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ECONOMIA
L'acquirente si è impegnato a preservare la fruizione pubblica dell'opera, valutando un prestito temporaneo a una sede museale o a un'istituzione culturale
La critica, curatrice e docente di arte contemporanea prende le redini della fiera milanese per il triennio 2027-2029
«Mi auguro che l’attuale situazione geopolitica non aggravi ulteriormente la fragilità di un sistema dell’arte già poco sostenibile, che le istituzioni diventino più solide e indipendenti, che le fiere prestino maggiore attenzione alla fascia media delle gallerie e che si rafforzi la comprensione reciproca tra artisti e gallerie, nel rispetto dei rispettivi ruoli»
Dopo Nara Roesler e Hauser & Wirth, una nuova chiusura intensifica la fase di cambiamento, ma non ridimensionamento, di un quartiere storico per l'arte cittadina
«Dovremo imparare a fare meno, ma meglio, privilegiando progetti più solidi, relazioni più durature e un tempo di fruizione più autentico. L’arte ha bisogno di tempo, e forse è proprio questo il valore che tornerà al centro»
La fiera newyorkese tornerà al Javits Center dal 24 al 27 settembre 2026, ospitando circa 230 gallerie da oltre 30 Paesi
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Dal 29 agosto al 13 settembre il Centro Convegni Sant’Agostino ospita la 64ª edizione della mostra mercato d'antiquariato con oltre venti espositori e diversi pezzi rari
I risultati del primo semestre 2026 certificano la ripresa del mercato delle aste, ma raccontano soprattutto una trasformazione strutturale del modello di business di Christie's, Sotheby's e Phillips. Orologi, design, gioielli, memorabilia, servizi finanziari, lending e vendite private non rappresentano più attività complementari. Sono diventati componenti permanenti di un ecosistema economico nel quale il lusso non è più un settore parallelo all'arte, ma una delle principali leve di crescita. Le grandi case d'asta non stanno semplicemente diversificando il proprio business, stanno ridefinendo il significato stesso di collezionismo.
I risultati del primo semestre 2026 raccontano una storia diversa da quella suggerita dai record di vendita. Christie's, Sotheby's, Phillips e Heritage non stanno semplicemente attraversando una fase di ripresa: stanno ridefinendo il proprio modello di business. Prestiti garantiti da opere d'arte, vendite private, advisory, real estate, servizi finanziari, orologi, gioielli e collectibles stanno progressivamente trasformando le grandi case d'asta in piattaforme integrate per la gestione del patrimonio culturale. L'asta resta il simbolo della loro identità, ma non ne rappresenta più il cuore economico.
Autolinee Toscane, Eni, operatori dell’ospitalità e istituzioni affiancano il festival con un modello che lega la produzione culturale alla valorizzazione del territorio
Le recenti dichiarazioni di Marc Glimcher sulla crisi del modello delle mega gallerie hanno alimentato un dibattito che forse parte da un presupposto sbagliato. Gagosian, Hauser & Wirth, David Zwirner e Pace non sono più semplici intermediari del mercato dell'arte. Nel corso degli ultimi vent'anni hanno costruito marchi globali fondati su reputazione, fiducia, esperienza e capitale simbolico, secondo logiche sempre più vicine alle grandi maison del lusso. Cambiare questa prospettiva significa ripensare anche il modo in cui leggiamo il mercato dell'arte contemporanea.
Un nuovo record mondiale consacra Heritage Auctions come punto di riferimento assoluto nel mercato dei memorabilia di Star Wars
«Come la crescita ad oltranza non è sostenibile per le gallerie, non lo è nemmeno per le fiere. Bisogna cambiare l’idea della crescita spinta ai massimi livelli per un ritorno a un sistema sostenibile basato sulla ricerca della qualità e della professionalità»
La fiera presenterà una scena internazionale sempre in trasformazione tra presenze storiche, nuove energie e geografie artistiche emergenti

















