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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliA 200 anni dalla nascita della fotografia, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo celebra il medium come strumento di lettura critica del presente con «Before it Happens», mostra curata da Filippo Maggia e allestita dal 13 giugno al 26 luglio a Palazzo Re Rebaudengo di Guarene. La giornata inaugurale del 13 giugno sarà completata, alle ore 19, dallo svelamento di due nuove opere permanenti nel Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo di Guarene: «Lightning Room» di Mario Airò e «There Is Nothing Left Here» di Susan Philipsz.
Il progetto riunisce otto artisti internazionali (Alia Farid, Hit Man Gurung, Vinit Gupta, Uzma Mohsin, Musuk Nolte, Ashfika Rahman, Sheelasha Rajbhandari e Ishan Tankha) che utilizzano fotografia, video e pratiche installative ibride per affrontare alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: crisi ecologica, migrazioni, disuguaglianze sociali, trasformazioni economiche, eredità postcoloniali e discriminazioni di genere. Ne emerge un racconto corale di società attraversate da processi di cambiamento e destabilizzazione, ma anche da forme di resistenza individuale e collettiva.
Dall’Amazzonia alle Ande, Nolte osserva gli effetti del cambiamento climatico nel progetto in progress «Geographies of Water», mentre Farid indaga territori segnati da fragili equilibri ambientali e culturali, dalle paludi irachene di Chibayish all’isola iraniana di Qeshm. In India, Tankha documenta i conflitti legati alla gestione delle risorse naturali e dei territori, dando visibilità alle comunità marginalizzate, mentre Gupta restituisce la forza della mobilitazione dei contadini che tra il 2020 e il 2021 hanno protestato contro le riforme agrarie del governo indiano.
Sempre in India, Mohsin trasforma manifesti elettorali deturpati in una foresta di volti sospesi che riflette la crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni democratiche. Sul versante della memoria e delle identità, Rahman costruisce un archivio poetico di storie femminili raccolte tra Bangladesh e India, mentre Rajbhandari affronta il tema delle aspettative eteropatriarcali attraverso opere che intrecciano memoria familiare e trauma. Hit Man Gurung, infine, riflette sulle conseguenze della migrazione economica che svuota i villaggi nepalesi e ridefinisce il rapporto tra appartenenza e sopravvivenza.
Attraverso linguaggi differenti ma profondamente interconnessi, «Before it Happens» propone una riflessione sul presente come spazio di tensione tra perdita e trasformazione, memoria e futuro, denuncia e possibilità.
Gotha