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Mostre

Sessant’anni di film a Villa Adriana

Una mostra e i 20 anni del riconoscimento Unesco: ne parla Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este

Andrea Bruciati con alcune latte di olio prodotto a Villa Adriana a Tivoli

Tivoli. Si inaugura oggi, venerdì 10 luglio, a Villa Adriana la mostra «60/20 Villa Adriana tra Cinema e Unesco». Allestita sino al 30 settembre presso il Centro accoglienza della Villa, l’esposizione multimediale raccoglie suggestioni visive di film italiani e stranieri girati nell’area archeologica, dalle prime pellicole qui ambientate negli anni Sessanta, come «Il Colonnello Von Ryan» di Mark Robson (1965), sino a «Smetto quando voglio. Masterclass» di Sydney Sibilia (2017).

Abbiamo chiesto ad Andrea Bruciati, direttore dell’istituto autonomo Villae - Villa Adriana e Villa d’Este, temi e finalità dell’esposizione. «La mostra nasce per una felice concomitanza di due anniversari che riguardano Villa Adriana, ci spiega: i sessant’anni dalla prima pellicola cinematografica girata nell’area archeologica (“Il sangue e la rosa / Et mourir de plaisir” di Roger Vadim del 1960) e i venti anni dall’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Lo scopo è quello di mostrare come, tanto l’Unesco quanto il cinema, contribuiscano a diffondere i significati universali di questo luogo. Il primo si esprime principalmente con progetti di valorizzazione e tutela per il mantenimento del patrimonio materiale e la diffusione dei suoi valori culturali; il cinema invece, attraverso la pervasività dei suoi linguaggi, è in grado di trasmettere a un vastissimo pubblico contenuti e valori estetici».

In questo momento il pubblico sta ritornando nei luoghi della cultura e nei musei: quale valenza assume la mostra in questo senso?

È un’occasione per tutti per rileggere questo luogo in modo inedito e creare una nuova forma di racconto. Il cinema ci offre innumerevoli chiavi di lettura per leggere e usufruire delle Villae tiburtine in modo non convenzionale. Muovendosi alla ricerca di una diversa narrazione in nome di una «renovatio» che idealmente collega il boom economico all’auspicata rinascita del Paese dopo l’esperienza del Covid, il progetto evidenzia come intorno agli anni Sessanta, alle prese con una nuova generazione di pubblico, con la genesi di nuovi temi, luoghi e forme del racconto, il cinema abbia nello specifico designato Villa Adriana quale set d’eccellenza, ridisegnandola. In questa chiave la mostra è quanto mai attuale, in un momento di riappropriazione identitaria dei luoghi per nuovi contenuti di senso. È forse questo il momento più adatto per riscoprire i tesori del nostro patrimonio più prossimo, con uno sguardo attento e aperto a nuove suggestioni, alle quali la curatrice, Francesca Roncoroni, ed io abbiamo riservato la massima attenzione.

L’esposizione è concettualmente legata al Villae Film Festival, rassegna cinematografica la
cui prima edizione si è svolta a Villa d’Este lo scorso dicembre, e che quest’anno si terrà in settembre.
Il Villae Film Festival è la prima rassegna dedicata al rapporto tra cinema e arte che si svolge all’interno di due gioielli architettonici e scenografici unici al mondo, le Villae di Tivoli. Per la sua unicità, il suo legame con i luoghi in cui avviene e per l’esclusività di questi siti rappresenta un’esperienza unica per lo spettatore. Nella nuova duplice edizione a Villa Adriana (16-19 settembre) e Villa d’Este (20-27 settembre), il Villae Film Festival diviene un viaggio alla scoperta del cinema che racconta l’arte, del cinema che è arte e del luogo d’arte che contribuisce alla realizzazione cinematografica. Al centro dell’evento, infatti, ci sono film che raccontano artisti, opere e movimenti, che riflettono sui protagonisti, sulla storia e sulle idee dell’arte, lungometraggi di autori che hanno sentito il bisogno di esprimere la loro creatività attraverso la settima musa e film che sono stati realizzati nei suggestivi spazi di Villa Adriana.

Arianna Antoniutti, edizione online, 10 luglio 2020


  • Annette Stroyberg sul set del film «Il sangue e la rosa» a Villa Adriana a Tivoli. Per gentile concessione di Istituto Luce - Cinecittà Srl

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