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L’antico porto fluviale di Aquileia

© N. Oleotto

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L’antico porto fluviale di Aquileia

© N. Oleotto

Tutti i cammini per Aquileia, via terra e via mare

In una guida due secoli di scavi, tradizioni e sapori della nona città più importante dell’impero romano, oggi tra i siti archeologici più noti nel mondo

Mariella Rossi

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Aquileia, Patrimonio Unesco dal 1998, 2.200 anni di storia, due secoli di scavi e la possibilità di essere riportata integralmente alla luce, continue nuove scoperte, restauri e allestimenti museali per un pubblico in costante crescita. Per raccontarla, alla fine del 2023 è stata pubblicata una guida d’autore firmata da Elena Commessatti (Udine, 1967). Un excursus in quello che fu uno dei porti più importanti dell’impero romano e che è oggi tra i siti archeologici più noti del mondo, con uno sguardo contemporaneo, leggero e puntuale. Intitolato semplicemente Aquileia. Una guida (Odos, 2023), il volume, che ha ricevuto il sostegno di Fondazione Aquileia e PromoTurismoFVG, è il frutto di una lunga ricerca della scrittrice, autrice, conduttrice e sceneggiatrice radiofonica Rai e autrice di celebri gialli, come la serie «Libri di Agata Est». 

Fondata nel 181 a.C. come avamposto militare, Aquileia fu una delle più grandi città romane, la quarta per importanza in Italia dopo Roma, Milano e Capua, la nona dell’impero, e fu il porto più settentrionale del Mediterraneo. Il suo complesso basilicale, che conserva il mosaico paleocristiano più esteso dell’Occidente, era legato alla presenza del potente vescovo di Aquileia, patriarca dal 1077 al 1420 a capo anche di un principato. Da vedere anche le cripte, gli affreschi, il battistero e la Südhalle. 

Il Museo archeologico nazionale conserva i reperti trovati: statue imperiali, mosaici, gemme, cammei, monete, ambra e vetri. Il Museo paleocristiano di Monastero custodisce invece straordinari reperti epigrafici e i resti di un complesso ecclesiale della fine del IV secolo. Le aree archeologiche sono tutte a ingresso gratuito e includono il porto fluviale, il foro romano, il decumano di Aratria Galla, il sepolcreto, l’area degli antichi mercati, le domus dirimpetto la basilica; la Domus e Palazzo episcopale e la Domus di Tito Macro di quasi 1500 metri quadrati prevedono invece un biglietto di ingresso. 

Nel libro Commessatti individua sei itinerari.

«La città romana» è una passeggiata che accompagna nella città medievale, nel sepolcreto, unico tratto di necropoli di età romana ancora visibile e al Museo archeologico nazionale. 

«All’interno della Basilica patriarcale» è l’itinerario che va da piazza Capitolo, recentemente rinnovata, alla Basilica patriarcale, con i suoi 760 metri quadrati di mosaico di inizio IV secolo, il più grande e meglio conservato dell’Occidente romano.

«All’origine della Basilica» conduce invece alla scoperta dei misteriosi mosaici, dal significato non ancora decifrato, che decorano il primo edificio di culto, sorto sui resti delle abitazioni romane, e del secondo complesso più grande della metà del IV secolo.

«Nei dintorni della Basilica» guarda invece agli ultimi scavi archeologici di recente musealizzazione: l’aula meridionale del battistero, gli antichi mercati, la Domus e Palazzo Episcopale e la Domus di Tito Macro. 

«Da via Poppone al porto» porta poi alla scoperta del foro, con il decumano di Aratria Gallia lungo la via Iulia Augusta, e la cosiddetta via Sacra, che costeggia le vestigia dell’antico porto. Scavi in corso stanno coinvolgendo il circo, il teatro, l’anfiteatro e le Grandi Terme.

«Dal porto fluviale al Museo Paleocristiano di Monastero», al di là della via Gemina, presenta il restyling di via Salvemini, fino a Monastero, con un museo inaugurato nel 1961 sulla prima cristianità.

Ma non sono questi gli unici itinerari che lambiscono Aquileia, parte di vari cammini che includono le antiche vie romane di collegamento con Nord ed Est Europa. Tra questi c’è la Romea Strata, che parte dal mar Baltico attraversa otto Stati e giunge a Roma. Il Cammino Celeste, dal 2006 riconosciuto itinerario di pellegrinaggio internazionale, si estende per 200 chilometri dall’isola di Barbana al monte Lussari, diramandosi anche in Austria e Slovenia. La ciclovia Alpe Adria, 413 chilometri, connette Salisburgo e Grado (Aquileia è nel tratto finale) e corre in parallelo all’antica via Giulia Augusta immersa tra storia e natura.

Fino a fine settembre è inoltre possibile muoversi, con bici al seguito, con il servizio di trasporto marittimo tra la laguna di Aquileia e Grado, attivo dal martedì alla domenica (atpgorizia.it), navigando tra i casoni dei pescatori e gli scenari naturali. La presenza del mare è legata al successo e all’origine mercantile di Aquileia, tanto da averne fatto il soggetto dei 240 metri quadrati del mosaico di Giona nella Basilica, con numerose categorie di pesci dell’Adriatico tra cui anguille, meduse, triglie, razze ocellate, bottoni di mare, polpi e delfini. 

Da segnalare infine anche le eccellenze enogastronomiche del territorio: l’antica tradizione enologica di Aquileia, zona Doc, con numerose cantine produttrici di Refosco, Traminer, Ribolla gialla, Pinot Grigio e Friulano. E infine le contaminazioni culinarie tra le specialità di terra goriziane/mitteleuropee e quelle del mare dell’Oriente e di Venezia.

Mariella Rossi, 12 giugno 2024 | © Riproduzione riservata

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