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ECONOMIA
La seconda personale dell'artista alla galleria P420 si concentra sugli aspetti tecnici e poetici del suo lavoro, incentrato sul recupero di materiali di scarto e la stratificazione dei ricordi d'infanzia
Dopo gli anni del boom post-pandemico, le due fiere raccontano un mercato più selettivo, mentre la scena artistica coreana consolida il proprio peso internazionale
Premiato il periodo più recente dell’arte moderna europea, di più immediata comprensione, protagonisti di appassionate sfide; penalizzata (fortunatamente non sempre) la nicchia antica, dove c’è da capire, scoprire, analizzare. Il disegno antico necessita di maggiore conoscenza, deve essere sostenuto da ricerche e provenienze solide
Prima il meme, poi l’opera. L’arte contemporanea nell’economia dell’attenzione. Il caso Vedovamazzei
Il trofeo FRAGILE, realizzato da Vedovamazzei per il Gran Premio d’Italia di Formula 1, è diventato in poche ore un fenomeno social: ironie, critiche, imitazioni domestiche, video e meme hanno trasformato una commissione d’arte contemporanea in un oggetto di conversazione ben oltre il sistema dell’arte. È un successo o una sconfitta? Il caso di Monza pone una questione più ampia: nell’economia dell’attenzione conta ancora comprendere un’opera o è sufficiente che riesca a interrompere il flusso, provocare una reazione e diventare virale? E quanto i social media stanno modificando non soltanto la comunicazione dell’arte, ma l’arte stessa? Il trofeo, comunque, certamente ha assolto al suo volere. Ha vinto. Un plauso a Vedovamazzei e una analisi su come una coppa di coppe in equilibrio sospeso possa essere una parabola dell’arte contemporanea nel 2026.
Dai primi esperimenti performativi nella New York degli anni Sessanta alle storiche collezioni d’autore con il lusso globale: storia dell’artista giapponese, considerata la pioniera di questo sistema di collaborazioni con l’arte
La Galleria Nazionale dell’Umbria ha acquistato il dipinto che apparteneva alla «Pala dei Cacciatori», realizzata per la pieve di Santa Maria Maddalena a Castiglion del Lago, e di cui si erano perse le tracce dal Settecento
Articoli precedenti
Dal 30% per i lotti minori fino agli scaglioni sui grandi capolavori, le major riorganizzano le percentuali sul prezzo a martello
È Edoardo Baracco, classe 1993 e trisnipote del fondatore Enrico Frascione, a intraprendere una nuova specializzazione per la galleria, ma non solo: dopo la partecipazione al Salon du Dessin, i prossimi obiettivi sono la Biennale dell’Antiquariato di Firenze 2026, Art Miami e una sede a Parigi
A Vienna, da Dorotheum, spiccano diciotto gioielli della collezione Panthère, pietre rare e borse iconiche in un incanto stimato fino a due milioni di euro
«Se le gallerie mostrano ciò che pensano che i collezionisti compreranno, e le istituzioni ciò che pensano che pubblico e gallerie approveranno, si crea un circuito autoreferenziale»
Arredi inglesi, ritratti del Novecento e argenti raccolti nell'arco di oltre cinquant'anni dal designer e curatore, ora venduti da Il Ponte Casa d'Aste
«Più sedi, più artisti e più fiere non hanno prodotto un sistema più solido. Bisogna redistribuire costi e rischi e tornare a scegliere cosa essere davvero»
La sede della galleria, un tempo legata al nome di Alberto Peola, si sposta a Palazzo Scaglia di Verrua, nel cuore di Torino. Per celebrare questo momento di passaggio, una mostra che vuole essere una festa alla quale prenderanno parte sia le collaborazioni storiche sia le più recenti
62 lotti stimati complessivamente 30-43 milioni di euro, che Christie’s batterà all'asta il 22 e 23 ottobre durante la settimana dell’arte di Parigi

















