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NOTIZIE POLITICHE E PROFESSIONALI

Ancora un furto in un’istituzione culturale francese. Nella notte tra domenica e lunedì i ladri sono entrati nel Centro d’arte contemporanea d’Issoire, in Auvergne, e hanno portato via «L’Apocalypse», monumentale libro d’artista di 210 chilogrammi commissionato nel 1959 dall’editore Joseph Forêt. La sola copertina in bronzo, realizzata da Salvador Dalí, pesa 150 chili; all’interno opere di Georges Mathieu, Bernard Buffet, Leonor Fini, Foujita, Pierre-Yves Trémois e Ossip Zadkine e testi, tra gli altri, di Jean Cocteau, Emil Cioran, Jean Giono ed Ernst Jünger. Il valore dell’opera, un tempo presentata come «il libro più prezioso del mondo», sarebbe di diversi milioni di euro.

Un Raffaello a Vimercate. Dal 29 ottobre all’11 dicembre la «Dama col liocorno» lascia la Galleria Borghese di Roma per essere esposta gratuitamente al MUST-Museo del territorio: è la prima volta del dipinto in Lombardia. Dopo Caravaggio a Merate e Tiziano a Carate Brianza, «La Grande Arte in Brianza» porta sul territorio uno dei capolavori giovanili dell’Urbinate, appena rientrato dal Metropolitan Museum of Art di New York. Un dipinto dalla storia sorprendente, riconosciuto come opera di Raffaello soltanto nel Novecento grazie a Roberto Longhi e a un decisivo restauro.

L’olio su tavola si potrà visitare gratuitamente dal 29 ottobre all’11 dicembre nell’ambito dell’iniziativa «La Grande Arte in Brianza», il progetto culturale promosso da Fondazione Costruiamo il Futuro assieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Galleria Borghese, Comune di Vimercate ed Edison

Leone XIV ha ringraziato artisti e curatori dell’incontro «L’arte della possibilità: tessere insieme» promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ricevuti in udienza nel Palazzo Apostolico Vaticano

«Verso il Museo Alinari-Conversazioni» è il programma organizzato dalla Fondazione Alinari per la Fotografia nell’ambito di «Notizie dagli Archivi Alinari 2026». Dal 8 ottobre al 14 dicembre, Villa Fabbricotti ospiterà studiosi, curatori, fotografi e architetti provenienti da importanti istituzioni europee e italiane

Con il titolo «Terre che generano futuro», nella Villa Klopè, a Francavilla Angitola, il 15 e 16 ottobre il Gal Terre Vibonesi celebra il suo decennale forte di un’esperienza che dal 2018 ha visto finanziare 152 progetti per oltre 7 milioni di euro, impegnando il 100% delle risorse disponibili tra imprese, enti pubblici e cooperative

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Il cuore della seconda edizione di M.UR.A Festival è la partecipazione, che si traduce in opere nate da laboratori e percorsi condivisi con bambini, studenti, giovani, residenti e realtà sociali del territorio

Un lampo illumina per pochi istanti un bosco e poi scompare senza lasciare alcuna fotografia. È «Immagine di luce», il nuovo intervento site-specific di Jacopo Benassi per «Landandart – andar per arte», il progetto dell'associazione VIA che costruisce una rete di opere permanenti nel paesaggio tra Mondovì e Vicoforte. Dal 10 ottobre alla Fontana del Foo, l'artista spegne macchina fotografica, registrazione e archivio per tornare all'elemento originario della fotografia: la luce. All'inaugurazione anche la performance sonora «Light is life!» e un intervento del critico Antonio Grulli.

A Napoli dall’8 all’11 ottobre, la XXXI edizione di Artecinema mette a fuoco questioni sociali, politiche e culturali attraverso 31 film, tra anteprime mondiali, europee e italiane

Dai «Monocromi» iniziati nel 1958 ai «Gesti Tipici» con Rockefeller, Krusciov e Mao, fino alle ricerche stocastiche degli ultimi anni: dal 19 al 22 ottobre Bonhams Paris dedica a Sergio Lombardo la sua prima retrospettiva in Francia. Dieci opere, alcune mai esposte prima, ricostruiscono oltre sessant’anni di una ricerca che ha progressivamente spostato l’opera dall’immagine al comportamento, dalla pittura alla psicologia sperimentale. La mostra-vendita arriva inoltre in una fase di nuova attenzione del mercato internazionale: nel 2025 un «Gesto Tipico» ha raggiunto 406.400 dollari.

Che cosa accade quando l’eccentricità smette di essere considerata una condizione marginale e diventa il luogo nel quale può formarsi valore? Da questa domanda nasce «Eccentrica», la mostra che inaugura il 6 ottobre allo Studio Lombard DCA di Milano con Adriano Attus, Claudia Maina e Lorenza Morandotti. Tre ricerche differenti, accomunate dall’uso di geometrie e simboli per affrontare il rapporto tra individuo e collettività, isolamento e appartenenza. L’esposizione anticipa il numero 24 di «AES Arts+Economics», dedicato allo stesso tema.

Sembrava concluso a quota 4.886, poi il campo ha cominciato nuovamente a restituire argento. Il tesoro di Mørstad, nella Norvegia orientale, ha ormai raggiunto circa 5.200 monete ed è il più grande deposito monetale dell’epoca vichinga mai rinvenuto nel Paese. Sepolto probabilmente intorno al 1046-47, contiene emissioni norvegesi e straniere e apre nuove domande sulla circolazione di argento, uomini e potere nel Mare del Nord. Ma il mistero principale rimane: perché qualcuno accumulò qui migliaia di monete senza tornare a recuperarle?

Una statuetta in piombo raffigurante la Venere Pudica è stata scoperta nell’insediamento romano di Pilisszentiván-Hárs-erdő, nell’entroterra di Aquincum, a nord-ovest dell’odierna Budapest. È la prima testimonianza direttamente associabile alla sfera religiosa individuata nel sito, scavato da quattro anni dagli archeologi dell’Università Eötvös Loránd. Insieme a specchi, monete, spille, utensili e ceramiche, il piccolo reperto permette di ricostruire una dimensione sempre più privata della vita di una comunità rurale romana.

Al largo di Adrasan, sulla costa mediterranea della Turchia, gli archeologi stanno scavando una nave mercantile affondata tra la tarda età ellenistica e la prima età romana con migliaia di stoviglie a bordo. Sono state riconosciute 122 forme e dimensioni diverse e nel 2025 erano già stati recuperati 6.511 reperti ceramici integri. Il carico è collegato alla regione dell’antica Rhosus, celebre per una produzione che potrebbe essere quella dei «Rhosica vasa» ordinati da Cicerone nel I secolo a.C. Un’identificazione ancora discussa, ma che trasforma il relitto in una testimonianza eccezionale del commercio mediterraneo della ceramica.

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