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NOTIZIE POLITICHE E PROFESSIONALI
Terminate le riprese, interrotte a causa del tragico incidente nel cantiere di restauro dell’Anfiteatro, lo speciale su Giulio Cesare verrà trasmesso domenica 18 ottobre e sarà dedicato all’operaio che ha perso la vita sul lavoro
In collaborazione con Nomos Edizioni, il museo inaugura una serie di pubblicazioni bilingui per approfondire l'arte italiana dal dopoguerra a oggi
A dieci anni dal lancio del concorso, l’iniziativa punterà sul ruolo della cultura come fattore di benessere e inclusione sociale. La premiazione avverrà nel corso di un evento pubblico organizzato dai promotori
Dalla scoperta della tomba di san Pietro alla vita di Tullio Pericoli, alcuni documentari (molti dei quali in proiezione al MaXXI) sono incentrati su grandi pittori, archistar, archeologia e mercato dell’arte
«La storia dell'arte italiana di questi venticinque anni si è fatta comunque. Siamo noi che dobbiamo trovare il coraggio di riconoscerla». Nel contributo alla giornata di studi organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, Gian Maria Tosatti propone una riflessione sul ruolo della critica nella costruzione della storia dell'arte contemporanea italiana. Contro l'accumulo indiscriminato di nomi, mostre e carriere, l'artista invita a individuare le convergenze tra le ricerche più significative e a riconoscere, con la necessaria «crudeltà», le opere capaci di segnare davvero un'epoca. Una presa di posizione che chiama in causa musei, curatori, critica e mercato.
Una pietra incisa individuata da un abitante di Behbeit el-Hagar, nel delta del Nilo, ha portato alla scoperta dei resti di due colossali statue reali. Tra questi, una testa di granito alta 1,60 metri, attribuita a Ramses II grazie alle iscrizioni geroglifiche, che apparteneva a un monumento originariamente alto circa 8,5 metri. Il ritrovamento, annunciato dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, potrebbe contribuire a ricostruire una fase ancora poco conosciuta della storia del sito, celebre per il Tempio di Iside costruito molti secoli dopo il regno del faraone.
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Lo annuncia l’istituzione romana insieme a Proger, società indipendente di ingegneria. Secondo l’ad Marco Lombardi l’iniziativa oggi rappresenta «una domanda su come una residenza nobiliare del Seicento possa finalmente accogliere il pubblico del terzo millennio. I progetti che ne scaturiranno saranno un dono alla Galleria, al MiC e a Roma Capitale, che decideranno cosa farne»
Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano francese «Le Figaro» a quasi un anno dal furto che ha puntato i riflettori sulla prima istituzione del Paese e sui problemi strutturali, soprattutto legati alla sicurezza, già all’attenzione delle autorità e del Governo
Progettato nel 1863 da Francesco Arrio, ingegnere capo del Genio civile di Foggia, il faro nacque nell’ambito del programma di ammodernamento dei segnalamenti marittimi avviato dopo l’Unità d’Italia
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al suo omologo per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in seguito al Consiglio dei Ministri del 13 ottobre, annuncia l’avvio dell’iter sulla decisione, che riguarda i beni di interesse regionale e locale e non nazionale
Il 17 ottobre apre alle porte di Parigi Large – Cultures contemporaines, il nuovo centro d'arte di 5mila metri quadrati promosso dal gruppo immobiliare Emerige sull'Île Seguin, dove un tempo sorgevano le fabbriche Renault. A inaugurarlo sarà «Moteur Imaginaire», una mostra curata dall'italiana Cecilia Alemani, che mette in relazione la storica collezione d'arte Renault con opere contemporanee e diciassette nuove commissioni. Alla vigilia dell'apertura, Laurent Dumas, imprenditore, collezionista e presidente del Palais de Tokyo e dell'École des Beaux-Arts de Paris, racconta a «Il Giornale dell'Arte» la nascita del progetto, il ruolo del mecenatismo privato e la sua ambizione di sostenere gli artisti francesi, attrarre un pubblico più ampio e contribuire alla trasformazione culturale della Grande Parigi.
In occasione della Frieze Week, Sprovieri presenta a Londra quattordici opere realizzate tra il 1960 e il 1967, in collaborazione con Gió Marconi di Milano. Dai monocromi ai paesaggi anemici, dalle immagini pubblicitarie alle rivisitazioni del Futurismo, la mostra ripercorre il decennio decisivo di un artista che aveva intuito come fotografia, cinema e mezzi di comunicazione avrebbero trasformato il nostro modo di guardare la realtà. Con un testo critico di Marco Meneguzzo.
Alla sede londinese di Gagosian, fino al 12 dicembre, This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte mette in relazione alcuni dei più importanti dipinti del maestro belga con opere di oltre quaranta artisti contemporanei, tra cui Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Sarah Lucas, Robert Gober, Mona Hatoum e Issy Wood. Organizzata in collaborazione con la Fondation Magritte e curata da Jasper Sharp e Bernard Lagrange, la mostra attraversa un secolo di paradossi visivi, interrogando l'influenza del Surrealismo sulla cultura contemporanea. Ma pone anche una domanda: quanto dell'intelligenza sovversiva di Magritte sopravvive davvero nei suoi eredi?
Nella baia di Gnjilna, presso l'isola croata di Vis, gli archeologi subacquei hanno documentato un relitto del IV-III secolo a.C. con circa sei metri di struttura lignea conservata, anfore da trasporto e un raro insieme di ceramiche greche da mensa. Alcuni recipienti presentano iscrizioni che potrebbero indicare i nomi dei proprietari, forse membri dell'equipaggio. Le indagini, condotte tra il 2023 e il 2025 dall'Istituto croato per la conservazione, aprono nuove prospettive sul commercio e sulla vita a bordo delle navi nell'Adriatico ellenistico.

















