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MERCATO

Il 27 marzo uscirà in libreria il volume Prezzi pazzi arte a pezzi. Il valore dell’arte contemporanea tra società e mercato, estetica e cultura dedicato all’evoluzione del mercato dell’arte contemporanea grazie a una lettura dei meccanismi che determinano il riconoscimento del valore delle opere

 

«La crescita e la trasformazione del mercato dell’arte in Medio Oriente nell’ultimo decennio sono state guidate in larga misura da investimenti istituzionali strutturati e da una visione strategica di lungo periodo», afferma la Researcher & Client Liaison, Chairman’s Office Emea di Christie’s a Dubai: vent’anni di presenza e un mercato che cambia scala

L'analisi di Andrea Rurale, Università Bocconi. Secondo l’Art Basel & UBS Art Market Report 2026 l’Italia continua a perdere peso nel mercato globale dell’arte, scendendo sotto l’1% delle transazioni mondiali mentre il sistema internazionale mostra segnali di ripresa. Il dato riflette una fragilità strutturale che riguarda non solo il mercato ma l’intero ecosistema culturale nazionale. Tra il dibattito sulla Biennale di Venezia e le politiche pubbliche ancora concentrate sul patrimonio storico, emerge il nodo centrale: l’Italia resta una potenza culturale del passato, ma fatica a costruire strumenti efficaci per sostenere la propria scena artistica contemporanea nel contesto globale.

La chiusura della piattaforma Nifty Gateway segna la fine di una fase della storia degli NFT. Dopo il boom speculativo degli anni della pandemia, l’arte su blockchain sta attraversando una fase di trasformazione: meno marketplace, più integrazione tra arte digitale, gallerie e sistemi di certificazione.

Auto da collezione, borse, gioielli, orologi e perfino immobili stanno assumendo un peso crescente nei bilanci delle grandi case d’asta. Per ora arte e antiquariato restano la principale fonte di ricavi. Ma la crescita del lusso è molto più rapida. Se questa tendenza continuerà, Christie's, Sotheby’s e Phillips potrebbero trasformarsi da mercati dell’arte in piattaforme globali del lifestyle di alta gamma.

Fino a poche settimane fa la penisola arabica sembrava il nuovo centro della geografia culturale globale: musei, fondazioni, fiere e nuovi distretti artistici si inauguravano con ritmo serrato tra Abu Dhabi, Dubai e Doha. L’escalation militare con l’Iran ha improvvisamente interrotto questa traiettoria. Musei chiusi, programmi sospesi e turismo fermo aprono ora una domanda più ampia: la grande ascesa culturale del Golfo era davvero solida o dipendeva da un fragile equilibrio geopolitico?

A fornire l’analisi è il Global Art Market Report 2025 di ArtPrice, che individua inoltre trasformazioni strutturali nel sistema, beneauguranti per il futuro

Il sistema si sta riassestando su un nuovo equilibrio, in cui pochi capolavori milionari continuano a esercitare un’influenza sproporzionata sull’andamento complessivo del settore

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Nel 2025 il mercato statunitense dell’arte cresce del 23% alle aste raggiungendo 3,17 miliardi di dollari, trainato dalle vendite record di opere impressioniste, moderniste e Post-War, dal boom delle single-owner collections che valgono oltre 1,18 miliardi, e dal sorprendente rendimento medio del 10,7% delle opere di artiste donne, mentre i collezionisti si concentrano su qualità, provenienza e capolavori rari

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