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Mostre

Bernardo Bellotto è nato in Toscana

Alla Fondazione Ragghianti una mostra documenta il decisivo soggiorno dell’artista nella regione

«Piazza San Martino con la Cattedrale» di Lucca (1740), di Bernardo Bellotto

Lucca. La Fondazione Ragghianti dedica una mostra a uno dei maggiori vedutisti del Settecento, Bernardo Bellotto (aperta dal 12 ottobre al 6 gennaio 2020). La scelta di Lucca non è casuale poiché fulcro della rassegna, curata da Bozena Anna Kowalczyk, è proprio il nucleo di vedute della città toscana, compreso il dipinto raffigurante «Piazza San Martino con la cattedrale» proveniente della York City Art Gallery (un quadro di straordinario successo, tanto che ne esistono alcune copie, pure esposte), presentato per la prima volta insieme ai cinque disegni di diversi luoghi intorno alla cattedrale e alla Chiesa di Santa Maria Forisportam, eccezionalmente concessi dalla British Library.

Un gruppo di opere che offre la preziosa occasione non solo di documentare quale fosse il volto di Lucca nel Settecento, ma soprattutto di poter scoprire, nell’allestimento progettato da Daniela Ferretti, un momento poco noto dell’attività dell’artista, che giunge appena diciottenne (era nato nel 1722) in Toscana, in una data di due anni precedente quella finora proposta (il 1742) come emerso da ricerche storiche e d’archivio, pubblicate inedite nel catalogo di Silvana Editoriale ed Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte, insieme ai risultati delle analisi più innovative riguardanti la tecnica e i procedimenti utilizzati dall’artista.

Figura chiave per la presenza di Bellotto in Toscana, tra Lucca e Firenze, è quella di Anton Maria Zanetti di Girolamo (1680-1767), uomo raffinato e coltissimo, vorace collezionista di disegni, stampe, dipinti, gemme e cammei, nonché incisore e antiquario, a contatto con il mondo artistico e culturale europeo. Principale consulente artistico del marchese Andrea Gerini, Zanetti sa riconoscere precocemente le doti del giovane Bellotto, del quale diviene promotore.

Sebbene Lucca e Firenze non figurino nella breve lista redatta da Pietro Guarienti delle città d’Italia visitate dal pittore, considerandole solo tappa sulla strada per Roma, è proprio in Toscana, prima a Firenze poi a Lucca, che Bellotto, distaccandosi a poco a poco dai modi di Canaletto, suo maestro (oltre che suo zio), matura la rigorosa struttura prospettica e quell’enfasi nell’avvicendarsi delle ombre e luci che diverrà un tratto peculiare del suo stile.

Quando giunge a Lucca nell’ottobre del 1740, Bellotto disegna la cattedrale da quattro punti di vista diversi, da tutti i lati e le angolazioni, con l’idea di una serie di dipinti a pendant. Un’impresa del tutto nuova nella storia del Vedutismo, che egli ripeterà nei decenni successivi (per la Fortezza di Königstein, e poi nel Castello di Wilanòw) e che mostra la passione nello studiare la relazione tra un monumento, lo spazio circostante e la luce.

La mostra, realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e grazie al supporto di Banco BPM come main partner, conferma la volontà dell’istituzione lucchese diretta da Paolo Bolpagni e presieduta da Alberto Fontana di proporre rassegne su temi di indubbio fascino ma che siano anche occasione di studio. Oltre alle vedute fiorentine dei primi anni Quaranta del Settecento come quella arrivata dallo Szépmüvészeti Múzeum di Budapest o al disegno con il «Capriccio architettonico con un monumento equestre» del 1764 dal Victoria & Albert Museum di Londra (testimonianza della visita di Bellotto a Livorno), sono stati scelti, a contestualizzare la figura di Bellotto nel Vedutismo contemporaneo, dipinti di Luca Carlevarijs e Giuseppe Zocchi.

È esposta anche la camera ottica in legno, vetro e specchio usata da Canaletto e concessa in prestito dal Museo Correr di Venezia, così come sono presentati numerosi documenti originali dell’epoca, provenienti dalla Biblioteca Statale di Lucca. Alla fine del percorso, lo sguardo sul dipinto di piazza San Martino di due giovani fotografi che parteciperanno al Photolux Festival di Lucca (16 novembre - 8 dicembre 2019): Jakob Ganslmeier (Monaco, 1990) e Jacopo Valentini (Modena, 1990), ospitati «in residenza» estiva alla Fondazione Ragghianti.

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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