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Tra il 1929 e il 1935 l’ingegnere Angelo Invernizzi costruì sulle colline veronesi una delle abitazioni più radicali del Novecento italiano: una villa di circa 1.500 tonnellate capace di ruotare su rotaie per orientarsi rispetto al sole, al vento e alle stagioni. Razionalismo, Futurismo, elioterapia e ingegneria si incontrano in una macchina domestica oggi immobile, ma ancora capace di interrogare il rapporto tra architettura, tecnologia e tempo.

Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei lavori per la sostituzione della rete del gas. I reperti ora verranno protetti e ricoperti sotto la supervisione della Soprintendenza

A rendere particolarmente prezioso il volume, per oltre tre secoli di proprietà della stessa famiglia e ora in mostra nel museo neerlandese, è l’eccezionale stato di conservazione dovuto alla rarissima esposizione alla luce dei 30 fogli, opera di Rombout Uylenburgh (e bottega)

Il parco campano ha programmato un calendario di aperture straordinarie dal 28 agosto al 10 ottobre tra Pompei, Oplontis, Boscoreale e Stabia per spettacoli, rievocazioni e attività culturali

Dalla stagione delle mostre Rosc alla scena contemporanea, Clíodhna Shaffrey racconta istituzioni, artisti, archivi e trasformazioni di una città che ha costruito la propria identità culturale tra memoria locale e apertura internazionale
 

Due carriere diverse per le neodirettrici: una con un percorso tutto interno al museo francese, tra ricerca, conservazione e divulgazione; l’altra con un iter professionale internazionale, tra musei e mercato dell’arte

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Per tre settimane, un team composto da studenti e da specialisti di archeologia alpina lavorerà nell’area dell’attuale Pineta alla ricerca di testimonianze dell’antichità valtellinese

Si trova in località Casalaccio, nella Tuscia, in un’area compresa tra Viterbo e Vitorchiano. Tra vari oggetti appartenenti a diversi corredi funerari rinvenuto anche il teschio di un uro, un’antica specie di bovino. Le sepolture sono datate dal V secolo a.C. al II secolo d.C.

Il delicato intervento ha portato alla rimozione di una ridipintura successiva, facendo riemergere gran parte della superficie originale e risanando le parti deteriorate dal tempo; persino il legno della croce è risultato antico e coevo

A Bene Vagienna, la terza edizione di Radis ha portato la ricerca di Iván Argote dentro le scuole e nella vita della comunità. Centosessantaquattro bambini hanno esplorato la storia dell’arte pubblica, riscoperto la Rotonda e immaginato possibili trasformazioni dello spazio, mentre in autunno «Invasioni poetiche» coinvolgerà anche gli studenti più grandi in un percorso tra gioco, poesia, politica e partecipazione

La collezione del Museo dell’Ottocento – Fondazione Di Persio-Pallotta riunisce oltre un secolo di pittura italiana e francese, tra paesaggio, realismo e nuove forme di osservazione della realtà

Da Capitale italiana della Cultura 2026, L’Aquila allarga il racconto ai 56 comuni del territorio: patrimonio, arte contemporanea e partecipazione costruiscono una geografia comune tra memoria, ricostruzione e futuro

Il furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe entra in una storia lunga più di un secolo, fatta di clamorose falle nella sicurezza, criminalità organizzata, commissioni clandestine e recuperi altrettanto spettacolari. Dalla Gioconda sottratta al Louvre nel 1911 alla Natività di Caravaggio mai ritrovata, dal colpo all’Isabella Stewart Gardner Museum fino a Castelvecchio, alla Magnani Rocca e al Louvre del 2025: una geografia del patrimonio scomparso che racconta anche l’evoluzione della tutela dei musei.

Dopo un complesso intervento promosso da Friends of Florence, la Pala di San Domenico di Beato Angelico torna a rivelare la qualità originaria della pittura e una nuova stabilità strutturale. Il progetto introduce un innovativo sistema di supporto destinato a diventare un modello per il restauro delle grandi tavole lignee del Rinascimento.

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