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Mostre

Ricomposto il polittico del Maestro di Mondsee

Fasto tardogotico al Belvedere di Vienna

«La Circoncisione di Cristo» (1497 ca) del Maestro di Mondsee, dal Polittico dell’altare dell’Abbazia di Mondsee. © Foto Johannes Stoll / Belvedere, Vienna

Fino al 13 settembre il Belvedere superiore dedica la prima mostra monografica a uno dei più fascinosi pittori tardomedievali attivi in Austria all’epilogo del ’400, il Maestro di Mondsee, concentrandosi sull’opera che ha coniato la denominazione di questo artista anonimo: i dipinti di un polittico localizzato in origine nella chiesa dell’Abbazia di Mondsee, e riunendone in mostra tutti gli 8 pannelli superstiti (la cui ultima tavola, perduta da tempo, è stata acquisita dal Landesmuseum di Linz nel 2015) e collocando questo capolavoro nel contesto dell’Autunno del Medioevo, di cui è una fastosa epitome.

Gli 8 pannelli (5 del Belvedere, 2 del Museo di Linz e uno delle collezioni del principe di Liechtenstein, Vaduz e Vienna) spaziano fra raffigurazioni della Vergine, scene dell’infanzia di Cristo, ritratti dei Padri della Chiesa, il suggestivo paesaggio della «Fuga in Egitto», definendo la variegata declinazione poetica del Maestro di Mondsee. Le due acquisizioni più recenti (Museo di Linz) e l’affollata «Adorazione dei Magi» hanno colmato una lacuna in questo complesso che andò separato e disperso in seguito alla dissoluzione dell’abbazia nel 1791, se non già prima, con la conversione della chiesa in stile barocco: due ipotesi che rendono caso ancora più fortunato che le tavole dell’altare di Mondsee possano essere esposte riunite per la prima volta.

Questo permette alla mostra, curata da Veronika Pirker-Aurenhammer, di creare una «trama narrativa» delineando contesto storico e influenze. Committente fu l’abate Benedikt Eck von Vilsbiburg, che fece ricostruire in stile gotico fiammeggiante la chiesa abbaziale di Mondsee e che aveva già commissionato la pala d’altare della vicina chiesa di Sankt Wolfgang a Michael Pacher, riferimento non trascurabile per il Maestro di Mondsee.

La selezione comparativa di opere coeve presenti in mostra (di autori quali Martin Schongauer, Israhel van Meckenem, il Maestro degli Asburgoecc.) indica le ampie conoscenze artistiche del Maestro di Mondsee: tedesche, norditaliche e, più di tutto, fiamminghe e borgognone. Completa la mostra la sezione che, grazie a tecnologie d’avanguardia, porta in luce la composizione pittorica del Maestro di Mondsee a dimostrarne la maestria e a offrire scorci del suo modus creativo.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 406, marzo 2020



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