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OPINIONI & RUBRICHE
OPINIONI
Affidato alla bravissima Fabrizia Sacchi, il testo di Antonio Tarantino messo in scena dal regista premio Oscar e da Stella Savino è un racconto di bassifondi e reietti. Il lamento della madre, una donna di vita, è un flusso inarrestabile di parole, feroce e lirico al tempo stesso
Un progetto ideato dalla Fondazione Carlo Molo di Torino con il supporto di ANCoS Roma e Provincia e il contributo della Compagnia di San Paolo mette il museo al centro di un’esperienza di formazione per gli operatori e di benessere, relazione e inclusione per le persone affette da Alzheimer e per i loro caregiver
Il grande schermo ha sempre cercato di raccontare chi si cela dietro «il mago del Cremlino», mentre gli artisti, sin dagli anni Novanta, provano a reagire a tutto ciò che ha creato. Ma non è mai stato un personaggio. È il contesto. Ed è questo, forse, il suo potere narrativo più inquietante
Nell’allestimento di Shirin Neshat dell’opera di Gluck in scena al Teatro Regio di Parma, il cantore e la ninfa sono un uomo e una donna contemporanei che vivono l’amore, il dolore e l’incomunicabilità
Presentata 10 anni fa, nel 2016, l’installazione di Sun Yuan e Peng Yu è diventata negli anni una delle immagini più potenti per leggere le trasformazioni del presente. Un’opera che intreccia tecnologia, lavoro, sorveglianza e impotenza sistemica, anticipando molte delle tensioni che oggi attraversano società, istituzioni e sistemi di potere.
Nella scultura della Chiesa di Saint Martin a Jouy-en-Josas, attribuita al maestro da Maichol Clemente, secondo Maria Grazia Bernardini non emergono le caratteristiche del linguaggio artistico berniniano
La lettera di due visitatori della Galleria Sabauda di Torino, che nel fine settimana hanno dovuto rinunciare alla visita del nuovo allestimento, chiuso per mancanza di personale
«L’Agente segreto» di Kleber Mendonça Filho riporta la dittatura militare brasiliana nel presente, tra carnevale, repressione e propaganda. E se oggi è il cinema a rielaborare quella stagione feroce, negli anni Sessanta e Settanta erano stati gli artisti visivi e i musicisti a fare da anticorpi per resistere alla lunga notte della repressione