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«Superfici biance», Enrico Castellani (1964)

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«Superfici biance», Enrico Castellani (1964)

L’Italia in gioco: l’arte contemporanea racconta le Paralimpiadi 2026

A Cortina apre la mostra «Italia in Gioco» in occasione delle Paralimpiadi invernali: un viaggio dove l’astrattismo incontra i valori dello sport per proporre un racconto di inclusione e bellezza senza limiti

Un nome che trasporta con sé una prestigiosa tradizione italiana nel mondo dell’arte: è negli spazi espositivi di Casa Italiana Cortina di Farsettiarte, l’hub che ha ospitato le installazioni di Musa, l’iniziativa di incontro culturale e sociale delle Olimpiadi Invernali 2026. In seguito a questo evento di successo ha da poco aperto al pubblico la mostra legata alle Paralimpiadi invernali, «Italia in gioco» (visitabile dal 6 al 15 marzo),un percorso espositivo in cui arte, tecnologia e sport si realizzano condividendo lo stesso palcoscenico.
«Italia in gioco» è un progetto incentrato sull’arte contemporanea con contributi da parte di numerosi artisti italiani a contatto con installazioni tecnologiche tematiche, il cui filo conduttore si rifà alla dinamicità e tenacia degli sportivi paralimpici. Le opere si articolano in una mostra esperienziale, che propone l’astrazione come via accessibile al racconto di storie, vite, ed esperienze diverse attraverso un linguaggio universale ed inclusivo: quello dell’emozione.

«In questo spazio, le opere dei maestri dell’astrazione italiana dialogano con le storie dei nostri atleti: come in una tela di Bonalumi o Dorazio, dove la forma si modella e la differenza genera ricchezza, così il movimento paralimpico trasforma la percezione della disabilità in una narrazione universale di talento e inclusione. È un invito a guardare oltre l'apparenza, per scoprire che ogni sfida è, innanzitutto, una straordinaria opportunità di partecipazione collettiva» dichiara il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

«Italia in gioco» è una dichiarazione di identità ed intento, il cui messaggio è completamente in linea con la vocazione culturale di Farsettiarte. L’esposizione in Casa Italia Cortina passa il testimone all’allestimento paralimpico che verrà esposto esattamente negli stessi spazi. Il messaggio è chiaro: non si tratta di un evento ‘satellite’, o di una rassegna secondaria. Nell’arte come nello sport, l’obiettivo è abbattere limiti e pregiudizi.

 

Il catalogo di opere proposte da «Italia in gioco» è pieno di vitalità e inventiva, incentrato sui grandi cambi di prospettiva che hanno mutato il modo in cui approcciamo l’arte.
Fra i contributi troviamo «Rondò I» e «Rosa-rosae-rosa» di Piero Dorazio, opere in bande di colore che si intrecciano in vibrazione continua. Lo accompagnano nella sua decostruzione di forma e cromaticità «Il ciclo aereo» di Achille Perilli e «Luci di Venezia» di Tancredi Parmeggiani: una liberazione dai rigori matematici e artistici del soggetto figurativo, pure espressioni di energia, dinamicità e di tutti gli stati di possibilità che possiamo immaginare. Eppure l’unione caotica di linee e colori è connessione e contatto, non un isolamento intellettuale. Chiunque può essere trasportato dai sentimenti provocati da queste opere.

«Il ciclo aereo», Achille Perilli (1990)

«Rosso», Agostino Bonalumi (1976)

Altre riflessioni artistiche adottano metodi e filosofie differenti: nelle opere di avanguardia milanese anni 70 di Agostino BonalumiRosso») e Enrico CastellaniSuperfici Bianche») non è il colore ad essere protagonista ma l’interazione fra tela e materiale– l’adattarsi plastico dell’interazione fra tecniche. La superficie si fa corpo e tensione, e utilizzando il minimo indispensabile queste opere interagiscono con i nostri spazi e le nostre esperienze, sfidando apertamente le concezioni quotidiane con una domanda: cos’è davvero una forma?
Queste opere indipendento non lasciano spazio a nessuna catarsi emotiva o coinvolgimento appassionato, e piuttosto reinventano le proprie regole della raffigurazione: la superficie infinita e tattile, in cui immergersi e perdersi.

«La selezione curata da Farsettiarte di opere di maestri dell’astrazione italiana del secondo Novecento diventa parte attiva della narrazione» spiega Stefano Farsetti, direttore delle vendite di Farsettiarte, riguardo alla natura della raccolta esposta in occasione di Italia in Gioco «Questa selezione non rappresenta soltanto un omaggio all’eccellenza dell’arte italiana, ma diventa parte integrante del “gioco” concettuale di Casa Paralimpica. Le opere dialogano con i ritratti tangram degli atleti, con le installazioni interattive, con il Muro delle Emozioni e con le esperienze immersive in realtà virtuale, contribuendo a costruire un mosaico vivo di storie, identità e visioni.»

Margherita von Guggenberg, 11 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

L’Italia in gioco: l’arte contemporanea racconta le Paralimpiadi 2026 | Margherita von Guggenberg

L’Italia in gioco: l’arte contemporanea racconta le Paralimpiadi 2026 | Margherita von Guggenberg