazionali della Scozia) e «Pelagos» (1946) delle collezioni della Tate. La mostra riunisce inoltre per la prima voltale sei versioni di dimensioni differenti della scultura «Blu scuro e rosso», in genere disseminate in collezioni pubbliche e private. Caratterizzate dall’uso di bronzo patinato e marmi dipinti, le ultime opere esposte appartengono alla fase finale della vita dell’artista, di cui appare particolarmente ben approfondita anche la produzione relativa ai disegni realizzati durante i primi anni di guerra. Conclude il progetto espositivo la mostra parallela, a carattere documentario, «Hepworth e Nicholson: le fotografie dello studio di Hampstead» (6 giugno-4 ottobre), scattate da Paul Laib tra 1932 e 1936.

Barbara Hepworth, «Sculpture with Colour (Oval Form) Pale Blue and Red», 1943. © Bowness, Image. © The Hepworth Wakefield. Foto Mark Heathcote

Elena Franzoia, 09 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

A Londra un’inusuale Barbara Hepworth, a colori | Elena Franzoia

A Londra un’inusuale Barbara Hepworth, a colori | Elena Franzoia