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ECONOMIA
I dipinti vantano una stima complessiva di 17-24 milioni di sterline e raccontano, ciascuno a suo modo, una tappa decisiva nell’evoluzione del linguaggio moderno
La Galerie e lo Studio costruiscono un racconto unitario con mobili e architettura d’interni che si intrecciano in un’unica visione, fedele all’idea di Andrée Putman
Nelle tre sedi di Milano, Cortina e Livigno la casa degli atleti è aperta con mostre con celebri artisti internazionali e collaborazioni con eccellenze del Made In Italy, da chef stellati a icone del design a Enel e FS, per raccontare il Paese al mondo
Si è conclusa la fiera di Nuova Delhi con un grande afflusso di collezionisti e presenze dai musei di tutto il mondo. Le vendite più repentine si sono registrate nella fascia tra i 10mila e i 30mila dollari
La fiera è il laboratorio del printmaking americano contemporaneo
Articoli precedenti
Oltre 5 secoli di storia all’incanto nella vendita organizzata da Il Ponte il 25 e 26 febbraio
La cola war è anche una competizione estetica che si gioca su simboli, mascotte collectibles e oggetti iconici trasformati in immagini culturali, capaci di attraversare pubblicità, musei e mercato dell’arte
La mega-fiera ha scelto il tempo lungo e l’investimento relazionale come strumenti principali, aprendo una riflessione sulla trasformazione delle fiere in dispositivi culturali ibridi, a metà tra mercato e biennale
Numeri, pubblico e mercato confermano l’avvio del nuovo corso sotto la direzione artistica di Davide Ferri
Le occasioni di vedere un'opera dell'artista sul mercato si contano sulle dita di una mano; quella di incontrarne una di questo calibro è quasi irripetibile
Goldschmied & Chiari trasformano l’hotel in dispositivo visivo e culturale, dove immagine, architettura e flusso urbano ridefiniscono il rapporto tra arte, tempo, spazio e vita quotidiana
Lo stato di fiera permanente e la folle saturazione del calendario globale dell’arte. C’era una promessa, neppure troppo lontana nel tempo. All’indomani della pandemia, il sistema dell’arte sembrava aver finalmente interiorizzato una lezione: meno fiere, più qualità; meno sovrapposizioni, più razionalità; meno corsa, più senso. Si parlava di sostenibilità, fosse economica, ambientale, umana, e di un necessario ridimensionamento di un modello che, già prima del Covid, mostrava evidenti segni di affaticamento. Oggi, quella promessa appare disattesa. Anzi, capovolta.
Per la sua prima edizione italiana, Paris Internationale sceglie Milano e un luogo in piena trasformazione: il cantiere di Filzi 25, all’interno di Palazzo Galbani, storico edificio del secondo Novecento milanese attualmente oggetto di un importante progetto di restauro e rifunzionalizzazione guidato dallo studio Park, con il sostegno del proprietario Domo Media.

















