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Chiara Di Leva
Leggi i suoi articoliLarge (largo in italiano) è il nome, volutamente astratto e ambiguo, del nuovo centro d’arte che aprirà nell’autunno 2026 sull’Île Seguin, nel cuore del Grand Paris. Un nome che gioca anche sulla distanza: quella geografica e simbolica dalle grandi istituzioni private parigine dell’arte contemporanea, dalla Fondation Cartier alla Bourse de Commerce – Pinault Collection, fino alla futura Fondation Giacometti che aprirà a due passi dagli Invalides.
Ma Large si colloca soprattutto “al largo” della città, sull’isola della Senna che separa Boulogne-Billancourt da Meudon: un territorio in trasformazione, tra memoria industriale e nuove ambizioni culturali, già segnato dal Musée Albert-Kahn e dalla Città della ceramica à Sèvres. Per comprendere la portata del progetto, bisogna tornare all’Île Seguin, uno dei luoghi più emblematici della trasformazione del Grand Paris. Ex sito industriale Renault, fino agli anni Novanta, l’isola ha conosciuto una lunga sequenza di progetti, ambizioni e rinvii che ne hanno fatto un caso paradigmatico del rapporto tra industria, cultura e riconversione urbana.
Negli anni Sessanta, Renault immaginò non solo la trasformazione del sito produttivo, ma avviò anche una prima collaborazione con artisti contemporanei come César, Tinguely, Arman e Vasarely, invitandoli a lavorare con materiali industriali. Un primo tentativo di inscrivere la fabbrica all’interno di una narrazione estetica che, nel tempo, ha dato origine a un’importante collezione d’arte. In seguito, anche François Pinault aveva valutato l’Île Seguin come possibile sede della sua collezione, prima di orientare il progetto verso altri siti parigini. Da allora, l’isola è rimasta uno spazio sospeso: un territorio di passaggio tra grandi promesse culturali e realizzazioni parziali. È su questa eredità incompiuta che oggi si innesta Large.
Large occupa una parte della Pointe des Arts, all’interno di un progetto di riconversione più ampio dell’ex sito Renault, sviluppato da Emerige insieme ad Ardian Real Estate e AOG. Un insieme di circa 53.000 m² che combina residenze, spazi commerciali, cinema e un centro d’arte contemporanea.
Alla guida dell’iniziativa c’è Laurent Dumas, collezionista e imprenditore immobiliare, presidente del gruppo Emerige e dell’École des Beaux-Arts de Paris. Figura ormai centrale nel sistema dell’arte contemporanea francese, Dumas ha sviluppato negli anni un modello che intreccia sostegno alla creazione contemporanea, produzione culturale e sviluppo immobiliare, attraverso iniziative come Révélations Emerige e il programma 1 immeuble, 1 œuvre.
Large: the Île Seguin Contemporary Art Centre @ RCR Arquitectes - Crédit photo: Nicolas Trouillard
Large: the Île Seguin Contemporary Art Centre @ RCR Arquitectes - Crédit photo: Nicolas Trouillard
Large rappresenta un ulteriore passo in questa direzione: non solo spazio espositivo, ma anche luogo di produzione, accompagnamento e visibilità delle opere. Il centro sarà articolato in due stagioni annuali (ottobre–febbraio e aprile–settembre), con una programmazione che prevede da una a tre mostre simultanee, tra progetti monografici e tematici.
Il progetto architettonico è affidato allo studio RCR, mentre la progettazione degli spazi per bambini e del café è firmata da Constance Guisset. La libreria-boutique sarà sviluppata in collaborazione con il Grand Palais RMN, inserendo Large in una rete più ampia di istituzioni culturali parigine. Accanto alle mostre, è previsto anche un parco di sculture sostenuto da Emerige e dal suo fondo di dotazione, con opere di artisti come Thomas Houseago, Gilles Barbier, Stefan Rinck e altri protagonisti della scena contemporanea.
Il progetto include inoltre alcune scelte ecologiche strutturali, come la riduzione dei prestiti internazionali e l’utilizzo di dispositivi espositivi riutilizzabili, con l’obiettivo di limitare la produzione di allestimenti temporanei. La mostra inaugurale, affidata alla curatela di Cecilia Alemani, direttrice della High Line à New York e prossima curatrice della Biennale di Taipei, si intitola Moteur Imaginaire ed è concepita come un omaggio alla memoria industriale del sito, in particolare alla storia della collezione d’arte Renault e alle collaborazioni tra industria e artisti nel secondo Novecento.
Resta però la questione centrale: quella del pubblico. Large si colloca in una zona non immediatamente accessibile, ai margini della rete metropolitana e lontano dai circuiti culturali centrali di Parigi. Una posizione che rende necessaria una strategia attiva di mediazione culturale e di costruzione del pubblico, soprattutto verso visitatori non abituati all’arte contemporanea.
La sfida non è nuova nel panorama parigino. La Bourse de Commerce – Pinault Collection ha già affrontato questo problema, sviluppando programmi di mediazione capaci di avvicinare pubblici diversi a pratiche artistiche complesse. In questo intreccio tra arte, urbanistica e impresa culturale, Large si presenta come un dispositivo complesso: centro d’arte, progetto immobiliare e infrastruttura pubblica al tempo stesso.
A Parigi, mentre continuano le iniziative private e le aperture di nuove fondazioni, la scena continua a espandersi. Ma è proprio questa espansione a sollevare la questione più importante: chi, davvero, abita oggi il “large” dell’arte contemporanea?