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Fondata in età etrusca su uno sperone di tufo e argilla progressivamente consumato da frane ed erosione, Civita di Bagnoregio è passata dall'abbandono alla consacrazione turistica internazionale. Oggi il problema è cambiato: conservare un insediamento fragile mentre la sua immagine attira flussi enormemente superiori alla comunità residente. Tra candidatura Unesco, monitoraggio scientifico, consolidamenti e gestione degli accessi, la «città che muore» è diventata un caso esemplare delle contraddizioni contemporanee del patrimonio.

Su uno sperone roccioso di Capri, Curzio Malaparte costruì alla fine degli anni Trenta una delle case più enigmatiche del Novecento. Tra Adalberto Libera, il capomastro Adolfo Amitrano e lo stesso scrittore, la paternità dell’edificio resta complessa. Poi arrivò Jean-Luc Godard: con Il disprezzo la grande scalinata sul Mediterraneo entrò nella storia del cinema e trasformò una dimora privata in un’immagine universale. Siamo stati a Casa Malaparte.

Con una nuova ala e un concetto museale rinnovato, il Design Museum Gent diventa spazio sociale e inclusivo per ripensare il futuro

Sono datate al VII-VIII secolo d.C. Le autorità locali prevedono di presentare i reperti al pubblico entro circa un mese, una volta completate le prime analisi e adottate le necessarie misure di conservazione

Il monumento è stato recuperato grazie al contributo di Fai-Fondo Ambiente Italiano e di Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma «I Luoghi del Cuore». L’intervento si è concentrato soprattutto sull’avancorpo centrale settecentesco

In un volume edito dal Touring Club Italiano Luigi Malnati suggerisce delle passeggiate archeologiche per riscoprirla

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I nasturzi sono scomparsi, mentre le foglie si seccano, i fiori appassiscono e le piante possono chiudere gli stomi, interrompendo così la fioritura. Ma le ninfee prosperano; e si valuta l’introduzione di specie più resistenti alle alte temperature  

L’Italia ha evidenziato per prima che per un buon restauro è fondamentale conoscere la storia conservativa del bene, ma non si è dotata di un archivio pubblico. L’Associazione Giovanni Secco Suardo sopperisce da trent’anni, con 4mila euro al mese

Tra il 1929 e il 1935 l’ingegnere Angelo Invernizzi costruì sulle colline veronesi una delle abitazioni più radicali del Novecento italiano: una villa di circa 1.500 tonnellate capace di ruotare su rotaie per orientarsi rispetto al sole, al vento e alle stagioni. Razionalismo, Futurismo, elioterapia e ingegneria si incontrano in una macchina domestica oggi immobile, ma ancora capace di interrogare il rapporto tra architettura, tecnologia e tempo.

Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei lavori per la sostituzione della rete del gas. I reperti ora verranno protetti e ricoperti sotto la supervisione della Soprintendenza

A rendere particolarmente prezioso il volume, per oltre tre secoli di proprietà della stessa famiglia e ora in mostra nel museo neerlandese, è l’eccezionale stato di conservazione dovuto alla rarissima esposizione alla luce dei 30 fogli, opera di Rombout Uylenburgh (e bottega)

Il parco campano ha programmato un calendario di aperture straordinarie dal 28 agosto al 10 ottobre tra Pompei, Oplontis, Boscoreale e Stabia per spettacoli, rievocazioni e attività culturali

Dalla stagione delle mostre Rosc alla scena contemporanea, Clíodhna Shaffrey racconta istituzioni, artisti, archivi e trasformazioni di una città che ha costruito la propria identità culturale tra memoria locale e apertura internazionale
 

Due carriere diverse per le neodirettrici: una con un percorso tutto interno al museo francese, tra ricerca, conservazione e divulgazione; l’altra con un iter professionale internazionale, tra musei e mercato dell’arte

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