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OPINIONI & RUBRICHE
OPINIONI
Nella piccola sala Olympia 3 del Marché du Film appare un oggetto filmico destinato a cambiare l’immaginario audiovisivo contemporaneo. Cinque registi kazaki guidati da Aitore Zholdaskali realizzano il fantasy di 95 minuti completamente generato con la piattaforma Higgsfield. Ma la vera domanda non riguarda la tecnologia: siamo ancora dentro il l’universo cinematografico oppure ci troviamo davanti a una nuova forma di immagine sintetica?
Un simposio ospitato da Magazzino Italian Art di New York ha ripercorso l’eredità boettiana attraverso le voci di artisti intervistati da Massimiliano Gioni
La mostra inaugurale delle nuove gallerie del Met ci ricorda che sotto ogni ideale estetico esiste sempre un corpo reale che invecchia, suda, si ammala, desidera, cambia forma e infine sparisce. Il resto forse serve soltanto a distrarci dal fatto che ogni abito è sempre stato un modo elegantissimo di negoziare la nostra paura del corpo umano.
Arriva al cinema per tre giorni, dal 25 al 27 maggio, il film di Andrea Bettinetti per Nexo Studios dedicato al maestro italo-argentino. Materiali d’archivio spesso inediti, viaggi nei musei che conservano i suoi capolavori, testimonianze e riflessioni di studiosi e artisti amici ripercorrono esaustivamente le rivoluzioni compiute dal «padre» di tanta parte dell’arte contemporanea
A Cannes 79 il lato più inquieto di Richard Avedon in una lettura cinematografica firmata Ron Howard
Il documentario del regista americano propone la biografia del fotografo che ha usato il ritratto come strumento di smascheramento politico e psicologico
Ha il nome del Buonarroti la fredda architettura digitale di sensori progettata dal gruppo Leonardo a difesa del territorio nazionale ed europeo. Se l’Umanesimo rinascimentale metteva l’uomo e il suo libero arbitrio al centro dell’universo, questo «Dome» sposta il baricentro sul silicio
Nell’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino la vicenda del «governatore di Boston» (in origine il re di Svezia) dell’opera verdiana è coraggiosamente trasposta nell’America degli anni Sessanta, con sul podio Emmanuel Tjeknavorian e la regia di Valentina Carrasco
Secondo Laura Lombardi, specialista della pittura dell’Ottocento, il dipinto di Silvestro Lega indica anche altro: un ripiegamento dignitoso non certo idillico di quella borghesia tradita nei suoi ideali mazziniani dal corso della politica di Cavour e della monarchia sabauda