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Aste

Monet da Sotheby’s, Boccioni da Christie’s, Rodin da Bonhams

Aste di impressionisti e moderni a novembre a New York

«Forme uniche della continuità nello spazio» di Umberto Boccioni

La nebbia, le cangianze atmosferiche sul Tamigi e il vapore di un treno sono elementi tipici della poetica impressionista di Claude Monet. Figurano anche in «Charing Cross Bridge» (1903), che sarà fra le tele protagoniste dell’asta di arte impressionista e moderna da Sotheby’s, a New York, il 12 novembre (stima 18-27 milioni di euro). L’opera fa parte di un gruppo di lavori della collezione riunita fra gli anni Settanta e Ottanta da Andrea Klepetar-Fallek, la cui vita avventurosa fu segnata dalla fuga da Vienna occupata dai nazisti e dall’esperienza in un campo di concentramento in Italia, insieme con il quarto marito Fred Fallek. La coppia si fece spesso consigliare dai principali galleristi del tempo, fra i quali Ernst Beyeler e Leo Castelli.

All’incanto, fra l’asta serale del 12 novembre e quella diurna del 13, andranno anche dipinti di Bonnard, Feininger, Nolde e Degas. Sempre da Sotheby’s negli stessi giorni sarà dispersa un’altra raccolta privata con 35 opere di prim’ordine dell’Impressionismo e delle avanguardie artistiche del Novecento mai passate in asta negli ultimi vent’anni. Si fa notare una tela del secondo dopoguerra di Marc Chagall, «Fleurs de St. Jean-Cap-Ferrat» (2,3-3,2 milioni), in cui ritorna una tavolozza dominata dal verde e dal rosso cremisi e si riaffermano motivi poi tipici dell’opera più matura, quali fiori, animali e innamorati. Ha una quotazione di 1,1-1,6 milioni la «Nature morte à la pipe sur fond orange» (1928) di Fernand Léger che, ispirandosi agli assemblage surrealisti, decontestualizza oggetti di uso comune per valorizzarne le qualità formali.

Fra gli assi nella manica di Christie’s, sempre nell’ambito della vendita di arte impressionista e moderna, c’è invece «Buste d’homme» (1968) di Picasso (8-10,8 milioni) che sarà battuto l’11 novembre a New York fra le opere della collezione museale appartenuta alla produttrice di Broadway Terry Allen Kramer. «Buste d’homme» fa parte di una serie di 30 tele del ciclo dei «moschettieri», eseguite successivamente alla rilettura del romanzo di Dumas da parte di Picasso che coniuga così la reminescenza del Barocco di Velázquez e Rembrandt alla sua interpretazione del presente oscillando fra il romantico, l’eroico e, come in questo caso, l’ironico. Proviene dalla collezione di Allen Kramer anche il paesaggio «Jardin et poullailler chez Octave Mirbeau, Les Damps» (1892) di Camille Pissarro (3,6-5,4 milioni). Christie’s propone anche l’importante collezione di James Alsdorf, che fu a lungo presidente della Cory Corporation di Chicago e mecenate di numerose realtà culturali americane.

Tra le opere spicca «Le seize Septembre», un olio su tela di René Magritte del 1957 (6,5-8 milioni) in cui le categorie del misterioso e dell’inaspettato si sostanziano nella visione notturna di una falce di luna che si sovrappone a un grande albero. C’è molta attesa anche per il bronzo, concepito nel 1913 ma fuso nel 1972 (esemplare di una tiratura di 10), «Forme uniche della continuità nello spazio» (1913) di Umberto Boccioni, proposta con una stima di 3,4-4 milioni. Risale al 1975 l’ultima volta che una scultura di Boccioni è stata venduta in asta, sempre da Christie’s. Il 12 novembre, sempre nella Grande Mela, l’arte impressionista e moderna è di scena anche da Bonhams, che conta fra i suoi lotti di punta una scultura di Auguste Rodin raffigurante Pierre de Wiessant, una riduzione del 1895 di una delle statue facenti parte del monumento dei borghesi di Calais (270-450mila).

Fra le opere su carta più originali vanno infine all’incanto due eleganti acquerelli di Léonard Tsuguharu Foujita, estroso artista giapponese di origine e francese d’adozione che seppe unire con raffinatezza tratti di entrambe le culture. Si tratta di «Jeune fille» del 1967 (18-27mila) e «Jeune fille et chat» del 1959 (23-32mila).

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019


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