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Nata a Veroli e da anni a New York, Bea Scaccia presenta da Gagosian «Groomed», la sua prima mostra con la galleria, curata da Francesco Bonami. Sette dipinti in cui parrucche, gioielli, tessuti e accessori femminili compongono figure senza volto, sospese tra natura morta e rappresentazione del corpo. In questa intervista l'artista racconta il rapporto con Bonami, la necessità di trasformare continuamente il proprio linguaggio, il ruolo di New York nella sua formazione e una relazione complessa con l'Italia. «Quando qualcosa funziona, viene voglia di proteggerlo e ripeterlo. Ma è pericolosissimo».

Il taglio del nastro del nuovo percorso permanente, che sarà costellato da oltre 100 lavori di grande rilievo, è previsto per il 21 marzo 2027. Parallelamente, la sorella veneziana, Punta della Dogana, omaggerà la figura di Tadao Ando

Ha vinto con «The Aftermath», uno scatto in bianco e nero che ritrae un’elefantessa trasportare il cadavere del figlio. «Questa fotografia dice tutto. A livello emotivo è un pugno nello stomaco, di una commozione straziante», ha commentato la presidente della giuria, Kathy Moran

L’artista ha voluto sviluppare un impianto narrativo basato sul mito di Ovidio. Il titolo della mostra «Exitus», usata in ambito clinico e medico per indicare la morte di un paziente, incarna il tempo sospeso di un prolungato istante, carico di tensione, nel quale gli eventi si susseguono rapidissimi e dissimili come i sentimenti che si generano, mentre la speranza lascia spazio alla rassegnazione

Dall'uso del collage indiLorna Simpson alla denuncia politica di Ousmane Sembène e Wang Bing: il curatore Dominique Païni illustra le corrispondenze formali e concettuali tra le pellicole in rassegna e le esposizioni di Palazzo Grassi e Punta della Dogana

Promossa dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, la rassegna coinvolge sette atenei distribuiti su tre continenti e si propone come laboratorio culturale e morale, dove l’arte diventa strumento di dialogo tra saperi, sensibilità e visioni del mondo

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Riunito per la prima volta dopo due secoli il trittico di Serina. Al suo fianco una ventina di opere che ricostruisce gli anni della formazione veneziana e del ritorno a Bergamo di un protagonista ancora poco noto del Rinascimento lombardo-veneto

Dagli anni Novanta, Viktor Horsting e Rolf Snoeren fanno dell’ironia e della provocazione gli strumenti per mettere in discussione le convenzioni e le contraddizioni della moda. Li abbiamo incontrati a Milano, in occasione di «Spectrum», la prima mostra italiana dedicata agli oltre trent’anni di ricerca del duo olandese, ospitata da 10 Corso Como

Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, a Ptolemaida, in Grecia, la seconda edizione della biennale riunisce 35 artisti internazionali per riflettere sull’eredità dell’industria mineraria e sulle conseguenze ambientali, sociali e culturali dell’attività estrattiva. Con «Breath in the Ashes», la manifestazione indaga le responsabilità umane nella crisi ecologica e le possibilità di trasformazione dei territori post-industriali, presentando anche un’opera video di Stefano Cagol

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