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ECONOMIA
La doppia vendita è chiamata ad alimentare un mercato in asta che per il pittore, nel 2026, è al momento lontano dai vertici degli anni precedenti
Una carriera segnata dalla trasformazione del mercato dell’arte, dalla crescita internazionale del collezionismo e da una costante attenzione alle istituzioni culturali. Ora si apre un nuovo capitolo tra ricerca e musei
Dopo oltre cinquant'anni nella stessa collezione privata, una delle rare teste in pietra di Amedeo Modigliani arriva per la prima volta all'asta. Phillips offrirà Tête (1911-12) nella vendita serale di arte moderna e contemporanea del 18 novembre a New York, con una stima di 28-35 milioni di dollari. Alta quasi 76 centimetri, è tra gli esemplari di maggiori dimensioni ancora in mani private di una produzione scultorea che conta circa 28 opere, oggi in larga parte conservate nei musei. Un lotto strategico per la casa d'aste, che punta a consolidare la crescita registrata nella prima metà del 2026.
Tra grandi inaugurazioni, fiere internazionali, aste milionarie e una scena artistica diffusa, la Frieze Week restituisce l'immagine di una capitale tutt'altro che in declino. La Brexit ha complicato il lavoro di gallerie e professionisti, ma non ha cancellato le infrastrutture culturali e commerciali della città. E i dati dell'ultimo rapporto Art Basel & UBS raccontano una realtà diversa dalle previsioni più catastrofiche: il Regno Unito rimane il secondo mercato dell'arte al mondo, con 10,5 miliardi di dollari di vendite.
Sesta edizione per la fiera del moderno e contemporaneo della Capitale, che conferma la sua vicinanza al mondo istituzionale come partner del mercato dell’arte; il paese ospite è la Germania, la regione, invece, la Lombardia
Dalla biblioteca di Marco Minghetti a un trattato inedito del Cinquecento, l’asta di Wannenes mette all’incanto 167 lotti tra arte, manoscritti e grandi personaggi
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Stimato tra 10 e 15 milioni di franchi, l’anello è rimasto per oltre settant’anni nella una collezione privata di una famiglia aristocratica europea
Dalla scelta delle opere alla loro gestione nel tempo, tra indipendenza, competenze specialistiche e trasformazioni del mercato: l’evoluzione di un modello italiano
Dal 14 al 18 ottobre Londra torna al centro del sistema internazionale dell'arte con Frieze London e Frieze Masters. Ma il programma si estende ben oltre Regent's Park: William Kentridge presenta un nuovo film alla Goodman Gallery, Georg Baselitz torna sui suoi «Eroi» da Thaddaeus Ropac, il Barbican dedica una grande mostra a Robert Ryman e Tate Modern inaugura la commissione di Tarek Atoui. Tra Renoir alla National Gallery, Issy Wood alla National Portrait Gallery, fiere indipendenti e nuove ricerche nelle gallerie, ecco i 20 appuntamenti da non perdere durante la settimana più intensa dell'arte londinese.
Dalle oltre 170 gallerie di Frieze London alle più di 140 di Frieze Masters, la settimana dell'arte londinese si estende ben oltre Regent's Park. Tra Mayfair, il West End e l'East London, un itinerario alla scoperta delle mostre di Sofía Bassi, Hernan Bas, Rosalind Nashashibi, Lucie Rie e Hans Coper, Issy Wood e Cecilia Vicuña, fino alle sperimentazioni di Katherine Hubbard e Autumn Knight. Una guida per quartieri alla Frieze Week 2026, tra grandi istituzioni, gallerie commerciali e nuove prospettive sulla storia dell'arte.
Mentre Parigi prova a consolidare il proprio ruolo di capitale europea delle aste, Christie’s rilancia da Londra con una delle operazioni più ambiziose della stagione. Durante la Frieze Week saranno offerte quasi 200 opere della collezione di Peter Simon, fondatore del marchio di moda Monsoon, in tre vendite dedicate. Due Francis Bacon, un Mondrian del 1935, un Miró del 1925, de Kooning, Picasso, Boetti e Warhol guidano un insieme che attraversa un secolo di arte moderna e contemporanea. È la collezione di un unico proprietario di maggior valore mai presentata dalla casa d'aste a Londra in una singola Marquee Week. E soprattutto è il segnale che la capitale britannica non intende rinunciare alla competizione per i grandi patrimoni artistici internazionali.
La galleria francese sceglie l'edificio della Bangkok Kunsthalle a Chinatown per il suo primo spazio espositivo in Asia
All’incanto del 15 e 17 ottobre, la maison schiera capolavori storicizzati, maestri del modernismo britannico e giovani promesse ultra-contemporary
La ventunesima edizione, diretta da Laura Lamonea, registra un importante incremento di presenze e collezionisti. Tra grandi maestri storicizzati, presenze internazionali e premi alle giovani gallerie, la rassegna veronese si conferma un punto di riferimento per l'arte contemporanea

















