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MOSTRE
Dal 1° luglio al 10 settembre 2026 L.U.P.O. Lorenzelli Projects presenta «Summer Fling V», quinta edizione della collettiva dedicata alle ricerche della giovane arte contemporanea. Nella nuova sede di via Borsieri 29, la mostra riunisce tredici artisti emergenti che indagano, attraverso pittura, scultura e pratiche basate sull’immagine, temi come memoria, identità, desiderio, mito e costruzione dell’immaginario contemporaneo
Il museo newyorchese presenta un'installazione monumentale che esplora i temi del cambiamento climatico e della «decreazione», al cui centro domina un gigantesco orsetto di peluche
La nuova edizione di uno dei più prestigiosi festival di fotografia al mondo trasforma l’intera città in un museo a cielo aperto ricco di eventi, workshop, e mostre di artisti internazionali
Le quattro mostre, parte del ciclo espositivo «Risonanze» in corso dal 2025, «Si presentano come diverse articolazioni di un’unica riflessione che lega il disegno e i supporti bidimensionali alla dimensione della memoria»
A Palazzo Lanfranchi, prima della tappa in Marocco, esposte 83 opere, di cui 68 stampe vintage, appartenenti alla serie «Mediterraneo» della collezione «I Cotroneo, Roma»
Dalle grandi retrospettive dedicate ad Ana Mendieta, Julio Le Parc e Cao Fei alle nuove produzioni di Laure Prouvost, Tomás Saraceno e Carsten Höller, passando per Manifesta nella Ruhr, la stagione estiva conferma la centralità dei musei internazionali. Ecco venti mostre che raccontano le principali direzioni della ricerca artistica contemporanea, tra riletture storiche, ecologia, identità, tecnologia e nuove geografie culturali.
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Nel centenario della nascita, il MAXXI L'Aquila dedica a Fabio Mauri una grande mostra curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini. Attraverso opere, installazioni, performance e il progetto editoriale Io sono un ariano, l'esposizione ricostruisce i vent'anni trascorsi dall'artista all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, restituendo tutta l'attualità di una ricerca che ha indagato il rapporto tra immagine, ideologia, memoria e responsabilità dello spettatore.
Dal centro del mondo New York alle grandi retrospettive di Londra e Parigi, passando per mostre che riscrivono la storia dell'arte moderna e contemporanea, una selezione di venti appuntamenti che raccontano le principali direzioni della scena internazionale
Per celebrare il trentesimo anniversario della Maison Européenne de la Photographie, Parigi dedica una grande retrospettiva a Irving Penn, figura decisiva nella storia della fotografia del Novecento. Oltre duecento immagini ripercorrono sessant'anni di collaborazione con Vogue, raccontando il modo in cui Penn ha trasformato la fotografia di moda in un linguaggio autonomo, capace di coniugare ricerca artistica, rigore formale e cultura visiva.
Alla decima edizione Straperetana inaugura una nuova fase della propria storia. La manifestazione, che dal 2017 porta l'arte contemporanea tra le vie del borgo abruzzese di Pereto, avvia la costruzione di una collezione permanente di opere pubbliche. Ad aprire questo nuovo capitolo sono Elisa Montessori e Flavio Favelli, protagonisti di due interventi site specific e di una doppia mostra personale a Palazzo Maccafani.
Alla personale dell’artista di origine iraniana il Kunstmuseum affianca anche le installazioni di Li Tavor e i lavori di Monir Shahroudy Farmanfarmaian e Mastaneh Kamyab
Al Musée Granet di Aix-en-Provence circa 250 immagini selezionate tra quasi mille negativi riscoperti negli archivi personali del musicista raccontano i tre mesi durante i quali i Fab Four da giovani popstar britanniche diventarono star mondiali
Dal 10 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 il CAMeC della Spezia dedica una grande mostra a Francesco Clemente, concentrandosi sugli anni compresi tra il 1975 e il 1985. Curata da Francesco Guzzetti, l'esposizione inaugura il progetto triennale «Oltreconfine. Arte italiana 1968-1989», ideato da Arturo Galansino, che intende rileggere una delle stagioni più influenti dell'arte italiana del secondo Novecento.
Dopo 35 anni di assenza dall'Italia, «Danse du Pan-Pan à Monico» di Gino Severini, in prestito dal Centre Pompidou, arriva a Cortona per la mostra «Gino Severini. Modernità come dialogo». La grande tela, replica realizzata dall'artista tra il 1959 e il 1960 dell'originale perduto del 1911, torna così nella città natale del pittore, offrendo l'occasione di riscoprire uno dei capolavori del Futurismo




















