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Il ritorno dei capolavori: provenienze museali e prezzi record a New York. Le aste primaverili concentrano alcuni dei lotti più rilevanti degli ultimi anni, con stime fino a 100 milioni di dollari. Rothko, Pollock, Brâncuși, Twombly e Lichtenstein delineano una mappa precisa del mercato: qualità museale, provenienze forti e scarsità guidano la fascia alta. 

Mentre la mostra prende forma tra Arsenale e Giardini, la Biennale è travolta da una crisi politica e istituzionale senza precedenti recenti. Dimissioni della giuria, tensioni su Russia e Israele, interventi governativi e nuove modalità di premiazione spostano l’attenzione fuori dalle opere. Gli appunti di Leonardo Merlini dal bel mezzo della Laguna

L’aria è caldissima in Laguna. Martedì il via alle danze per gli operatori di settore. Da lunedì i professionisti sciameranno tra calli e campielli. Questa 61ª Biennale di Venezia si preannuncia come la più attesa e parlata di sempre: caos a tutti i livelli, tensioni geopolitiche, dimissioni della giuria e revisione del sistema dei premi convivono con nuove partecipazioni nazionali e l’ingresso di nuovi attori globali. 

Due mostre alla San Marco Art Centre mettono in dialogo il gioco concettuale di Alighiero Boetti e la filosofia della percezione di Lee Ufan tra dualità, spazio e risonanza delle cose

A maggio Parigi conferma il proprio ruolo centrale nel sistema espositivo europeo con un calendario costruito su grandi retrospettive e riletture storiche. Dalle istituzioni pubbliche alle fondazioni private, il programma mette in campo nomi canonici e figure da riconsiderare, tra fotografia, modernismo e surrealismo. Una stagione che riflette l’equilibrio tra ricerca curatoriale e attrattività internazionale.

Una mostra collettiva curata da Bana Kattan esplora il paesaggio sonoro emiratino tra tradizione orale, migrazione e trasformazioni contemporanee

Negli ambienti di Villa Pisani Bonetti sono installate le opere dei due artisti tedeschi, che condividono un percorso di vita e di ricerca comune

Lo scultore che è stato capace di rivoluzionare lo spazio teatrale arriva a Treviso con una mostra dedicata all'Utopia di un mondo futuro. Una dedica a un mondo migliore, ma non irraggiungibile

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Dal 4 al 31 maggio 2026 Palazzo Molin Querini diventa una piattaforma aperta alla scena contemporanea veneziana. Il progetto, curato da Caroline Corbetta, mette al centro l’abitare come pratica culturale e prova a correggere uno squilibrio strutturale: l’assenza di visibilità per chi lavora in città tutto l’anno, soprattutto durante la Biennale. Oltre cinquanta artisti e operatori attivano una casa-laboratorio tra produzione, ricerca e relazione.

Nel complesso dell'Ospedaletto è pronta ad aprire i battenti una mostra con un'atmosfera opprimente, pronta ad ammagliare i suoi visitatori con otto videoinstallazioni che concludono un progetto partito nel 2022

Mantenendo fede alla sua vocazione multidisciplinare, il museo di Frank Gehry punta su Gerhard Richter, Camille Henrot, Verena Paravel, Zaha Hadid e Julianknxx 

Possiamo isolare questi 200 anni di scatti e sperimentazioni e osservarli come fossero rinchiusi dentro a una stanza in continua espansione?

Nel ruolo da luglio 2019, conclude a giugno il suo incarico settennale. «Il vero problema? L’impossibilità di costruire un organigramma realmente funzionale basato sull’analisi delle competenze necessarie»

La New York Historical Society celebra i 400 anni dalla fondazione della futura New York e i 250 dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti

Georg Baselitz scompare dopo aver chiuso idealmente il proprio percorso con il ciclo degli Eroi alla Fondazione Cini. Figura centrale della pittura europea del secondo Novecento, ha costruito una traiettoria coerente, segnata da continui spostamenti e da una tensione costante verso l’inedito. Il ricordo di Giovanni Frangi intreccia esperienza personale e consapevolezza storica, restituendo il profilo di un artista che ha fatto della pittura un terreno di verifica.

Una scultura non autorizzata è apparsa a Waterloo Place, nel centro di Londra, e successivamente rivendicata da Banksy. L’opera raffigura un uomo accecato da una bandiera e si inserisce nel contesto monumentale e istituzionale della zona. Il gesto riattiva il confronto tra arte pubblica, spazio urbano e controllo.

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