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The Others: novità e internazionalità

La nuova sede ha ospitato oltre quaranta gallerie e spazi di artisti indipendenti

Uno stand alla nona edizione della fiera The Others

Torino. Dal 31 ottobre al 3 novembre, entrando nel cortile dell’ex Ospedale Militare Alessandro Riberi è stato impossibile non imbattersi nel «Teddy Bear» di Simone Benedetto, un enorme orsacchiotto dal manto nero, non di morbida pelliccia, ma formato da 6.500 armi di plastica. Questa scultura, proposta dalla galleria torinese davidepaludetto artecontemporanea, ha accolto i visitatori della nona edizione di The Others. La direzione artistica di Lorenzo Bruni ha dunque puntato sulla novità e sull’internazionalità, riuscendo ad «abbattere i confini tra opera e spettatore», filosofia che da sempre connota la manifestazione ideata da Roberto Casiraghi.

La nuova sede, tre edifici gemelli in stile liberty e una vasta zona all’aperto, è stata molto apprezzata, e ha ospitato oltre quaranta gallerie e spazi di artisti indipendenti provenienti da 15 paesi. Tre le sezioni: Main, Expanded Screen e Specific, più otto Special Projects.

La Galleria Daniele Agostini di Lugano ha presentato il lavoro di Stefan Milosavljevic, giovane artista serbo che dal 2004 vive a Vicenza. La sua installazione «Performing the Angel» (2017), realizzata sostituendo le corde di due anelli ginnici con del finissimo filo d’oro, offre una poetica riflessione sul delicato equilibrio tra forza e fragilità (5mila euro).

Da Lima è arrivata Carolina Bazo, in rappresentanza del collettivo O-Art Project. I personaggi della sua video-performance «Patterns» sono figure femminili dai contorni geometrici, che muovendosi in uno spazio indefinito assumono forme astratte (13 fotografie, 200 euro l’una e mille euro per la serie completa). Per la prima volta a Torino l’emergenteLai Wei-Yu, rappresentato dalla galleria Yiri Artsdi Taipei. «We agreed not to discuss art 1 - Wolverine cutting through canvas, Freddy, Edward Scissorhands» (2016) è un suo lavoro che accosta argutamente tre modellini dei personaggi dai lunghi artigli affilati a tre concetti spaziali di Lucio Fontana, giocando sull’ambiguità dell’attribuzione dei tagli (800 euro).

È Hedi Jaansoo, dell’associazione estone Foku, l’artista under 35 che ha portato a casa il premio assegnato dalla galleria van Cauwelaert di Berlino. «Everything’s instantly a memory and tiny golden things on the floor» (2019, 1.800 euro) ha colpito per l’estrosa sensibilità nell’uso dei materiali unita alla capacità di trasmettere la transitorietà delle condizioni spaziali e temporali proprie di una fiera.

A conclusione dell’evento, Casiraghi dichiara che «i commenti degli espositori e le loro richieste di conferma ci fanno ben sperare per il futuro di The Others 2020, quella del decennale».

Carlotta de Volpi, edizione online, 6 novembre 2019


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