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Una veduta del nuovo museo del basket a Bologna

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Una veduta del nuovo museo del basket a Bologna

A Bologna un museo per il basket italiano

Per il sindaco, Matteo Lepore, «è un progetto pubblico per la città e il paese, ma servirà anche ad allungare la vita del PalaDozza, per capienza alcune partite ed eventi qui ormai non si possono più fare e ha meno futuro di altri impianti se non lo usiamo e lo viviamo sette giorni su sette»

Gianfranco Ferroni

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A Bologna, all’interno del Mubit, nel PalaDozza, ecco un museo dedicato allo sport. E la mostra «Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro»: dalle prime sfide in bianco e nero alle spettacolari giocate dell’era moderna, via alle celebrazioni del talento, del sacrificio e della visione che hanno reso l’Italia una protagonista del basket. La narrazione passa attraverso i grandi video, per rivivere le giocate che hanno cambiato il destino di una partita e i canestri allo scadere che hanno fatto tremare i palazzetti. Immancabili le telecronache originali, i commenti tecnici dei coach e i respiri del campo. 

Si comincia dalla prima sala, «Passato e Futuro», con la figura di Carlo Recalcati, uno dei protagonisti più rappresentativi della nostra storia, prima Azzurro e poi Commissario Tecnico. La sua maglia del campionato del Mondo del 1970 a Lubiana racconta un’epoca di trasformazione, quella degli anni Sessanta e Settanta, in cui la pallacanestro italiana si affermava come sport moderno e nazionale. Accanto a lui, simbolicamente, si collocano Antonello Riva, miglior realizzatore di sempre della Nazionale, e Cecilia Zandalasini, oggi tra le protagoniste del basket internazionale, capace di affermarsi tra Italia, Europa e Wnba. «Vittorie» ha come riferimento Renato Villalta, uno dei migliori Azzurri di sempre, protagonista di quella generazione che, a partire dall’argento olimpico di Mosca 1980, ha segnato un’epoca nel panorama europeo. Testimonianze delle vittorie europee e olimpiche, canotte, medaglie, palloni e oggetti donati da chi ha vissuto quelle stagioni. Con la multimedialità il passato si rinnova e si fa presente, offrendo al visitatore un racconto dinamico. Da Mosca 1980 ad Atene 2004, passando per l’oro europeo di Nantes 1983 e quello di Parigi 1999, fino ad arrivare al 2025. Con i palloni di Carlo Caglieris e Carlton Myers.

«Hall of Fame e tattiche di gioco»: qui si parla di Ottorino Flaborea, entrato nella Hall of Fame nel 2008 e presente con la sua maglia dell’Europeo 1971, testimoniano il valore di una carriera costruita nel tempo. Una parete dedicata agli allenatori delle Nazionali maschili, femminili e 3x3 restituisce il senso di una tradizione fatta di competenze, visione e continuità. Nella sala interattiva un’esperienza immersiva conduce il visitatore al centro del gioco. Le storie di Mariella Santucci e Olbis Futo André, protagoniste del bronzo europeo del 2025, dialogano con quelle di Viviana Corsini, testimoniando come impegno, dedizione e lavoro siano valori senza tempo. Il campo prende vita, con le indicazioni di Matteo Panichi, preparatore fisico della Nazionale maschile.

È «un museo che vi commuoverà, non ha nulla da inviare alle grandi gallerie sportive internazionali», afferma il presidente della Fip-Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci. Per il sindaco di Bologna Matteo Lepore «è un progetto pubblico per la città e il paese, ma servirà anche ad allungare la vita del PalaDozza, per capienza alcune partite ed eventi qui ormai non si possono più fare e ha meno futuro di altri impianti se non lo usiamo e lo viviamo sette giorni su sette». E «durante le partite si potrà visitare il museo». Con un investimento di 1,3 milioni di euro, per il pubblico è possibile guardare i cimeli di Achille Canna, il pallone della finale del 1999, le lavagnette degli allenatori, le maglie dei campioni e tanti ricordi suddivisi in cinque sale che occupano 400 metri quadrati. Tra le star presenti all’inaugurazione, Andrea Bargnani, Luca Banchi, Ettore Messina, Carlton Myers, Andrea Capobianco e Roberto Brunamonti. Il progetto museale è stato voluto dal Comune di Bologna e dalla Federazione Italiana Pallacanestro, gestito da Fondazione Bologna Welcome che ha come presidente Daniele Ravaglia. Sostenitori, Rai Teche, Istituto Luce, Sky Sport. Aperto al pubblico da giovedì a lunedì, dalle 11 alle 18, biglietto 5 euro.

Gianfranco Ferroni, 20 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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A Bologna un museo per il basket italiano | Gianfranco Ferroni

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